SLOT FUORI LEGGE: MA TUTTO Č FERMO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   29/11/2017 00:00:09 

 

 

Da lunedì scorso 20 novembre, teoricamente, la maggior parte delle slot machines piazzate presso bar e luoghi pubblici sono fuori legge. Lo ha deciso, e lo abbiamo già scritto a suo tempo, una legge regionale entrata in vigore nel maggio dello scorso anno e che dava tempo, appunto, fino al 20 novembre per la sua attuazione. Scriviamo teoricamente perché contro questa legge si sono schierati anche il governo, che teme un salasso erariale, e l’associazione dei gestori di queste slot, Astro, che ha annunciato lo stop per 20 mila macchinette e un danno per l’erario di 243 milioni. E così, in pratica, nessun comune a quanto risulta ha ancora agito.

Le regole sono chiare: l’articolo 5 individua alcuni siti sensibili: istituti scolastici, centri di formazione per giovani ed adulti, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, strutture residenziali e semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio sanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori, istituti di credito e sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati, movicentro e stazioni ferroviarie. Le distanze da tenere da questi luoghi sensibili “misurate in base al percorso pedonale più breve, devono essere non inferiori a 300 metri per i comuni fino a 5 mila abitanti e non inferiori ai 500 metri per i comuni con popolazione superiore. Ad occhio, quindi, tutte le slot machines in città e nei paesi sono fuori legge. Unica eccezione per le sale da gioco e sale scommesse esistenti alla data del 2 maggio 2016: hanno tempo tre anni per adeguarsi o addirittura 5 anni se l’autorizzazione decorre dal primo gennaio 2014. Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane posto che la legge è quella e che in qualche modo dovrà essere fatta rispettare.