BARDONE CHIEDE GARANZIE PER L’OSPEDALE  
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   14/11/2018 00:00:20 

 

 

Con una lettera al direttore generale Asl“Scongiurare il ridimensionamento dell’ambulatorio di neurologia, incrementare il numero dei cardiologi e tutelare l’ortopedia”

 

Continua il tentativo di depotenziare l’ospedale di Tortona, ma questa volta per fortuna gli amministratori locali hanno fatto sentire la loro voce. A metà ottobre abbiamo ricordato come sia stato deciso di inviare gli ortopedici in servizio in città all’ospedale di Novi, dove ci sono solo due medici. Il depotenziamento del reparto è grave, perché da alcuni mesi con l’arrivo del nuovo primario e la riapertura della sala operatoria protesica l’ortopedia tortonese è tornata a lavorare al massimo delle potenzialità e della qualità. Ora è in programma anche la riduzione della presenza dell’unico medico di neurologia (e pensare che alcuni anni fa in città avevamo un reparto all’avanguardia in tutta la provincia!). Fino a poco tempo fa il neurologo era presente dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 16, sia per coprire l’ambulatorio che per garantire l’assistenza specialistica al pronto soccorso, così da evitare trasferimenti in altri ospedali per i casi meno gravi. Meglio di niente, ma poco, rispetto a quello che avevamo! E’ però intenzione della direzione generale di ridimensionare il servizio tra breve; il neurologo sarà assente il mercoledì e l’orario si ridurrà negli altri giorni dalle 8 alle 14. In più sono stati chiusi l’ambulatorio cefalee e l’unità di valutazione alzheimer (Uva) costringendo malati e pazienti a spostarsi a Novi o, addirittura, ad Ovada! Insomma la decisione dell’Asl non è quella di dare un servizio al cittadino, spostando il medico, ma di fare un servizio al medico spostando il cittadino! C’è quindi il concreto pericolo che, come ha affermato il sindaco Bardone in una missiva che ha inviato al direttore generale Antonio Brambilla “si stia scendendo al di sotto dei livelli minimi”. La citazione della missiva che il sindaco ha inviato al dg dell’Asl non è casuale, proprio perché Bardone in questo periodo ha combattuto più volte per l’ospedale. Ricordiamo in estate i contatti avuti assieme al sindaco di Acqui per scongiurare la chiusura dell’ambulatorio di pediatria, battaglia vinta. Il primo cittadino, da noi avvicinato, si è detto sorpreso da queste decisioni e decisamente contrariato: “Agendo in questo modo si fa solo un vantaggio per i privati. Faccio un esempio: chiuso l’ambulatorio per le cefalee poche settimane dopo è stata “casualmente” pubblicizzata l’apertura dello stesso servizio presso un poliambulatorio privato in statale per Voghera. Comunque, continua Bardone, in questi mesi abbiamo stretto un buon dialogo con il dottor Brambilla, e nella missiva appena inviata gli chiedo di poter assistere per la prima volta nell’ambito della riorganizzazione dei servizi ospedalieri tra Novi e Tortona ad una inversione di tendenza rispetto a quanto già deciso dalla direzione sanitaria; attendo da due anni che ciò avvenga”. Anzi, Bardone è stato ancora più specifico: “Ho manifestato la volontà dell’amministrazione di mantenere i livelli imprescindibili di operatività della struttura ospedaliera cittadina. Ed ho pure prospettato due nuove situazioni. L’opportunità di incrementare l’equipe di cardiologici presenti per la cosiddetta Medicina II con almeno un medico (due sarebbe l’ottimale) per garantire sia il massimo del servizio sia una corretta turnazione degli operatori”. La seconda situazione riguarda l’ortopedia, di cui il giornale ha già scritto a suo tempo. A questo proposito “in colloqui precedenti, il dottor Brambilla aveva prospettato la possibilità di avere in città un reparto di ortopedia potenziato per le operazioni chirurgiche di livello; ecco ho ribadito ancora la richiesta”. Il tutto in attesa del piano strategico che sarà presentato ai sindaci il 26 novembre prossimo.

In foto: Il sindaco Bardone ed il direttore generale dell’Asl Antonio Brambilla

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