GIOCO D’AZZARDO: LEGGE ENTRATA IN VIGORE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   07/02/2018 00:00:19 

 

 

I comuni sono tenuti a farla rispettare

 

Come noto da alcuni mesi è entrata effettivamente in vigore la legge regionale emanata nel maggio del 2016 contro il gioco d’azzardo che prevede il divieto di installazione di macchinette “mangiasoldi” ad una distanza inferiore ai 500 metri per i comuni con popolazione superiore ai 5 mila abitanti o 300 metri per gli altri, da una serie di luoghi sensibili ben individuati: scuole, centri di formazione, ospedali, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali in ambito sanitario, strutture ricettive per categorie protette, filiali di banche o sportelli bancomat, compravendita di preziosi o oro, stazioni ferroviarie e movicentri.  Nei giorni scorsi finalmente la Regione ha emanato le indicazioni operative per i comuni che potranno così concretamente operare sul territorio. Per quanto riguarda l’articolo 5, quello sui luoghi sensibili, la circolare afferma che “con riferimento al calcolo delle distanze la legge non prevede la mappatura dei luoghi sensibili come requisito per l’attuazione di tale articolo”: occorre solamente prendere in considerazione tutti i percorsi pedonali e calcolare la distanza in base al più breve; occorre solo osservare se l’ingresso consente l’entrata del pubblico o non sia riservato al personale o allo scarico merci. In più la circolare ricorda che il rilascio della licenza da parte della questura non esime dal rispetto delle disposizioni della legge regionale. Lo stesso articolo 5 prevede inoltre che “le vetrine dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco non devono essere oscurate con pellicole, tende, manifesti o altro oggetto utile a limitare la visibilità dall’esterno”. Non ci pare che questa norma sia mai stata fatta rispettare. Per quanto riguarda la limitazione dell’orario la legge attribuisce ai comuni il compito di stabilirli limitandone la durata ad un periodo non inferiore alle 3 ore.

La competenza per irrorare le sanzioni (per altro molto pesanti, anche dell’ordine di migliaia di euro) è in capo ai comuni che “possono prevedere nei rispettivi regolamenti anche il divieto della prosecuzione dell’attività”.

Insomma non ci pare che esistano più scusanti perché i vigili urbani non agiscano e non applichino questa legge: li vedremo presto in giro a sanzionare chi non ha tolto dal proprio esercizio pubblico la slot machine?