RICORDATI GIUSEPPE E PIERLUIGI ROMITA DUE TORTONESI AL SERVIZIO DELLA REPUBBLICA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   24/12/2018 00:00:13 

 

 

Sabato 15 pomeriggio si è svolto un interessante incontro nel quale sono stati brillantemente ricordati due illustri cittadini tortonesi: Giuseppe Romita e suo figlio Pierluigi, politici, professori universitari, ministri, ma sempre molto legati alla propria città d’origine. L’incontro, svolto nel salone della Fondazione rispettivamente nel 60° e nel 15° anniversario della loro scomparsa, è stato fortemente voluto dalla vicesindaco Marcella Graziano che ha introdotto i relatori, Cesare Raviolo e l’onorevole Federico Fornaro. Il primo ha trattato di “politica ed economia a Tortona negli anni di Giuseppe e Pierluigi Romita” con una documentata e corposa relazione che ci riserviamo di pubblicare in seguito, il secondo ha tracciato più gli aspetti politici, ed anche familiari e con ricordi personali, avendo frequentato a lungo Pierluigi, dei due esponenti politici. Il primo, figlio di un contadino poi divenuto capomastro, riesce a superare le difficoltà economiche della famiglia e si laurea ingegnere, così come poi farà il figlio. Entra nel Psi, è tra i fondatori della Gioventù socialista e nel 1920, a 23 anni, si sposa con la tortonese Maria Stella, dalla quale nacquero Gemma nel ’22 e Pierluigi nel ’24. Perseguitato dai fascisti fece molti anni di confino e di carcere, per poi entrare in clandestinità negli ultimi anni di lotta al fascismo. Nel ’45 fu ministro dei Lavori pubblici, e poi dell’Interno, e, come noto, è stato tra i fautori del referendum per la scelta della Repubblica e fu lui a proclamarne il risultato. In seguito fu ancora ministro dei Lavori pubblici. Morì per un infarto il 15 marzo del 1958, ultimo giorno della legislatura, a tal punto che ci fu chi divenne onorevole per un solo giorno, sostituendolo alla Camera. Pierluigi, nato nel ’24, seguì il padre al confino ed aderì al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria nel ’43, facendo poi la Resistenza nel Lazio. Venne eletto in Parlamento, con una sorta di passaggio di consegne, nel 1958, nelle elezioni che ci furono subito dopo la morte del padre e rimase deputato ininterrottamente fino al 1994, divenendo anche deputato europeo e ministro con vari incarichi. Fu anche a lungo consigliere comunale della nostra città “senza mai mancare, nel limite del possibile, alle sedute del consiglio” ha ricordato Marcella Graziano. Il programma prevedeva anche la proiezione di un lungometraggio inedito su Romita, di cui per motivi di orario, sono stati visti solo pochi minuti iniziali, con l’impegno di organizzare una seconda riunione per permettere al pubblico di vederlo interamente. 

Nelle foto: Cesare Raviolo, Federico Fornaro e Marcella Graziano; Giuseppe e Pierluigi Romita