ASSOLTI CON FORMULA PIENA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   29/11/2017 00:00:17 

 

 

Il testamento è valido

 

Alla fine, dopo tante testimonianze, dopo tante indagini la sentenza è stata inequivocabile: il testamento di Riccardo Boccaccio che lasciava un’unica erede universale è valido, è stato redatto quando lui era ancora in possesso delle sue facoltà e quindi tutti gli imputati, l’erede Giulia Borasi di 55 anni, nota dentista tortonese abitante a Villaromagnano, l’altrettanto conosciuto notaio tortonese Vincenzo Esposito di 72 anni, ed i due testimoni, Morena Balestra di 45 anni da Carbonara Scrivia e Assuntino Baiardi di 85 da Villaromagnano, sono stati assolti con formula piena perché il fatto non costituisce reato. Tutto era iniziato con la denuncia alla procura da parte di un cugino che vantava gli stessi diritti ereditari della Borasi. Ma “il de cuius” come in linguaggio notarile si definisce lo scomparso, aveva deciso di fare testamento, pur ricoverato in ospedale, e lo aveva fatto a favore di Giulia Borasi. Da qui le indagini, condotte dalla procura distrettuale di Torino che invece ha sempre ritenuto che Boccaccio non fosse in grado di testare. Il processo, durato diversi anni, ha visto ad inizio ottobre il pm formulare pesanti richieste di condanna: 4 anni per i due principali imputati, Borasi ed Esposito, 3 anni e 6 mesi per i testimoni oltre a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Tutto il collegio difensivo ha invece sostenuto che le condizioni del testamentario erano tali da permettere di decidere a chi destinare i propri beni (circa 400 mila euro oltre ad una casa a Venezia). Il giudice pare quindi abbia fatto sue in pieno le tesi difensive: le motivazioni della sentenza si avranno entro 90 giorni. Da ricordare, infine, che su richiesta del pubblico ministero il giudice ha disposto la trasmissione delle deposizioni rese a favore della Borasi da 4 testimoni che, secondo il pm, dichiararono il falso.