CISA: L’ASSEMBLEA DEI SINDACI DECIDE DI LOTTARE PER SOPRAVVIVERE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   21/11/2018 00:00:14 

 

 

Tra breve lascerà il direttore Roberto Giolito, vincitore di concorso ad Ast

 

Interessante riunione dell’assemblea dei sindaci del Cisa quella di venerdì 9 novembre. Il presidente Crotti aveva importanti comunicazioni da dare. La prima riguarda alcune proposte avanzate nelle riunioni del coordinamento dei consorzi e dagli incontri con il direttore generale dell’Asl sulla telemedicina che potrebbe essere attuata in collaborazione tra Cisa, Bios ed Asl: più una cosa da sanità che da assistenza ma sicuramente a vantaggio del cittadino, che è poi ciò che conta. Crotti ha poi ricordato che c’è sempre in campo la questione del distretto di coesione sociale, la proposta regionale che unirebbe i consorzi novese e tortonese in un unico calderone ove, come al solito, a perderci saremmo solamente noi. Il progetto è sempre in piedi e si unisce al disegno di legge che svuota gli enti gestori della socio sanità, cioè i consorzi, di quasi tutti i poteri e soprattutto di quasi tutti i finanziamenti per dirottarli alle Asl. Per bloccare questo piano occorre agire in fretta perché gli emendamenti da suggerire a questa legge sono presentabili fino al 20 di questo mese. Ma l’assemblea ha deciso di non presentarne alcuno: il documento che sarà sottoposto a tutti i sindaci perla firma (alla riunione ne erano presenti solo la metà) parlerà di sospensione del disegno di legge, che non dovrebbe essere portato in aula del consiglio regionale per l’approvazione. Vedremo. Altra notizia negativa riguarda il direttore del Cisa, Roberto Giolito, che ha vinto il concorso da dirigente dei servizi sociali indetto dal comune di Asti, nei pressi del quale abita. Si sta studiando una soluzione transitoria attraverso una convenzione tra Cisa e comune di Asti con la quale Giolito per alcuni mesi ancora potrà operare in città almeno 2 giorni alla settimana. Le trattative sono in corso, ma è certo che la perdita di un simile direttore peserà molto in futuro, sia sulla gestione ordinaria sia sull’eventuale trattativa, se ci sarà, per la nascita del distretto di coesione sociale. Comunque tutti hanno riconosciuto l’ottimo lavoro compiuto dal direttore, ringraziandolo per l’opera svolta. Crotti ha inoltre prospettato una soluzione temporanea di sostituzione, posto che il direttore del Cisa ne è anche il legale rappresentante e come rappresentante del Cisa è stata proposta la responsabile amministrativa dell’ente Maria Teresa Zambosco (perché non la segretaria? Scelta non comprensibile a nostro parere) mentre Maria Elena Malaspina coordinatrice delle assistenti sociali avrà il compito di occuparsi degli aspetti più assistenziali. Ciò comporterà almeno l’assunzione di una nuova assistente ed una convenzione per la gestione del bilancio. Il tutto in attesa di sapere se i consorzi socio assistenziali continueranno a vivere o meno. E’ poi iniziato il dibattito acceso dal sindaco di Spineto Canegallo, che come al solito parla senza peli sulla lingua: “Il disegno di legge regionale è una bruttissima cosa, occorre scendere in piazza, ma soprattutto vorremmo comprendere quale è la vera programmazione regionale per la sanità e l’assistenza: tra breve i medici di famiglia mancheranno, le decisioni sull’ospedale ci sono passate sulla testa nonostante la manifestazione che abbiamo fatto in migliaia, l’ospedale tortonese è ormai morto”. Il sindaco di Viguzzolo, Chiesa, ha chiesto ove sono i rappresentanti della nostra zona in Regione, quei consiglieri di entrambi gli schieramenti che dovrebbero agire nell’interesse di questo martoriato e dimenticato territorio. Senza fare nomi, ma a tutti è venuto in mente Ravetti, consigliere regionale eletto in provincia e presidente della commissione sanità. 

A rincarare la dose Feltri, primo cittadino di Pontecurone, che ha avanzato la proposta, accettata, di predisporre una lettera da inviare a Saitta con la quale tutti i sindaci del Tortonese “chiedono che il disegno di legge di riforma per i distretti di coesione sociale sia accantonato”. Feltri ha poi offerto alcuni dati importanti: la mobilità passiva in provincia, cioè i pazienti che preferiscono farsi curare fuori regione, è al 28%, molto alta, ma a Pontecurone si raggiunge il 70%, mentre all’ospedale di Novi si rivolge solo l’1% della popolazione ed all’ospedale di Tortona in pratica i pontecuronesi si rivolgono solamente per il pronto soccorso. 

Nelle foto: Roberto Giolito; il sindaco di Pontecurone Rino Feltri: sua la proposta di chiedere alla Regione di non approvare la legge sui distretti di coesione sociale   

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