VOLPEDOFRUTTA: IL 2017 ANNATA NERA SALDO CONFERIMENTI DI 500.000 € 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   21/02/2018 00:00:17 

 

 

A causa del gelo e della siccità. Incontro con Gianpiero Chiapparoli che afferma: “Contro il maltempo nulla si può, ma estirpare i caprioli sì”

 

La cooperativa Volpedofrutta ha tirato le somme dell’annata di produzione appena trascorsa e distribuito ai soci un saldo di 500 mila euro per i conferimenti 2017, cifra ben lontana dagli standard della cooperativa. Ma è stata un’annata difficile per il clima ostile che ha causato seri danni alle produzioni, come spiega il responsabile Gianpiero Chiapparoli: “Grazie agli investimenti fatti dai soci sui nuovi impianti negli anni 2012, ’13 e ’14 la produzione della Volpedofrutta avrebbe dovuto portare, nel 2017, ad un fatturato di circa 3 milioni e 500 mila euro. Purtroppo la gelata di aprile ha colpito duramente il territorio dove opera la cooperativa che comprende le valli Curone, Grue, Staffora e Schizzola. L’ondata di gelo, con forti correnti d’aria fredda ed il ristagno dell’aria in alcune valli, ha provocato danni di diverso genere nello stesso comune, ma globalmente molto rilevanti. A peggiorare ulteriormente la situazione è arrivata la siccità nei mesi estivi, con i torrenti della zona in secca ed i pozzi asciutti e purtroppo si sono avverate le più nere previsioni con un fatturato globale che ha superato appena i 2 milioni di euro, il 43% in meno di quanto previsto. Con tante difficoltà - continua Chiapparoli - siamo comunque riusciti a chiudere il bilancio in pareggio distribuendo una giusta remunerazione ai conferenti e mantenendo in servizio tutti i dipendenti, anche se con qualche giornata lavorativa in meno, consentendo anche alle loro famiglie di superare un anno problematico. Il C.d.A. è riuscito a chiudere i conti in pareggio tagliando tutti i costi che era possibile tagliare e facendo tutte le economie di scala possibili. In questo modo la solidità della cooperativa è rimasta intatta anche grazie alla prudente gestione degli anni precedenti. I numeri dei conferimenti della frutta sono stati veramente esigui, con numeri disastrosi. Se nel 2016 si sono trattati 7.000 quintali di mele, nel 2017 i quintali sono stati appena 170, dimezzate le pesche da 8.000 quintali a 4.000, le susine da 1.600 sono calate a 600 quintali, stabili le albicocche sui 1.000 quintali in entrambi gli anni ma con una produzione danneggiata e con tanto scarto. Nelle previsioni la produzione di pesche, susine ed albicocche, grazie ai nuovi impianti, avrebbe dovuto raggiungere per le pesche i 12.000 quintali, per le susine i 2.700 e i 2.200 per le albicocche. Per fortuna la produzione degli ortaggi e della verdura in genere è stata leggermente più abbondante che nel 2016”. 

Dalla Volpedofrutta tengono a precisare che un altro grosso problema affligge le coltivazioni: “Negli ultimi anni - dice Chiapparoli - la presenza abnorme di caprioli impedisce l’entrata in produzione dei nuovi impianti. Questi animali mangiano i germogli distruggendo le piante e non è possibile recintare tutte le valli. Tornare a dover  lottare contro questa specie è un passo indietro di duecento anni - e aggiunge - se lo Stato è proprietario della selvaggina, è tenuto a rimborsare i danni e a non considerare questi rimborsi aiuti di Stato, fatto che praticamente impedisce alle aziende di poterli incassare. La politica deve decidere: o si estirpano i caprioli o chiuderanno le aziende agricole. Le valli sono vocate alla frutticoltura, che sarebbe da potenziare con piani specifici, perchè dà un ottimo prodotto in termini di qualità e sapore. Ed incrementare e sostenere le produzioni significherebbe un’ulteriore occasione di sviluppo della collina con un prodotto, la frutta, che potrebbe diventare la nostra peculiarità facendoci conoscere ancor più di adesso. Incrementare le produzioni, con impianti innovativi, e difenderli significa lavoro e impiego di personale. Si creerebbe economia e si eviterebbe il continuo spopolamento: quindi o gli uomini o gli animali!”.

Nella foto: Gianpiero Chiapparoli