BULLISMO A SCUOLA? UNA QUERELA ED UN ESPOSTO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   28/11/2018 00:00:16 

 

 

Alla media Patri

 

Che succede nelle scuole tortonesi? Non ci riferiamo solamente agli aspetti, pur importanti, relativi agli edifici scolastici, ai quali ci pare che l’amministrazione comunale stia dedicando, proficuamente, tutta la sua attenzione. Ma anche a quanto sta avvenendo all’interno delle scuole. Recentemente, infatti, un genitore ha presentato una querela, a causa delle lesioni riportate dalla propria figlia dodicenne frequentante la media Patri, seguita, non essendosi ritenuto sufficientemente tutelato dalla direzione, da un esposto al ministero ed al provveditorato. Cosa è avvenuto? Durante l’intervallo del 10 ottobre scorso l’alunna mentre parlava con altre compagne è stata avvicinata da un alunno, non sappiamo se della stessa classe, pare già noto alle forze dell’ordine per altri gravi fatti avvenuti nel dicembre dello scorso anno. Secondo l’esposto il ragazzo avrebbe sferrato un forte calcio sul piede sinistro della ragazzina, causandole la frattura della testa del quinto metatarso con prognosi di almeno 25 giorni. Un fatto grave, provocato da un ragazzo che ha evidentemente gravi problemi di comportamento. Il padre della ragazza ha chiesto spiegazioni alla dirigente scolastica, in quanto dalla figlia è venuto a sapere che il ragazzo, dopo l’accaduto, continuava a frequentare “tranquillamente” le lezioni mentre la dodicenne era impaurita e costretta a zoppicare. Secondo l’esposto la dirigente scolastica, Stefania Continillo, avrebbe dichiarato “è una normale situazione, non le è mai capitato? Ho già raccolto le relazioni dei docenti ed avvierò un incidente assicurativo per il risarcimento”. Al genitore in questione queste dichiarazioni non sono piaciute in quanto pare che al fatto non sia seguito alcun provvedimento disciplinare. Da qui la querela e l’esposto in quanto “è evidente l’intenzione della dirigente scolastica di minimizzare e stravolgere l’accaduto”. Più avanti l’uomo infatti scrive, e ne condividiamo il ragionamento, “gli studenti spettatori di impunità e risarcimenti per l’evento rischiano di sentirsi autorizzati a violenze analoghe o più gravi senza rischiare conseguenze”. Ora comprendiamo che avere a scuola studenti che hanno già avuto brutti precedenti di violenza e di spregio dell’autorità e della convivenza civile, sia un fatto non facile da gestire, ma crediamo anche che la salvaguardia di tutti gli alunni, l’esempio di come si debba o non si debba agire, la giusta punizione per chi ha sbagliato siano principi educativi dai quali la scuola non può prescindere. Abbiamo avvicinato la dirigente scolastica che ha ricordato come nelle relazioni degli insegnanti impegnati nella sorveglianza dell’intervallo non fosse emerso nessun fatto rilevante, a tal punto che “l’alunna è stata presente a scuola nei due giorni successivi”. Solo “cinque giorni dopo il padre ha contattato l’istituto lamentando l’incidente subìto dalla figlia, ricevendo risposta dall’assistente amministrativa che l’ufficio alunni avrebbe recepito qualsiasi documento sanitario” che però pare non sia pervenuto. Il padre è stato ricevuto dalla dirigente scolastica il primo giorno utile “e mi ha chiesto cosa sarebbe successo a seguito dell’incidente”. La dottoressa Continillo ci ha dichiarato che era già stato intrapreso il “consueto iter per gli infortuni degli alunni nell’immediatezza della telefonata”.

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