SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE - UN TEATRO COSÌ NON È DA TUTTI! 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   11/10/2017 00:00:29 

 

 

La vicenda del consiglio comunale di venerdì 29 settembre, uno dei punti più bassi della storia di questa assise, la raccontiamo in altra parte. Qui crediamo sia bene fare qualche disquisizione.

Morreale. Il consigliere di minoranza è ormai noto per presentare interrogazioni strumentali così da poter invitare in consiglio una claque, che puntualmente si alza al termine della trattazione del punto in questione. E puntualmente si alza anche il consigliere, come venerdì, per andare a salutare tutti i presenti. Fa parte del gioco, anche se ci pare che questo gioco sia durato troppo a lungo e, soprattutto, non abbia portato a nulla: il consigliere in questione non ha costruito nulla con le sue interrogazioni, non è riuscito a realizzare nulla, ha fatto solo del populismo e della demagogia. E ci piacerebbe comprendere perché, spesso, le sue interrogazioni (o mozioni, o interpellanze) pare ce l’abbiano più con i dirigenti o i funzionari che con i politici. In più c’è da dire che si avvicinano le elezioni e la probabile presentazione a destra di altre liste più o meno civiche potrebbe averlo messo in agitazione.

Bottiroli. Venerdì probabilmente si è sentito scavalcato nel populismo e nella demagogia da Morreale, che ha strappato l’applauso del pubblico, ed ha esagerato. E’ vero, si è sospeso un consiglio comunale per premiare il Derthona Basket (come recriminato da Bottiroli), ma c’era l’accordo di tutti. Altro è sospendere per far parlare un sindacalista, o qualche cittadino, su un argomento che, per altro, era già chiuso e superato, in quanto l’accordo era già stato siglato. Perdere le staffe gettando a terra i fogli non è da lui.

Ciniglio. Non sappiamo cosa sia accaduto al dottore, di solito compassato, ma il suo intervento è stato veramente fuori luogo. Come fuori luogo l’aggettivo bastarda unito ai sostantivi mozione o proposta, anche perché uniti i due termini non sappiamo proprio cosa stiano a significare. Si limiti, d’ora in poi, ad illustrare le interrogazioni che presenta, magari facendole firmare anche ad altri consiglieri del suo gruppo (suo poi, o è uscito dal Pd?) come è d’uso e lasci fare le altre cose a chi di dovere (presidente del consiglio comunale o capogruppo). E se ha rancori personali con Bottiroli, impari a gestirli privatamente.

Picchi. Lui invece deve imparare a fare il capogruppo: lasciare perdere il cellulare quando è in aula, dominare maggiormente i propri consiglieri (anche in tema di presenze), intervenire verbalmente quando è necessario. Come venerdì appunto. Ma l’avverbio non è scritto a caso, la sua “aggressione” a Bottiroli non può essere giustificata da nulla, se non da un momento in cui “gli si è chiusa la vena” come dicono i giovani ed ha perso il controllo di sé. A suo onore le scuse pubbliche che ha fatto il giorno successivo e la decisione di rimettere il mandato nelle mani del sindaco e del partito: decideranno venerdì pomeriggio: non è facile ma è dimostrazione di carattere e di aver compreso di aver fatto una cosa da non fare.

Sindaco. Il governo del consiglio comunale non spetta a lui, è vero, ma correre in soccorso alla povera Rosa Marino trovatasi su quel seggio per sbaglio e che ha dimostrato che non è il suo ruolo, sarebbe stato un buon gesto, come un buon gesto politico e non una “camussata” sarebbe stato intervenire di persona, allontanare i due “contendenti”, prendere la parola per quietare gli animi e fare il punto politico della situazione. Magari anche con una presa di posizione ufficiale. E’ chiedere troppo ad un uomo politico?

Pd. Poteva evitare di compilare e diramare il comunicato che potrete leggere in altra parte del giornale. Inutile, fuorviante, non preciso se non là ove afferma che Morreale aveva già la risposta pronta all’intervento dell’assessore Graziano, qualsiasi cosa fosse stata detta, risposta “a prescindere” insomma (come avrebbe detto Totò, il comico che tanto piace al sindacalista delle operatrici) solo per strappare l’applauso. Insomma un partito come il Pd ha (aveva?) altre armi ed altre argomentazioni per inquadrare politicamente l’accaduto.

Carabetta e Tranquilli. Erano i due assenti. Il primo deve decidere cosa fare: sostenere questa maggioranza, lui assessore di Fi, o lasciarla andare al suo destino. E’ ora. Il secondo dovrebbe avere la decenza di dimettersi: trascorre più tempo fuori Italia che in Italia e sono affari suoi. Venerdì era in Puglia a presentare il suo libro, e sono affari suoi. Bene, bravo. Ma quando vorrà interessarsi degli affari dei tortonesi che lo hanno votato? (la commissione da lui presieduta: politiche giovanili, sport, associazionismo sportivo, lavoro ed occupazione, formazione, sussidiarietà, scambi di cooperazione e relazioni internazionali in ambito giovanile, un nome più lungo probabilmente della durata delle riunioni della commissione stessa, si è riunita l’ultima volta il 31 gennaio, fonte sito ufficiale del comune).

Diretti interessati. Avranno capito le operatrici di essere state trascinate in un gioco politico sindacale più grande di loro e che tutto avrebbe avuto lo stesso finale senza lo sbraitare che è stato fatto?

Insomma, visto che venerdì sera in consiglio si sono sprecati gli aggettivi, per qualificare la serata ne vogliamo usare uno anche noi, caro al primo cittadino: ignobile.