RISOLTO IL “CASO DOSSI” DI CORSO DON ORIONE SI CERCA LA SOLUZIONE PER L’AREA CANI DI VIA EMILIA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   19/12/2018 00:00:15 

 

 

Lunedì 10 probabilmente si è compiuto il passo decisivo per trovare la soluzione più idonea per risolvere la questione dei dossi o passaggi pedonali sopraelevati che da oltre un anno tiene banco in città. Idonea perché accontenta sia chi è favorevole a questi dossi, che rallentano indubbiamente la velocità delle macchine che percorrono il corso, sia chi è contrario, sia “ideologicamente” perché li considera fuori legge che “praticamente” perché esageratamente alti, con dislivello eccessivo, non lunghi a sufficienza per poter “ospitare” interamente una vettura media e perché hanno costretto molti automobilisti a cercare vie diverse per uscire o entrare in città da sud. La soluzione, avanzata dal presidente della commissione Franco Carabetta, è la più logica e probabilmente la meno dispendiosa: poiché per lunghi tratti il corso Don Orione abbisogna di una riasfaltatura, la parte interessata dai dossi sarà riasfaltata ponendo attenzione ad allungarli. Forse non sarà possibile farlo per tutti, ma quasi, e in questo modo si dovrebbe ottenere il risultato migliore, dopo quello che ormai tutti riconoscono, a palazzo comunale, come uno sbaglio. La soluzione prospettata nella precedente riunione della commissione, infatti, lunedì è stata bocciata dalla stessa commissione dato che “la toppa è peggio del buco” ed i costi si aggirano sui 68 mila euro. Come noto la soluzione prospettata era quella di allungare le “rampe” dei dossi ma i disegni forniti dall’ufficio tecnico hanno fatto propendere tutti i commissari per una soluzione più drastica e, si crede, più rispondente alle aspettative dei cittadini. La commissione prima di questo argomento ha pure preso in esame un altro aspetto, questa volta paradossalmente posto dall’altro lato della città, alla periferia nord. Si tratta della mozione che ad inizio novembre poco più di 30 concittadini hanno presentato per richiedere la chiusura dell’area cani presso il parco archeologico, nell’area verde lungo l’ultimo tratto della via Emilia verso l’Oasi. Anche il nostro giornale si era interessato al problema, posto che gli abitanti della zona lamentano la maleducazione di molti proprietari di cani che li lasciano abbaiare a lungo, scorrazzare, rimanendo in zona anche a lungo. La lettera chiede o una regolamentazione dell’area o la sua chiusura. A perorare la causa alla riunione della commissione si sono presentati alcuni dei firmatari, delegando Maurizio Frezzato, accompagnato da Ottavio Gatti, a spiegare le ragioni di questa presa di posizione. Intanto il presidente Carabetta ha dato notizia che proprio nella mattinata dello stesso giorno era stata depositata una mozione a favore dell’area cani firmata da circa 300 persone. Frezzato ha ricordato che l’area è sempre aperta, anche a notte fonda, che i cani continuano ad abbaiare senza tregua, che il vociare spesso dei proprietari diventa insopportabile. Insomma si tratta di problemi legati ad una cattiva o nulla educazione, e quindi sono problemi di difficilissima se non impossibile soluzione. L’assessore Bianchi ha ricordato che entro breve sarà installata in loco una telecamera, che l’amministrazione ha intenzione di predisporre un regolamento, ma che i tempi tecnici non sono brevissimi; l’assessore ha pure sollecitato una maggior attenzione da parte delle forze dell’ordine, polizia municipale in primis, verso quell’area, ma anche in questo caso i controlli possono essere sporadici, e spesso del tutto inutili perché il loro intervento può avvenire solamente in caso di reati, che in questo caso pare non avvengano. Insomma il problema è di difficilissima soluzione, anche perché l’abolizione dell’area cani probabilmente non allevierebbe il disagio, posto che l’area verde è pubblica ed i proprietari di cani la frequenterebbero ugualmente. Il problema è di educazione e senso civico, e sappiamo tutti che purtroppo sono materie che scarseggiano nell’italiano medio di oggi.

Nella foto: al microfono Maurizio Frezzato, da sx i consiglieri Dellachà, Carabetta e Nalin