ALLA CAVA CASCINA PECORARA SI VUOLE PORTARE MATERIALE INQUINATO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   04/10/2017 00:00:26 

 

 

Cambierà qualcosa per la cava alla cascina Pecorara, sita in strada Bosco a Torre Garofoli? La domanda è legittima dopo il deposito da parte dei responsabili del Terzo Valico della variante al progetto di recupero ambientale per depositarvi materiali inquinati. Una breve cronistoria. 

La cava viene individuata inizialmente come cava di estrazione e di ritombamento per i lavori del terzo valico. A suo tempo la richiesta venne accolta senza procedura di valutazione di impatto ambientale; l’amministrazione comunale tortonese diede parere favorevole ma con un unico vincolo: i terreni da conferire dovevano essere tutti di classe A, cioè assolutamente privi di inquinanti, anche in misura inferiore ai limiti di legge. Ora la variante, oltre ad un subingresso, cioè il proponente è diverso da quello originario, prevede la possibilità di conferire terre di classe B, ovvero con qualche inquinante, tutti però ben al di sotto dei limiti di legge. Tutta la documentazione è consultabile all’albo pretorio della Regione, della Provincia e del comune per la durata di 60 giorni. Da noi contattato, però, l’assessore competente Davide Fara ci ha dichiarato: “Il nostro parere era stato subordinato alla tipologia di materiale conferito ed avevamo inoltre sottoscritto un accordo con utilizzatori ed Arpa con cui l'ente si riservava di effettuare campionamenti per verificare la qualità dei conferimenti. Ovviamente siamo contrari ad una ridefinizione della qualità delle terre da conferire e lo rappresenteremo nelle sedi in cui saremo chiamati per esprimere il nostro parere”.

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