LA CANTINA SOCIALE HA APPROVATO IL BILANCIO. CI SONO BUONE PROSPETTIVE PER IL FUTURO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   27/12/2017 00:00:15 

 

 

Domenica scorsa presso la sala convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona si è svolta l’assemblea dei soci della cantina Vignaioli del Tortonese, la storica cantina Sociale di Tortona. L’ordine del giorno prevedeva l’approvazione del bilancio chiuso al 31 agosto, la relazione del collegio sindacale e l’aggiornamento del regolamento interno. Il presidente Antonino Casalinuovo, rivolgendosi all’assemblea, ha relazionato sul buon andamento dell’esercizio e gli abbiamo chiesto un commento sulle prospettive della Cantina: “La Cantina Vignaioli del Tortonese continua a crescere e a imporsi su mercati che fino a pochi anni fa erano a noi preclusi - dice Casalinuovo - Oggi possiamo dire con orgoglio: la Cantina ha cambiato marcia, il focus aziendale resta la vendita in bottiglia, lo scorso anno abbiamo portato sulle tavole i vini dei Colli Tortonesi in tre regioni: Piemonte, Liguria, Lombardia. Barbera Scariot e Saltafoss, Bel Cirlei hanno riscosso un successo inaspettato, incrementando le vendite di oltre il 40 % rispetto all’anno precedente. Il successo della doc Colli Tortonesi inizia ad avere un certo peso. Dal nostro magazzino fino a poco tempo fa uscivano molte cisterne, invece oggi escono bancali di bottiglie con il nostro marchio che raccontano finalmente il lavoro di ogni giorno dei nostri soci in vigna. Solo così siamo in grado di far capire il valore aggiunto di un territorio. La cosa di cui siamo più orgogliosi - prosegue il presidente - è di aver dato una direzione chiara alla Cantina, riducendo la vendita in cisterna per puntare sulle bottiglie, perché la qualità dei nostri vini per essere riconosciuta deve essere dimostrata, e solo il mercato è in grado di decretare il successo di un territorio. La Cantina ricopre ancora un ruolo fondamentale per tante famiglie e aziende, il nostro primario lavoro è quello di pagare il più possibile le uve al fine di motivare i nostri vignaioli a reinvestire su nuovi vigneti. Per pagare di più le uve dobbiamo lavorare sulla qualità, bisogna essere capaci di trasmettere nei prodotti l’amore per la terra e anche saperlo raccontare nel modo giusto. Abbiamo incontrato importatori in giro per l’Europa,  li abbiamo invitati sul territorio, li abbiamo portati in giro sulle nostre colline, facendo loro conoscere i borghi più belli, hanno scoperto Pelizza, Coppi, ma non solo, abbiamo la Pinacoteca della Fondazione che ci dà la possibilità di essere molto attrattivi. Il Museo del Divisionismo ha un forte valore aggiunto sul territorio, mi auguro di poter sempre più collaborare con la Fondazione per incrementare le visite ad una mostra straordinaria, ma che non deve essere fine a se stessa, deve essere una esperienza geosensoriale. Esperienza geosensoriale vuol dire portare a casa una serie di sensazioni che rimangono nel tempo e capaci di creare nuovi eventi e aspettative, il pacchetto che forniamo ai visitatori è una degustazione guidata dei nostri vini con un mini corso di avvicinamento ai sapori dei colli tortonesi, assaggiando il salame nobile del Giarolo. E’ prevista anche una visita al Museo del Divisionismo, oppure in alcuni borghi come Volpedo, San Sebastiano, Castellania chiudendo con una cena in uno dei tanti curati ristoranti, solo così si rende la visita sul territorio unica, dove tutte le esperienze guideranno il nostro enoturista a innamorarsi della nostra terra. Il regalo più bello che si possa fare è qualcosa di unico. Abbiamo un vitigno in grado di raccontare come siamo, da dove veniamo: Derthona! Un vino capace di raccontare storie, in grado di rimanere prezioso nel tempo, di renderci distinguibili nel panorama nazionale e internazionale.

Quindi invito tutti i lettori a regalare per ogni occasione il nostro vino, vi aspettiamo nel nostro punto vendita e non esitate a chiedere di assaggiarlo e degustarlo.

Auguro a tutti un sereno Natale e per diventare un grande territorio è necessario che tutti impariamo a prendercene cura, sostenendo tutto ciò che può consolidarci e rappresentarci”.

Per concludere alcuni dati: la vendemmia 2017 è stata la più ridotta dal dopoguerra e anche la più ridotta nella storia della Cantina tortonese. Del resto in Italia, a causa delle gelate primaverili e della sicccità estiva, mancano 15 milioni di ettolitri; la Cantina è passata da 18 mila quintali di uva raccolta a circa 11,3 mila quintali. Di contro l’ottima gradazione e la scarsità d’offerta hanno fatto aumentare il prezzo del vino, così come è aumentato quello dell’uva a 42,15 centesimi il chilo.