ASL: OLTRE 7 MILIONI SPESI FUORI REGIONE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   29/11/2017 00:00:18 

 

 

Mentre proseguono le polemiche sull’iniziativa della Regione di accelerare sulla fusione tra Aso alessandrina ed Asl, con tanti pro e contro che qualche mese fa si era deciso di analizzare con calma, e mentre iniziano sempre più insistentemente a circolare voci che le reali ragioni di questa decisione risiedono sulla volontà di “far fuori” uno o ambedue i direttori generali, si è tenuta una riunione ristretta dei sindaci dell’Asl. All’ordine del giorno l’analisi di quanto è avvenuto con la riorganizzazione degli uffici amministrativi, un po’ sparsi per tutta la provincia. E se per alcuni aspetti la riunificazione in un unico stabile ha un senso (pensiamo all’avvocatura, per esempio, o anche alla formazione professionale) per altri, a detta dei sindaci, la valutazione è diversa. Intanto perché in parecchi casi è stata mutata la competenza, così che chi si occupava di amministrazione in alcuni casi ha dovuto occuparsi di personale o di approvvigionamento o di organizzazione dei Cup, con uno sconvolgimento di mansioni non “apprezzato” dai dipendenti. In alcuni casi poi si è dovuto ricorrere al trasferimento da una città all’altra, da Tortona a Novi, ad esempio, ma anche viceversa; è stato detto, per un risparmio pare di poche decine di migliaia di euro e la perdita di 6 o 7 posizioni organizzative. Insomma un gran impegno per un risultato modesto.

Da ricordare ancora la presa di posizione del sindaco Bardone sui ritardi nell’attuazione della famosa delibera regionale che riorganizzava il nostro ospedale: come da noi più volte scritto quello che c’era da togliere è stato tolto molto velocemente, e quello che c’era da dare non è stato ancora dato, se non in minima parte, anche perché era molto semplice. Pensiamo alla senologia: c’era quasi tutto, il reparto è stato riorganizzato, e gli si è attribuita una valenza provinciale che pur non avendo sulla carta era nei fatti, grazie al lavoro di medici ed infermieri.

Ma quello che è emerso di più interessante da quella riunione sono alcuni dati relativi alla mobilità passiva, cioè ai ricoveri fuori regione, soprattutto per quanto riguarda il recupero funzionale, il “famoso reparto” che dovrebbe sorgere in città (anche grazie alla generosità della Fondazione cittadina, che forse ora dovrebbe ripensarci un poco) e che doveva già essere aperto, ma del quale nulla più si sa. E così si viene a sapere che lo scorso anno, per il recupero funzionale, dalla nostra Asl sono andati fuori regione ben in 1.177, di cui 682 provenienti dal distretto Novi – Tortona. Di questi 607 sono stati ricoverati in Lombardia, e di questi, 235 (su un totale di 308) a Villa Esperia, 132 (su 169) alla casa di cura Cittadella Sociale, 46 (su 78) al Galeazzi, 51 (su 97) a Montescano, 37 (su 110) alla Maugeri, 24 (su 36) all’Humanitas di Rozzano e 17 (su 23) all’ospedale di Voghera, oltre a ricoveri sparsi un po’ ovunque. In Liguria, tra Arenzano e Camogli, i ricoveri sono stati solo 51 e 19 in Emilia Romagna. Ciò ha comportato una spesa extraregionale di poco più di 7 milioni di euro, di cui 4 milioni 302 mila a carico del nostro distretto (circa il 60%). E di questi 4 milioni ben 3 milioni 785 mila sono stati spesi a favore della Lombardia con un picco di 1,8 milioni per Villa Esperia, e 733 mila per la Cittadella Sociale. Cifre importanti, significative, che devono far riflettere; e se la penetrazione lombarda deve avvenire, lo si dica chiaramente: il livello di prestazioni e di servizi è decisamente alto e da apprezzare!

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