APPENNINO: Č TEMPO DEL RILANCIO TRA TURISMO E PROPOSTE DI DETASSAZIONE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   05/12/2018 00:00:09 

 

 

L’Appennino ha caratteristiche e potenzialità che è tempo di far scoprire al mondo. In uno slogan è questo quello che è emerso sabato scorso, 24 novembre, durante il convegno “Il Piemonte dell’Appennino, realtà e proposte” organizzato a Cantalupo Ligure dall’Unione nazionale comuni comunità enti montani (Uncem). “Sono venuto a vivere sull’Appennino alessandrino per quello che a questo territorio manca: traffico, aria inquinata, stress della vita in città”. Kurt Wanner, già sindaco di Splugen, in Svizzera, descrive così la sua scelta di trasferirsi a Montemarzino. La prospettiva dell’ex sindaco svizzero è alla base di parte dell’attrattività turistica del territorio appenninico. Un’attrattività che si somma a quella data dall’offerta di percorsi per biciclette e trekking richiamate da Massimo Carca, tecnico della Federazione italiana sport invernali, residente a Volpedo. Elementi che possono fondersi, come ricordato dall’enologo Valter Massa, con le potenzialità dell’enogastronomia, che sull’Appennino alessandrino offre prodotti d’eccellenza non replicabili altrove, dal Salame Nobile del Giarolo al Montebore, dal Timorasso ai tartufi. Cosa manca, allora? Secondo Giorgio Torre, presidente dell’Unione montana Terre Alte, per un rilancio complessivo, che inverta il trend dello spopolamento, a mancare è innanzitutto una defiscalizzazione, che renda attrattivo il territorio anche per le imprese, a partire da quelle agricole, che devono trovare possibilità di insediamento concrete. Una ricerca di attrattività in cui si colloca anche la proposta del presidente nazionale Uncem, Marco Bussone, che ha anticipato ai parlamentari Massimo Berutti (Fi) e Federico Fornaro (LeU), presenti al convegno, l’intenzione di proporre emendamenti alla legge di bilancio 2019 per istituire “zone franche montane” dove adottare particolari misure e parametri per la fiscalità delle imprese. Sul fronte normativo si sta lavorando anche a livello regionale, dove è in via di definizione una nuova legge sulla montagna. “Se alla detassazione aggiungiamo le risorse derivanti dalla politica agricola comune europea, coesione del territorio e delle istituzioni e supporto alle partnership pubblico-privato - ha rilanciato il senatore Massimo Berutti (Fi) - la partita per l’Appennino può essere vinta davvero”. 

P.F.