CONSIGLIO COMUNALE “FUORI NORMA” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   11/10/2017 00:00:30 

 

 

Quello di venerdì scorso con lo scontro Picchi-Bottiroli

 

Come noto il consiglio comunale di venerdì scorso, anche se per legge doveva approvare alcune delibere di carattere finanziario entro fine settembre, passerà alla storia per quella prima parte, una decina di minuti in tutto, nel quale si è toccato il fondo.

Si discute innanzitutto il settimo punto all’ordine del giorno, l’interpellanza sugli asili, anticipato per permettere al pubblico presente, tutto interessato solo a quell’argomento (una specie di claque) di non sorbirsi tutto il consiglio. Il consigliere presentatore dell’interpellanza legge il lungo documento, l’assessore Graziano replica. Inizia una prima piccola bagarre, perché Bottiroli chiede che si sospenda la seduta per far parlare qualcuno del pubblico (il sindacalista presente?) richiesta che viene respinta. Dopo un chiarimento ulteriore dell’assessore, il consigliere Morreale legge la risposta preconfezionata che sa tanto di demagogia: “lei assessore non sa cosa significa precarietà, e quindi non può capire le sofferenze che le lavoratrici hanno subìto così da accettare un contratto a loro sconveniente rispetto al precedente (applausi). La sua azione è stata inadeguata”. Altri applausi.

A questo punto riprende la parola Bottiroli dei 5 stelle che chiede nuovamente una sospensione del consiglio per far parlare il pubblico. Il presidente del consiglio comunale Rosa Marino ricorda che il regolamento non lo prevede e decide di andare avanti. Del resto la richiesta di Bottiroli non è democratica, come da lui affermato, ma solo demagogica: 1) intanto perché il problema era già risolto, con tanto di firma del sindacalista che si dichiara “soddisfatto  dell’esito della trattativa collettiva”; 2) poi perché ci sono altri luoghi ove i cittadini possono colloquiare con gli amministratori. “Io non ho mai rovesciato il tavolo, ma questa sera sono vicino a farlo” dice Bottiroli. Applausi.

Il presidente del consiglio invece va avanti, ricordando che “il quarto d’ora richiesto non servirebbe a nulla”. I componenti del pubblico, a questo punto, mugugnando lasciano l’aula, così come Morreale che in corridoio si ferma a parlare con loro.

Ed è il tempo di Ciniglio. Prima di illustrare la sua interrogazione il consigliere “va in vacca” e rivolgendosi a Bottiroli dice “tu sei fuori di testa hai fatto una strumentalizzazione/proposta bastarda”. Bottiroli non ci sta (giustamente) lancia i fogli per terra, interviene Scaglia, Bottiroli si alza in piedi, Picchi si alza a sua volta e fatti una decina di passi “sospinge” Bottiroli contro la parete. Il parapiglia è al massimo, l’incapacità della presidente del consiglio comunale a tenere l’ordine è evidente, entrano i vigili urbani, la seduta viene sospesa.

Quando il consiglio riprende, la minoranza non si presenta in aula ed il Pd si trova costretto a chiamare il consigliere Castagnello, da pochi giorni rientrato dall’ospedale, per poter garantire il numero legale. Un episodio simile avvenne negli anni ’70, partito comunista al potere, con il povero dottor Fossati portato in consiglio sulla barella e più recentemente con l’architetto Ranaudo. Ma a questo proposito una domanda: perchè nè la presidente del consiglio nè il segretario comunale hanno pensato di rinviare la seduta in seconda convocazione, prevista per sabato, quando il numero legale scende a quattro?

Il resto non ha più interessato nessuno: per la cronaca tutto è stato approvato all’unanimità dei presenti, senza discussione.

 

Nelle foto: Due fotogrammi della serata ormai divenuti famosi, Danilo Bottiroli ha appena lanciato per terra i fogli,  lo scontro con Marco Picchi