INTERVISTA A MARIA RITA PIANO DELEGATA PROVINCIALE FIT 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   11/04/2018 00:00:02 

 

 

Tennis

 

Maria Rita Piano che tutti i salesi conoscono come maestra di lungo corso nella scuola primaria, non è solo questo. Da circa una decina d’anni Maria Rita si è avvicinata al tennis ed è ora delegato provinciale. Inoltre fa parte della commissione federale Nazionale “Sviluppo Attività femminile” con nomi importanti quali Federica Bonsignori, ex tennista italiana.

Quando sono stata contattata dalla Federazione per la mia candidatura a delegato provinciale ne sono rimasta sorpresa e lusingata. Con molto piacere, dopo averne parlato con i miei famigliari, ho accettato con entusiasmo la carica offerta. Motivo di entusiasmo è stato anche il fatto di essere l’unica donna delegata in tutte le otto province del Piemonte. 

Enzo Regazzone, Roberto Santangeletta, Beppe Manfredi sono i tre nomi dei passati presidenti provinciali Fit, tutti competenti, conosciuti e stimati nel mondo del tennis e tutti sono stati molto vicini al Circolo salese. Come ti senti ad occupare un ruolo così importante per il tuo circolo e a seguire le loro orme? 

Sicuramente è un onore per me occupare questo ruolo. Non ho conosciuto personalmente Regazzoni ma solo di fama. Invece con Beppe Manfredi ho condiviso molte esperienze come giudice di gara e piacevoli momenti al Circolo di Sale. Che dire, una persona splendida che ha dedicato tempo e passione al tennis e agli incarichi che la federazione gli ha assegnato. Spero di poter continuare quanto da lui iniziato  e ottenere i miglioramenti che lui avrebbe voluto vedere realizzati per la nostra provincia. Roberto Santangeletta, grande amico, vice presidente regionale, è sempre presente e guida nelle mie decisioni. Nel circolo di Sale è una presenza importante e sempre gradita durante le manifestazioni e i momenti di festa. Sicuramente l’approdo a questo incarico è nato nel Circolo del mio paese e per questo ringrazio il consiglio, i maestri, gli istruttori, i ragazzi, i soci e tutti coloro che fanno parte di questa piccola ma grande famiglia sportiva.

Da quando ti sei avvicinata al tennis, ti sei cimentata come dirigente del TC Sale, giocatrice agonista e giudice arbitro, ed ora come primo dirigente della provincia di Alessandria. Cosa ti ha affascinato maggiormente?

Giocatrice agonista sarebbe stato bello ma forse il maestro Andrea non sarebbe d’accordo.... A parte gli scherzi, il ruolo di giudice arbitro, che ormai pratico da circa sette anni, è  quello che mi appassiona di più, nonostante  comporti un impegno costante soprattutto nei tornei. Il ruolo di delegato provinciale è sicuramente quello che più mi affascina, perché mi permette di affacciarmi e interfacciarmi con realtà diverse da quella del mio piccolo centro e imparare a migliorarmi e a concorrere a migliorare una realtà che ho sempre amato: il tennis e i valori che lo sport riesce a veicolare. Sono solo alla conclusione del primo anno e credo di avere ancora un mondo da scoprire e modo di appassionarmi sempre di più.

In che cosa consiste il tuo impegno attuale di delegato provinciale?

Nella provincia di Alessandria sono presenti attualmente 26 Circoli affiliati Fit di cui sono delegata. Il compito è di creare rete e interagire con loro. Quest’anno sono state programmate e svolte importanti manifestazioni sia in ambito provinciale che nazionale in particolare i Campionati Italiani di seconda categoria a Casale Monferrato che inoltre vanta squadre in A1, A2 e B. Numerosi sono i tornei individuali sparsi nei Circoli. Al TC Sale si sono svolti i Campionati Provinciali maschili di seconda categoria. Ci sono parecchie Scuole Tennis con bravi maestri ed istruttori. Alcuni Circoli insieme alle scuole hanno aderito ai progetti di racchette di classe promosso da Fit con il Miur di cui sono responsabile della promozione per il Piemonte.

Anche i tornei Tpra sono approdati in Piemonte: un circuito amatoriale che intende valorizzare i tennisti “meno esperti” alla stregua dei professionisti allestendo un sito specifico per le attività a loro rivolte. Ho voluto trasferire nel mio incarico, come nel mio lavoro quelli che considero punti cardini della mia professione: lavora prima con la testa; aggiungi parte della tua personalità; impegnati col cuore. Questo è il mio motto.

Una tua opinione personale: che cosa si potrebbe fare di più, anche a livello politico, per il tennis provinciale?

In diverse occasioni ho parlato dello Sport ed in particolare del Tennis come esperienza educativa e questo mi sento di ribadirlo. Lo sport è una delle tre strade educative da perseguire per i bambini, i ragazzi e i giovani oltre all’educazione scolastica e famigliare e al lavoro.

Ritengo sia fondamentale informarsi delle iniziative che le istituzioni, quali lo Stato, l’Europa,  gli enti privati, il mercato propongono per favorire l’attività sportiva e lavorare in sinergia con il territorio, con gli enti del terzo settore, i comuni e tutti quelli che credono nello sport come formazione e educazione delle nuove e, perché no, anche “vecchie” generazioni.

In Provincia sicuramente è stato fatto ma si dovrà fare ancora molto.