NEUROLOGIA: TORTONA ERA UNA ECCELLENZA ORA SI VA A CASALE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   04/10/2017 00:00:23 

 

 

E’ accaduto anche ad un noto politico cittadino

 

La malattia di un noto esponente politico locale, cui vanno naturalmente gli auguri di una pronta guarigione, pone nuovamente alla ribalta il caso ospedale. Il professor Gianni Castagnello, presidente del consiglio comunale, sta male sabato 23, viene portato al pronto soccorso, ove l’assistenza è stata al massimo. E’ poi necessario ricoverarlo in un reparto di neurologia, e qui sorgono i problemi. Un giro di telefonate ed infine la decisione: ricovero a Casale Monferrato, a 60 km di distanza, perché i reparti di Novi ed Alessandria non sono in grado di ricevere altri pazienti. Ed un ricovero così lontano non è il primo che avviene!

Ed è qui che si ha l’aspetto pubblico della vicenda, quello che deve interessare tutti i cittadini del tortonese. Perchè noi, fino a pochi anni fa, avevamo in città, nel nostro ospedale, un reparto di neurologia all’avanguardia, una stroke unit di grande rilievo: 17 posti letto di cui 4 monitorati per trombolisi, tra i pochi ospedali autorizzati dalla Regione, 5 medici, 2 tecnici neurofisiologi, 15 infermieri. Per non parlare dell’attrezzatura: doppler ecocorticali, elettroencefalografo, elettromiografo, potenziali vocali, visivi, acustici e somatosensoriali. Ed ancora un centro Uva per l’alzheimer. Insomma: avevamo un reparto tra i migliori, sempre pieno di pazienti, con un ambulatorio efficientissimo. I nostri politici regionali hanno deciso di chiuderlo, spostando tutto a Novi, che già di per sé faceva fatica a soddisfare le richieste dei novesi: il reparto è stato “potenziato” con 5/6 letti in più, insufficienti a soddisfare tutte le richieste di ricovero. Ed infatti per noi tortonesi è iniziata la peregrinazione tra Novi, Alessandria e Casale Monferrato.

Un vero e proprio scandalo, la riprova che i nostri amministratori non sanno amministrare perchè hanno fatto numerosi tagli lineari che hanno portato la nostra Asl ad essere tra le poche in Regione a non avere anticipazione di cassa, ma molti milioni di euro in banca, tagliando però i servizi e rendendo per i cittadini tortonesi il diritto alla salute sancito dalla Costituzione una mera frase fatta senza più consistenza nella realtà. Perché dover essere ricoverati a 60 chilometri di distanza, con il pericolo che il ricovero “arrivi” troppo tardi per arginare gli effetti di un ictus, quando in loco avevi un reparto efficiente e dotato di molteplici attrezzature (alcune pagate, peraltro, dalla Fondazione) non è propriamente rispettare il dettato costituzionale, ma significa solamente che si è stati presi in giro. Ce ne ricorderemo a tempo debito.