LE CAPANNE E LA NECROPOLI DI CARBONARA SCRIVIA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   11/04/2018 00:00:03 

 

 

Scavi del terzo valico e ritrovamenti archeologici

 

Anche la zona del tortonese, soprattutto Carbonara Scrivia, è stata argomento degli incontri presso il comune di Arquata Scrivia a cura di Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo, comune di Arquata Scrivia, Unitre di Grondona e associazione Libarna Arteventi, per aggiornare sui nuovi rinvenimenti archeologici nella media valle Scrivia emersi dopo le verifiche preventive in occasione degli scavi per l’oleodotto ed il terzo valico dei Giovi. I ritrovamenti hanno interessato Carbonara Scrivia oltre che Libarna, Arquata Scrivia e Pozzolo Formigaro. La serie di conferenze, che si tengono di sabato pomeriggio con inizio alle 16, si è aperta sabato 10 marzo con Marica Venturino che ha parlato di pre e protostoria e degli insediamenti neolitici di Carbonara con presenza di due capanne e la forte presenza in tutto il territorio dell’asta dello Scrivia di alberi di nocciolo già 7.000 anni fa. Sabato 24 marzo Alessandro Quercia ha parlato sul popolamento rurale della media valle Scrivia in età romana, riferendo delle nuove ipotesi sulla centuriazione dell’agro tortonese e degli insediamenti rurali (cascina Capri e Romanellotto a Pozzolo Formigaro) che hanno permesso di ricostruire la struttura delle abitazioni e della necropoli in località Maghisello di Carbonara con presenza di una tomba anomala, di cui demmo notizia al tempo del ritrovamento e di cui ora riferiamo i particolari. Una tomba anomala nel gergo archeologico è una sepoltura dove il defunto viene sepolto a faccia in giù e bloccato da ferri e chiodi come per impedirgli di poter tornare in superficie. Proprio come l’individuo di Carbonara sepolto in una fossa più profonda delle altre, con accanto al capo resti di chiodi in ferro che servirono a fissare l’asse in legno sul collo per impedirgli di tornare su. Dall’analisi antropologica è emerso che si tratta di un maschio tra i 35 e i 50 anni, robusto e muscoloso, con nessuna patologia e con presenza sul cranio di un osso soprannumerario lambda, elemento di origine genetica ma che non costituisce un’anomalia fisica. Sempre sul capo appoggiati sono stati rinvenuti spilloni d’osso, il che fa pensare avesse capelli molto lunghi acconciati con questi accessori. Ma chi era l’individuo sepolto? Il quesito è sorto perché anomalia di questa tomba anomala, come ha tenuto a precisare Quercia, è il corredo funerario, solitamente assente in questo tipo di tombe. Un corredo che rispetta i tradizionali riti funerari di età romana. Quindi si trattava di un individuo non emarginato (come invece di solito erano i soggetti delle tombe anomale) ma pienamente riconosciuto come membro della comunità in cui viveva che, per ragioni sconosciute (morte anomala, ruolo sociale, poteri particolari riconosciuti dalla comunità) era temuto e si è preferito non “ritornasse” dall’aldilà. Prossimi incontri: 7 aprile Alberto Crosetto “Genti lungo la Postumia medievale: artigiani, militari, pellegrini”; 21 aprile Gian Battista Gambarino e Simone Lerma “La via Postumia tra il Mediterraneo e l’Europa”; 5 maggio ore 15,30 Alessandro Quercia “Li-barna tra passato e futuro.

Recenti indagini archeologiche e nuove prospettive di ricerca”, visita guidata a Libarna a cura di Simone Lerma; 12 maggio Filippo Masino “Borghi antichi lungo lo Scrivia”.

Nelle foto: Ritrovamento a Carbonara Scrivia; Il contenuto della tomba anomala rinvenuta nella zona di Carbonara: al centro lo scheletro e le suppellettili che lo accompagnavano