PER LE SLOT TUTTO FERMO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   13/12/2017 00:00:11 

 

 

Eppure la legge è in vigore dal 20 novembre

 

Come da noi scritto due settimane fa dal 20 novembre, per via di una legge regionale entrata in vigore nel maggio dello scorso anno, quasi tutte le macchinette “mangiasoldi” poste in locali pubblici che non siano sale da gioco sono illegali, perché non rispettano la distanza di 500 metri da una lunga serie di luoghi sensibili, tra i quali scuole, chiese, ospedali, banche, impianti sportivi e così via. La distanza scende a 300 metri per i comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti. Orbene non ci risulta che si sia agito in questo senso da parte della pubblica amministrazione, chiamata in prima persona a far rispettare la legge, che prevede sanzioni da 2.000 a 6.000 euro per ogni apparecchio e la chiusura con sigilli delle stesse apparecchiature. Anzi proprio lunedì il comune ha emesso un comunicato nel quale si afferma che “in questi giorni sono arrivate in comune molte lettere da parte di esercenti ed associazioni che chiedono al comune di mappare i luoghi sensibili e le attività assoggettate al divieto o di procedere alle misurazioni delle distanze”. Posizione per lo meno singolare, perché il rispetto delle norme non spetta all’ente pubblico ma al singolo esercente. Ed in effetti il comunicato dice che “al comune competono le funzioni di vigilanza e di controllo e pertanto ogni singolo esercente avrebbe già dovuto effettuare o comunque deve provvedere per proprio conto alle verifiche del rispetto dei limiti di distanza dai luoghi sensibili”. Occorre però ricordare che molti comuni hanno già provveduto a mappare i luoghi sensibili, perchè non è detto che tutti gli esercenti che hanno slot siano a conoscenza di dove essi siano ubicati. Insomma per ora, a oltre 10 giorni dall’entrata in vigore della norma, conosciuta da oltre un anno, nulla è stato fatto, pare, né da parte del comune né da parte dei singoli esercenti. E poi ci si lamenta quando si mormora la famosa frase fatta “siamo in Italia!”.