Il giudice di pace annulla multa dell’autovelox PDF Stampa E-mail

 

La Provincia dovrà rifondere le spese

Vittoria dei cittadini! Accolte le rimostranze sollevate da Sette Giorni

 

Il giudice di pace si è pronunciato, la scorsa settimana, per la prima volta su un ricorso presentato da un cittadino contro la contravvenzione subita a causa dell’autovelox posto lungo la ex statale per Voghera in territorio di Pontecurone, autovelox sul quale noi abbiamo già scritto nelle scorse settimane. E la sentenza è stata pienamente favorevole al cittadino: annullamento della sanzione e condanna per la Provincia a rifondere le spese sostenute, che come è noto sono 37 euro. Vittoria piena su tutto il fronte, insomma, per quelle decine e decine di automobilisti che sono caduti nella “trappola” di quell’autovelox che fotografa le targhe di tutte le vetture oltre i 70 chilometri orari (in pieno rettilineo!) e che è seminascosto all’ingresso dell’area di un distributore di carburante e di un bar. Ma vediamo più da vicino i fatti. Il ricorrente viene multato perché, in un giorno di quest’anno, la sua vettura viene fotografata ad una velocità superiore di 12 chilometri al limite imposto. Il ricorrente chiede “che la sanzione venga annullata in quanto la postazione fissa dell’autovelox non risulta ben visibile essendo nascosta da cartelli pubblicitari e da altra segnaletica stradale”. Il Giudice di Pace avvocato Marco Tiby ha accolto in pieno la richiesta. Nella motivazione della sentenza, infatti, si legge: “per legge, della presenza delle postazioni di controllo

mobili o fisse non solo deve essere data informazione agli automobilisti ma occorre una specifica e preventiva segnalazione (di indicazione, temporanei o permanenti, luminosi a messaggio variabile, luminosi installati su veicoli) ed inoltre occorre che la postazione sia ben visibile”. Il giudice ricorda che la direttiva Maroni in merito (agosto 2009) prevede che le “postazioni fisse di rilevamento della velocità possono essere rese ben visibili attraverso un’opportuna colorazione delle installazioni ovvero attraverso la collocazione su di esse di un segnale di indicazione dell’organo operante”, per cui “l’utente della strada deve essere messo al corrente dell’esistenza di tale meccanismo”.

Il giudice quindi prende in esame la zona ove è ubicato l’autovelox in questione (ricordiamo quello a Pontecurone per chi da Tortona si reca a Voghera) evidenziando ben sette manufatti che ne impediscono la piena visibilità. Il giudice Tiby infatti scrive: “si tratta di una vera e propria selva di manufatti, di vario genere e dimensioni, che rendono oltremodo difficoltoso l’avvistamento tempestivo del rilevatore non solo perchè affastellati tra di loro, ma anche perché contenenti plurimi messaggi idonei ad attirare l’attenzione di coloro che marciano sulla provinciale”. Ma il giudice rileva anche che “la collocazione dello strumento rilevatore subito dopo il varco che permette ai veicoli di uscire dalla stazione di servizio e di immettersi sulla provinciale, può comportare il completo occultamento dello strumento qualora in uscita ci sia un veicolo di grosse dimensioni (come un autocarro); allo stesso modo quando ad immettersi sono invece autoveicoli, la presenza di questi a bordo strada è tale da catalizzare inevitabilmente l’attenzione dell’utente marciante sulla provinciale con conseguente riduzione delle possibilità di percepire con adeguato anticipo il rilevatore, che pertanto risulta ben poco visibile”.

Insomma, come avevamo anticipato noi alcune settimane fa, la strada è aperta ai ricorsi, e questa prima, in assoluto, sentenza del Giudice di Pace proprio su questo autovelox promette bene.