PROCESSO A LARA KHADJIA: SUL BANCO DEI TESTIMONI LA GEMELLA VALENTINA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   19/12/2018 00:00:06 

 

 

Seconda udienza in Corte d’Assise

 

Seconda udienza lunedì mattina 10 dicembre in Corte d’Assise ad Alessandria per Lara Bombonati, Khadjia, la 27enne di Garbagna accusata di associazione con finalità terroristiche, arrestata nel giugno 2017. Sul banco dei testimoni la gemella Valentina, che sporse a suo tempo denuncia di scomparsa, ha tratteggiato la sorella come una giovane senza riferimenti certi, sensibile e per questo sofferente. Loro due erano molto unite e vivevano una situazione familiare non facile: i dissapori fra i genitori, i problemi di lavoro del padre che li costrinse a trasferirsi a Garbagna, dove già avevano preso la residenza i nonni materni, le punizioni della nonna che le faceva giocare alla guerra, le colpiva con la scopa e le metteva in punizione in uno sgabuzzino buio divise una dall’altra. Valentina ha ricordato la vita a Garbagna, dove le due giovani si sentivano emarginate, dove il padre non voleva frequentassero la chiesa e l’oratorio, parla della scuola imposta dai genitori a Voghera, di Lara che inizia a soffrire di depressione e vive episodi di autolesionismo. Dopo il diploma l’incontro in chat con Cascio, che la raggiunge a Garbagna e insieme si trasferiscono in Sicilia e lì si sposano il 24 marzo 2012. Intanto Lara parla alla sorella della religione musulmana; Valentina ci fa poco caso, pensa sia un’infatuazione passeggera come quelle che ha avuto per i Testimoni di Geova e gli Evangelici. I due sposi vanno in Svizzera, tornano a Garbagna e lei indossa il velo. Poi partono per la Turchia, Valentina va a trovarli torna e della sorella non sa più nulla. Allora sporge denuncia; poi la sorella la contatta e il 10 febbraio torna in Italia. Valentina va a prenderla all’aeroporto e scopre che Lara è debilitata e malata. La ospita a casa sua a Tortona e la fa visitare da un medico e da uno psichiatra. Intanto Lara ha contatti telefonici con qualcuno e viene a conoscenza della morte di Cascio. Prima di Valentina ha testimoniato Flavio Buffa ex capo della Digos di Alessandria affermando che le indagini iniziarono per la ricerca di due coniugi scomparsi in Turchia, dopo la denuncia di Valentina e dei genitori di Cascio dalla Sicilia, poi si trasformarono in indagini per due italiani convertiti all’Islam dopo che il padre di Lara portò in questura un vecchio computer con lo schermo rotto, che la coppia usò durante il soggiorno a Garbagna, da cui si riuscì a recuperare immagini di simboli, scritte e foto di miliziani armati e con il volto celato. Prossima udienza il 7 gennaio quando sarà sentita la madre di Cascio. Poi il processo proseguirà nelle udienze già fissate l’11 e 26 febbraio, l’11 e 26 marzo e l’8 aprile.