PERPLESSIT└ SULLA FUSIONE TRA ASL E ASO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   08/11/2017 00:00:06 

 

 

Berutti presenta un ordine del giorno al riguardo

 

Sul fronte della politica sanitaria e della geografia ospedaliera, come noto, si sta muovendo qualcosa, forse perché i politici “annusando” l’aria comprendono che è ora di fare o dire qualcosa, in vista delle elezioni del 2019. Il Pd ha avanzato la proposta, accolta, di studiare la possibilità di realizzare un nuovo unico grande ospedale, e poi ha proposto la fusione dell’Asl e dell’Aso, l’azienda che gestisce l’ospedale di Alessandria. Singolare questa proposta che avrebbe senso se l’ospedale unico fosse realmente costruito (e se lo si farà, sarà tra qualche lustro) perché una fusione anticipata priverebbe l’ospedale di Alessandria della qualifica di hub, il massimo nella graduatoria attuale, ed ancor più singolare perchè pare che da questa fusione l’unica a poter guadagnare è la Amos srl, una società nata a Cuneo che fornisce servizi sanitari, fondata da Moirano, responsabile per alcuni anni della politica sanitaria regionale, e che ha fatturato 42 milioni di euro nel 2016, di proprietà di Asl ed Aso di Cuneo e di Asti. Ora anche il consigliere regionale di Fi Massimo Berutti ha presentato un ordine del giorno sull’argomento proponendo una valutazione più approfondita della questione allargandola così a tutta la Regione.