CHE NATALE CI AIUTI!  
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   27/12/2017 00:00:09 

 

 

Ci affanniamo a far presepi, addobbare alberi, a comprar regali e masserizie per festeggiare Natale…poi, finita la festa gabbato lo santo, dice il proverbio, ci dimentichiamo dei buoni propositi che il Natale porta con sé. Invece il nostro Natale non è puro divertimento ma ripensamento, riflessione, ti mette a nudo, ti chiama a sé per provare sentimenti condivisi: tenerezza, accettazione, rispetto. Il Natale educa, come tutti i riti e le festività cristiane, alla convivenza. Lui è nato in una stalla, al freddo e al gelo, perché nessuno lo ha accolto. E proprio di accoglienza vogliamo parlare? Problema di scottante attualità che l’uso di un linguaggio dai toni esasperati, parole crude, come ha scritto monsignor Giorgi nell’intervento della scorsa settimana, sviano. E chissà se chi a parole, dalla tv e dai social, rifiuta chi arriva nel nostro Paese per trovare rifugio, festeggia Natale? Crediamo di sì e magari nella più stretta tradizione! Bisognerebbe fotografarli mentre adorano il Bambino: non sanno che Gesù era un profugo quando è nato? Ma baciare od onorare una statua è facile e poi dimenticare le responsabilità ancora di più. Già qualcuno ci provò a risvegliare gli animi: Mosè (qualcuno lo ricorda?) che vietò gli idoli e richiamò il suo popolo alla responsabilità e a mettere in pratica i buoni propositi dettando i comandamenti. Già allora per migliorare. Invece l’umanità, quella del duemila che ha tanta presunzione d’intelligenza, è tornata torbida, idolatra i miti televisivi e può essere facilmente manipolabile da social e video. E può divenire brutta e cattiva alla prima occasione. Invece sarebbe bene usare le moderne tecnologie ma per farne una risorsa e non una fonte di dottrina. E questa è la parte più difficile. Ci vogliono senso critico e integrità. E citando ancora Mosè, nessun politico è mai stato alla sua altezza, proviamo a rispolverare i suoi comandamenti. Un vademecum infallibile per vivere in una comunità pacifica. Partendo dal rispetto verso se stessi prima e poi verso gli altri. E a questo punto, citiamo perché è doveroso, sperando resti episodio isolato, il triste caso di un gruppo di giovanissimi tortonesi che ha rapinato una tabaccaia. Segno della maleducazione dilagante colpa di tutti. Che valori hanno quei bambini? Nessuno, completamente in balia di loro stessi e delle loro pulsioni. Anche loro avranno nella loro breve vita ricevuto regali di Natale senza conoscere il significato di questo gesto: non solo ricevere ma soprattutto donare buone azioni e buoni comportamenti per non inceppare la crescita loro e della società in cui vivono. Non hanno dimostrato rispetto perché non sanno farlo, perché nessuno, ed è chiaro dal loro gesto, glielo ha mai insegnato. E qui si potrebbe aprire un ampio dibattito sui principi educativi. Oggi tutto è dovuto ai figli, da appena nati, spadroneggiano senza che i genitori battano ciglio: un modo di comportarsi da parte dei genitori che non è un principio educativo moderno, come si vorrebbe far credere, ma semplice disinteresse e quindi mancanza di rispetto dei genitori verso i figli, perchè non curarsi di una persona sia essa giovane o adulta è solo mancanza di rispetto. Quanti casi sotto gli occhi quotidianamente, fateci caso, di bambini capricciosi che piangono a squarciagola, che ottengono sempre tutto o quando non riescono per dispetto rovinano le cose che desiderano. Non obbligare non è far crescere dei “principi”, cui tutto è dovuto perché belli e intelligenti, ma degli idioti che non rispetteranno poi gli insegnanti e quelli che incontreranno sul loro cammino: dal datore di lavoro alla donna che dirà loro no, magari per questo picchiata o uccisa, semplicemente perché soggetto debole. Quindi non solo idioti ma anche vigliacchi. Quanti casi, anche nelle nostre scuole tortonesi, di insegnanti e presidi presi a male parole o addirittura picchiati o denunciati perché hanno osato prendere provvedimenti per un ragazzo che ne aveva bisogno! Suona quasi assurdo ma è così. Purtroppo l’arroganza di chi non capisce e non ha l’umiltà di accettare i buoni consigli è il peggiore dei mali. Perché tutto è dovuto ai figli, bisogna difenderli sempre, mai proibire nulla…e si sbaglia. E allora sarà bene che nei giorni del Natale facciamo tutti un bell’esame di coscienza se ancora ne abbiamo una, domandandoci se ci servono tutti gli orpelli materiali di cui ci circondiamo e di cui abbiamo sempre più brama e che servono forse a sopperire il nostro sempre più vasto vuoto interiore. Un strada che porta inevitabilmente all’egoismo al solo pensiero di poterli perdere. Che bello sarebbe riuscire a scoprire che si vive perché abbiamo la vita e non perché parliamo al telefono o abbiamo le scarpe alla moda!

L.R.