NUOVO COMUNE ALLUVIONI PIOVERA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   12/04/2017 00:00:23 

 

 

Presto il referendum

 

L’esempio di Gavazzana e Cassano Spinola sta facendo, fortunatamente, scuola. I comuni di Alluvioni Cambiò e Piovera che fanno già parte dallo scorso novembre dell’Unione “Terre di Fiume” hanno deciso di attivare la procedura che porterà al referendum tra gli abitanti dei due comuni per la fusione dei due enti locali che assumerà il nome di Alluvioni Piovera. Il progetto di fusione del nuovo ente che avrà sede legale a Piovera in piazza San Giovanni mira a realizzare: a) maggiore efficienza e semplificazione amministrativa; b) realizzazione di risparmio per migliorare, se possibile, i servizi essenziali ai cittadini; c) l’accesso agli incentivi statali e regionali; d) la possibilità di diminuire la pressione fiscale; e) la possibilità di avere priorità nell’accesso ai bandi di finanziamento di opere pubbliche. Il nuovo comune prevede l’equa ripartizione fra le comunità di origine e per il primo mandato elettivo il sindaco ed i due componenti della giunta devono provenire dai tre paesi (Alluvioni, Grava e Piovera) dei comuni di origine. La proposta di fusione prevede pure che i proventi derivanti da alienazioni di beni o immobili devono essere impiegati esclusivamente per migliorare il patrimonio o nella realizzazione di opere pubbliche nei comuni di origine. I contributi straordinari dovuti in caso di fusione saranno destinati per il 50% alla diminuzione della pressione fiscale e per il restante 50% per migliorare i servizi del nuovo comune con una ripartizione a metà fra Alluvioni Cambiò e Grava da una parte e Piovera dall’altra. Sempre a metà fra Alluvioni e Piovera sarà prevista la pianificazione urbanistica sia per gli insediamenti residenziali che per quelli commerciali e industriali. Inizia ora dopo l’approvazione dei rispettivi consigli comunali (ad Alluvioni la delibera è stata approvata con l’astensione dei consiglieri Arzani e Torti il 28 marzo, a Piovera, all’unanimità, il giorno successivo) l’iter che dovrà portare all’approvazione della fusione da parte della Regione che dovrà indire il referendum. Come è già avvenuto per Gavazzana se i risultati dei due comuni saranno favorevoli non vi saranno problemi; in caso contrario l’ultima parola spetterà al consiglio regionale che potrà decidere la fusione solo nel caso in cui la somma dei voti favorevoli nei due comuni sia superiore a quella dei contrari.

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