INSTALLATI NUOVI AUTOVELOX SULLE PROVINCIALI: NON SONO TUTOR 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   19/12/2018 00:00:17 

 

 

I dispositivi rilevano la velocità e fanno le multe. I casi in cui l’autovelox ha validità

 

Sul numero del 30 novembre pubblicammo la notizia che la Provincia aveva deciso di cambiare tutti gli autovelox, 22, sistemati lungo le strade provinciali con un altro più economico ed efficiente sistema di rilevazione. I lavori sono già stati realizzati ed il cambiamento delle tabelle di rilevazione ha già suscitato allarme. Molti automobilisti che percorrono la provinciale verso Pontecurone, notato il cambiamento della tabella, hanno temuto l’installazione di un tutor, come avviene sulle autostrade. Nulla di tutto ciò, e del resto la notizia da noi riportata, che riprendeva la determinazione dirigenziale, lo escludeva. I vecchi autovelox oltrecchè molto cari per gestione ed affitto erano anche in gran parte inefficienti, perché non fotografavano più le targhe, mentre questi nuovi autovelox, che hanno il rilevamento della velocità tramite radar e non più con le spie sistemate sotto l’asfalto, sono decisamente più efficienti. Del resto la normativa per l’installazione dei tutor è tale che crediamo sia impossibile piazzarli su strade extraurbane non autostradali; altro discorso invece per queste nuove telecamere che, in un futuro, potrebbero rilevare la velocità in entrambe le direzioni. Ma, per ora, si tratta sempre di autovelox, che rilevano la velocità in una sola direzione, quella originale, stabilita dalla prefettura. A questo proposito è interessante notare che una recente ordinanza della Cassazione (23726 / 18) pronunciandosi sugli autovelox ha chiarito alcune questioni relative a questi rilevatori di velocità. Innanzitutto che è il prefetto competente che deve decidere la posizione degli autovelox. Insomma è la massima autorità governativa provinciale a decidere le strade o i tratti di strada in cui possono essere installati i dispositivi di controllo della velocità, non è tenuto a stabilire il senso di marcia della rilevazione ma se lo fa il “rilevamento è valido solamente se riferito all’autovelox installato secondo il suo nulla osta”. La querelle era nata in base ad una multa ad un automobilista in un comune della provincia di Isernia, fotografato con un autovelox “gemello” a quello autorizzato, posto sul lato destro della strada anziché su quello sinistro come autorizzato dal prefetto. L’automobilista ha fatto ricorso e la Cassazione gli ha dato ragione: se la disposizione dell’autovelox non rispetta quanto previsto dal decreto prefettizio le multe comminate da quel dispositivo sono illegittime e quindi possono essere annullate. Ed il principio vale anche per le corsie di marcia, ove esistono, e non solo per la direzione. La notizia, fresca, ci permette di ricordare che da quest’estate è in vigore una direttiva emanata dall’allora ministro dell’interno Minniti per quanto riguarda i tutor, i dispositivi utilizzati per l’accertamento della velocità media,  che possono essere installati su tratti di strada non troppo brevi, devono essere tarati ogni 12 mesi ed essere impiegati solamente dalla Polstrada o dalla polizia locale. Sono vietate altresì le riprese fotografiche frontali dell’auto se l’apparecchio permette di identificare le persone a bordo e tutte le postazioni autovelox devono essere segnalate e ben visibili con cartelli collocati a distanze prefissate: •250 metri su autostrade e strade extraurbane principali; •150 metri su strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento; •80 metri su tutte le altre strade. Il problema è, in caso di multa che arriva normalmente dopo molti mesi, riuscire ad eccepire la mancanza di distanza regolamentare del cartello segnalatore.