CON IL NUOVO PRG SI RISPARMIA OLTRE 1 MILIONE DI MQ DI TERRENO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   30/10/2018 00:00:18 

 

 

Intervista all’assessore all’Urbanistica Davide Fara

 

Il 17 ottobre il consiglio comunale, assente la minoranza, ha approvato la proposta tecnica per la variante al piano regolatore, un atto molto importante che mette definitivamente mano ad un Prg datato 1995. Ne abbiamo voluto parlare con l’assessore competente, Davide Fara.

Il consiglio comunale ha approvato la proposta tecnica del progetto preliminare di variante generale al piano regolatore generale comunale, un documento iniziale, ma complesso ed importante.

Complesso perchè per la sua redazione sono stati necessari molti mesi di lavoro, dedicati a tutti gli studi preliminari, propedeutici e necessari prima di un intervento su quella che è la politica di sviluppo urbanistico del territorio.

Importante non perchè era uno degli obiettivi dell'amministrazione, ma perchè il Prg in vigore era stato approvato nel lontano 1995 e dopo 23 anni di vita, con tutta la bontà che poteva avere, aveva inevitabilmente bisogno di una rivisitazione per contestualizzarlo e renderlo coerente con le nuove condizioni economiche, con i mutati assetti territoriali e con adeguate politiche di sviluppo. Abbiamo adeguato il piano senza stravolgerlo, ma cercando di razionalizzarlo, rendendo omogeneo e sostenibile lo sviluppo.

Un aspetto importante del progetto, ci pare, è che non c’è consumo del suolo.

E' proprio la logica di sviluppo sostenibile il vero tema dominante di questa variante. Una logica che senza pregiudicare le possibilità di sviluppo economico e produttivo del territorio è orientata al consumo zero, anzi al risparmio di territorio. Questa logica deriva dall'evidenza che è ormai assolutamente necessario contenere il consumo di una risorsa esauribile e non rinnovabile come il suolo per passare ad un nuovo modello di sviluppo territoriale incentrato prevalentemente sulla riqualificazione e sul riutilizzo del patrimonio edilizio e produttivo esistente.

Abbiamo quindi cercato di rivedere l'attuale sistema insediativo logistico-produttivo per renderlo funzionale alle esigenze di una nuova organizzazione del territorio, coerente con una mutata dotazione infrastrutturale (tangenziale) e rispettosa della tutela di vivibilità urbana.

Ci dà qualche cifra?

Il nuovo assetto territoriale proposto dall'effettivo conteggio delle aree trasformate da agricole a industriali e viceversa presenta un saldo negativo di 1 milione 131.080,87 mq; ovvero più di un milione di metri quadrati risparmiati e restituiti all'ambiente.

Ciò naturalmente senza far venire meno le opportunità di insediamento che potranno trovare collocazione nei 1.170.250,89 mq di nuova trasformazione nonchè in tutte quelle aree già oggetto di strumenti attuativi ma non ancora utilizzate che, peraltro, sempre grazie all'ottimo lavoro dei tecnici, è possibile visualizzare sul sito del comune in un’apposita sezione chiamata vetrina delle opportunità.

Per il commercio, soprattutto locale, si è fatto qualcosa?

Certo, abbiamo pensato di razionalizzare una parte importante del nostro tessuto produttivo, ovvero il commercio.

Ci sono già i primi atti e ci sono già stati i primi confronti con le associazioni di categoria, con cui vogliamo proseguire un percorso condiviso, e con gli organi gerarchicamente superiori.

Le finalità sono razionalizzare il tessuto commerciale esistente riconoscendo, come tali, aree che hanno già nella sostanza una vocazione commerciale ed agevolandone l'eventuale completamento. Ma al tempo stesso essere estremamente rispettosi del piccolo commercio che è fondamentale per la città.

Per la prima volta si è anche prevista un’area per il nuovo ospedale.

Abbiamo previsto un’ampia area a servizi, per la superficie di circa 240.000 metri quadrati, per la realizzazione di un nuovo polo ospedaliero, cosicchè il nostro comune possa già disporre di un’area appositamente destinata e servita dal punto di vista infrastrutturale e viabilistico qualora le politiche regionali mantenessero l’orientamento di realizzare il «famoso» ospedale unico. L’individuazione è caduta su zona strada Cabannoni, in quanto lontano dalle aree produttive per ragioni legate all’inquinamento acustico, ma soprattutto per la sua posizione facilmente raggiungibile dal punto di vista viabilistico e infrastrutturale grazie al vicino casello autostradale, e alla tangenziale. Da sottolineare che l’aver previsto un’area a servizi di questo tipo fa parte di quelle dotazioni che possono contribuire a migliorare la qualità della vita e ad aumentare l’attrattività e la competitività del territorio.

Un’attenzione particolare è stata riservata al riuso del patrimonio edilizio esistente.

Sì, abbiamo lavorato sul sistema insediativo residenziale, con l'obiettivo di migliorare il concetto dell'abitare la città ed i suoi spazi urbani privilegiando il riuso del patrimonio edilizio esistente e valorizzando la funzione e l'importanza storico artistica del patrimonio edilizio cittadino.

Si è posto attenzione alle politiche di edilizia sociale non settorializzata, come spesso accaduto in passato, ma strettamente integrata con le politiche urbane e con le azioni di rigenerazione urbana.

Da un punto di vista numerico, l'effettivo conteggio delle trasformazioni ha evidenziato un saldo negativo di consumo del suolo residenziale di 61.403,80 mq.

Per la prima volta si parla anche di bioedilizia e di protezione delle aree naturali.

Si è operato anche sulla parte normativa del piano, per una casa sostenibile, ossia un'abitazione che incarni i buoni principi della bioedilizia e in cui gli abitanti assumano un atteggiamento rispettoso dell'ambiente. L'obiettivo è di migliorare la qualità del prodotto edilizio in risposta ad esigenze di efficienza energetica, benessere e sicurezza dell'utente, ma anche con finalità di sostenibilità ambientale e promozione dell'impiego di risorse rinnovabili.

Un altro tema su cui è incentrata la proposta di variante è la protezione di quelle aree naturali che sono strumenti di conservazione della biodiversità, di protezione del cuore verde della nostra città e mantenimento dei molti ecosistemi.

Un'attenzione particolare è stata data anche dalle cascine tortonesi; il paesaggio rurale rappresenta una parte estesa e caratteristica del territorio. Come i beni artistici, architettonici, archeologici, anche le campagne e le loro cascine sono da considerarsi parte integrante del patrimonio culturale da tutelare e valorizzare per il loro valore storico.

Per raggiungere questo obiettivo si è cercato di incentivarne il potenziale economico andando oltre la tradizionale funzione agricola e sviluppando progetti  di turismo, arte, tradizioni locali. Un incentivo quindi a recuperare questi pezzi di storia per farne attrattive turistiche, ricreative, di ricettività e di valorizzazione artistica e artigianale locale.

Inevitabili le ultime domande: una considerazione sull’assenza dei consiglieri di minoranza e di Carabetta, che ufficialmente di minoranza non è, al momento della discussione della variante.

Mi dispiace che la minoranza non abbia partecipato al consiglio comunale perchè ritengo che i consiglieri avrebbero potuto dare un contributo importante alla discussione. Rispetto però la scelta politica e spero che il dialogo ed il confronto possa avvenire nelle prossime sedute quando il progetto di variante tornerà all’attenzione dei consiglieri.

La commissione urbanistica presieduta dall’esponente M5S Fabrizio Dellachà ha già dato suggerimenti utili e costruttivi e spero che altrettanto vogliano fare i cittadini.

La proposta è messa a disposizione di tutti perchè possano proporre osservazioni che ci aiutino a integrarla, migliorarla e renderla idonea alla sua funzione: programmare uno sviluppo equilibrato della nostra città.

Non abbiamo interessi da tutelare se non quelli dei tortonesi, quindi, saremo totalmente ricettivi verso tutte le osservazioni che siano finalizzate allo sviluppo e alla tutela dei cittadini e dell'ambiente in cui viviamo.

Siamo pronti a modificare la proposta purchè sia per il bene della città e non di pochi.

Ed infine: il “caso dossi” di corso Don Orione realizzato proprio un anno fa cui l’amministrazione a maggio aveva assicurato di porre rimedio……

Purtroppo, per motivi di lavoro, non sono giunto in tempo alla seduta della commissione. Nessun atteggiamento ostruzionistico, ma un semplice inconveniente. Tramite l'addetta stampa, ho chiesto al presidente di valutare l'opportunità di un rinvio della discussione, ma ha ritenuto opportuno procedere ugualmente. 

Mi sono comunque reso disponibile per la prossima seduta per valutare e discutere sulla mozione. Abbiamo già raccolto materiale documentale su esperienze simili. Purtroppo devo riconoscere che i lavori non sono proseguiti in modo spedito in ossequio alla mozione poiché gli uffici tecnici erano impegnati nel trasloco del Comprensivo B e nella variante al piano regolatore.