IN SENATO SI Č PARLATO DI M&G: PER IL MINISTERO LE PROSPETTIVE SONO ROSEE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   20/12/2017 00:00:22 

 

 

Confermato l’interessamento di Eni da noi annunciato a settembre

 

Buone notizie, dopo quelle brutte, riguardanti il gruppo Mossi e Ghisolfi. Mercoledì scorso in Senato il sottosegretario del Ministero del lavoro Bobba ha risposto ad una interrogazione presentata dalla senatrice dem Nicoletta Favero (nella foto), dichiarando testualmente: “la società, (la Italian Bio Products che ha lo stabilimento di Crescentino), ha comunicato che al termine del programma di cassa integrazione speciale non sono previsti esuberi ma che anzi potrebbero essere effettuate nuove assunzioni se gli impianti torneranno a pieno regime.”

L’interessamento della senatrice, segretario della commissione lavoro, è stato propizio per fare il punto sulla situazione, ed è stato molto apprezzato dal sindaco Bardone che vuole ringraziare pubblicamente la senatrice Favero. Il governo ha fatto il punto della situazione: M&G ha posto in cassa integrazione speciale, fino al novembre 2018, 56 dipendenti, 29 a Tortona e 27 ad Assago e l’istanza è ancora al vaglio del ministero. Anche la Biochemtex ha l’istanza di Cigs in istruttoria che riguarda 49 lavoratori, equamente divisi tra Tortona e Rivalta all’interno del Pst.

Più complessa la vicenda della società che gestisce Crescentino: l’impianto di produzione di energia elettrica è entrato subito in funzione con “crescente continuità produttiva” mentre l’impianto di bioetanolo non ha raggiunto le capacità produttive di obiettivo, per cui l’impianto è stato fermato. Anche in questo caso è stata presentata domanda di cassa integrazione speciale ma l’istanza non è stata “correttamente compilata, e gli uffici ministeriali hanno comunicato che sarà sospeso il procedimento al fine di acquisire i dati essenziali per la corretta valutazione del programma”.

Il sottosegretario ha pure ricordato l’incontro svoltosi a Roma il 22 novembre nel quale è emersa la “necessità di garantire i posti di lavoro e operare per la continuità delle attività degli impianti al fine di evitare i rischi di un fallimento”. In tutta questa vicenda c’è però da ricordare quanto da noi scritto il 2 settembre scorso quando demmo la notizia che la Cassa Depositi e Prestiti ha predisposto un progetto per un polo nazionale della chimica che porterebbe all’unione di tre società italiane: la Polynt attiva nel settore dei prodotti chimici con fatturato di 2 miliardi, la Versalis del gruppo Eni impegnata nel settore della chimica di base e delle materie plastiche che fattura 4,2 miliardi e la Mossi & Ghisolfi che ha un fatturato di 1,9 miliardi.