E’ DEFINITIVO: MATOUSSI ASSOLTO PER L’OMICIDIO DI ROLANDA FORNASARI 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   19/12/2018 00:00:18 

 

 

 

 

Il fatto avvenne nell’agosto 2010 nelle case popolari di via Milazzo: il tunisino, difeso dall’avvocato Pietro Ratti, è risultato innocente in ogni grado di giudizio

 

Si è concluso con una completa assoluzione il processo per omicidio volontario che vedeva imputato il 54enne tunisino Hedi Ben Mohamed Matoussi, accusato di aver ucciso il 2 agosto 2010 la vicina di casa, l’86enne Rolanda Fornasari vedova Campiglio, nella sua abitazione sita nelle case popolari dell’ex caserma Passalacqua di via Milazzo. L’uomo difeso fin dall’inizio della sua disavventura giudiziaria dall’avvocato Pietro Ratti, era stato individuato dopo serrate indagini dei carabinieri ed arrestato dopo pochi mesi al suo rientro dalla Tunisia. In primo grado, nel marzo del 2014, venne assolto per non aver commesso il fatto. La procura fece appello ma anche in questo caso a Torino l’uomo fu assolto, nel novembre del 2016, sempre con la stessa motivazione. Il caso però è finito in Cassazione che ha annullato la sentenza per la mancanza della prova del dna, rinviando alla Corte d’Assise d’Appello. E qui, giovedì scorso 13 dicembre, il Matoussi è stato definitivamente assolto per non aver commesso il fatto: il dna infatti lo ha fatto ritenere completamente estraneo a quanto era accaduto in quel pomeriggio di otto anni fa in via Milazzo. 

I fatti sono noti in quanto fortunatamente gli omicidi nella nostra zona sono rarissimi (negli ultimi 8 anni oltre a questo, c’è da registrare l’uccisione della sorella da parte di Carlo Garrone). Il 2 agosto 2010 un vicino di casa della Fornasari e di Matoussi, che vivevano nella stessa scala, diede l’allarme, nelle prime ore della notte, perché dall’abitazione della donna usciva odore di gas. I vigili del fuoco la rinvennero seduta su una sedia e riversa sulla tavola; il caffè fuoriuscito dalla caffettiera aveva spento la fiamma. Vengono avvertiti i carabinieri, che compiono un sopralluogo dell’abitazione, consistente in due stanze, e subito sorgono i sospetti: la porta d’ingresso era aperta, cosa che per i vicini non avveniva mai, una poltrona era rovesciata come se ci fosse stata una colluttazione, e non si trovava il cellulare. Nei giorni successivi si viene a sapere che la Fornasari proprio la mattina del 2 agosto aveva ritirato la pensione, di cui non c’è traccia. La procura ordina l’autopsia ed emerge una terribile verità: la donna è stata strangolata con uno spago. Da quel momento si indaga per omicidio, vengono acquisiti i tabulati da cui emerge che il telefono della donna era stato usato anche dopo la sua morte, con un diverso numero. Si appura che il numero è del Matoussi che dopo l’omicidio si era recato in Tunisia nonostante avesse richiesto al proprio datore di lavoro un anticipo, negato, per il viaggio. Al suo rientro a Tortona il tunisino viene arrestato, poi posto ai domiciliari e successivamente messo in libertà; l’uomo ha sempre dichiarato di essere innocente, di aver avuto in dono il cellulare, spiegando la presenza delle sue impronte digitali nell’abitazione con il fatto che spesso aiutava l’anziana a portare in casa i sacchetti della spesa. Ed ora, finalmente, ad otto anni dai fatti si mette la parola fine: rimane, comunque, da trovare il vero assassino.

Nelle foto: Hedi Ben Mohamed Matoussi; La vittima Rolanda Fornasari; Il portone d’ingresso di via Milazzo 1/C

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