AD ISOLA CHIUSO IL NIDO COSTATO 700 MILA EURO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   11/10/2017 00:00:15 

 

 

A poco meno di cinque anni dalla sua nascita, l'inaugurazione era avvenuta il 27 ottobre 2012, l'asilo nido "L'Isola dei Piccoli" di Isola Sant'Antonio ha chiuso le porte, anche se ufficialmente si parla di "sospensione temporanea" in attesa di un'adeguata riprogettazione del servizio. Il motivo? Molto semplice: un solo utente, il piccolo Alessandro, che si è trovato ad essere l'unico bimbo a frequentare una struttura nata per ospitare sino a trenta minori, ma che in casi rarissimi ha raggiunto solo un terzo di questa soglia, potremmo dire quasi sognata. Quest'anno gli iscritti erano due ma alla fine è rimasto solo Alessandro ed il suo papà, Massimiliano Poggi, non ci sta: "Il problema della carenza di iscrizioni c'è sempre stato, è inutile nasconderlo. Ma, nonostante ciò, avevo avuto ampie rassicurazioni che l'anno scolastico sarebbe iniziato e proseguito regolarmente. Invece, lo scorso 27 settembre ho appreso che i responsabili della cooperativa San Carlo Onlus di Castelnuovo, gestori dell'asilo di Isola, avevano avuto l'autorizzazione a sospendere le attività didattiche della struttura". E dalla cooperativa San Carlo arriva la conferma che le attività al momento sono sospese, in attesa di definire nuovi progetti che possano valorizzare questo spazio che effettivamente presenta molteplici potenzialità. Ora qualche considerazione si rende necessaria soprattutto alla luce di quanto è stato investito per realizzare questa struttura, moderna, all'avanguardia, costata oltre 700 mila euro, di cui 435 mila a fondo perduto tramite finanziamento regionale; la cooperativa San Carlo Onlus ci ha messo il resto acquistando l'arredamento dell'asilo. Insomma, parliamo di cifre che non sono proprio noccioline. In un momento in cui tagli trasversali sono all'ordine del giorno, era proprio necessario elargire un finanziamento simile quando si sapeva perfettamente che le nascite ad Isola, come in qualsiasi comune italiano, erano a picco? Professionalità del personale e struttura non si discutono assolutamente, ma con quali prospettive è stato realizzato quest'asilo? Altra domanda: per la sanità non ci sono i soldi e qui, a fronte di nascite piatte, si spendono 700 mila euro? Ciò non significa non investire nella scuola e nell'istruzione, anzi: ricordiamoci solo che nelle vicinanze esistono strutture intercomunali che funzionano benissimo, che ospitano tanti bambini e sulle quali forse andrebbero fatti e potenziati certi investimenti. Ma ancora una volta la logica non appartiene a certe scelte, incomprensibili e prive di qualsiasi finalità.

Helenio Pasquali