PRIMA UDIENZA DEL PROCESSO A LARA BOMBONATI 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   05/12/2018 00:00:06 

 

 

Deve rispondere dell’accusa di terrorismo

 

 

E’ iniziato lunedì mattina 26 novembre in Corte d’Assise ad Alessandria il processo a carico di Lara Bombonati, la 27enne di Garbagna arrestata dalla Digos nel giugno 2017 e imputata di associazione con finalità di terrorismo. Primo processo del genere che si tiene nella Corte d’Assise alessandrina. Lara, rinchiusa dal giorno dell’arresto nel carcere torinese delle Vallette, era presente in aula lunedì accanto al suo avvocato, ha dichiarato le sue generalità, di essere nata il 3 febbraio 1991 e di essere residente a Garbagna, il paese dove visse prima di conoscere Francesco Lo Cascio con il quale si convertì all’Islam, lei con il nome di Khadija, lui di Muhammad. La giovane è accusata, secondo le indagini della Direzione distrettuale antiterrorismo di Torino, di aver partecipato ad attività terroristiche, aderendo alla compagine jihadista Hay at Tahir al Sham che nel febbraio 2017 rivendicò attentati nelle città siriane di Homs e Damasco. Lara avrebbe sostenuto un ruolo di staffetta fra vari centri della Siria e la Turchia ed avrebbe dato sostegno a famiglie di combattenti, arrestati o uccisi. La conversione all’Islam di Lara avviene dopo aver conosciuto il giovane siciliano Lo Cascio che diverrà suo marito. Con lui per qualche tempo vive nel Tortonese e a Garbagna e veste abiti musulmani ed il velo. I due giovani sparirono, dal 2014 al 2016 non diedero più loro notizie fino a che le famiglie decisero di cercarli e di segnalarne la scomparsa recandosi alle questure di Alessandria e Trapani. A quel punto partirono le indagini ed emerse la loro adesione alla causa jihadista. Lui morirà in uno scontro a fuoco nel dicembre 2016, lei viene fermata per un documento falso, arrestata e rimpatriata. Vive a Tortona, in casa della sorella gemella, estranea alle sue attività, e nel frattempo progetta di andare in Belgio e sposare un musulmano per poter tornare in Siria ma scatta l’arresto. Durante l’udienza di lunedì il difensore Lorenzo Repetti ha anticipato che richiederà una perizia psichiatrica anche se due sono già le relazioni che giungono a conclusioni opposte e sia il difensore che il pubblico ministero Enrico Arnaldi hanno chiesto che l’imputata venga ascoltata nel corso del processo. Nella prossima udienza, fissata per il 10 dicembre, saliranno sul banco dei testimoni la sorella e i suoceri che a suo tempo chiesero all’imputata notizie sul loro figlio.