UNA NUOVA CASA DELLA SALUTE NEL TORTONESE  
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   11/04/2018 00:00:15 

 

 

La richiesta parte da Carbonara ed interessa molti comuni

 

Finalmente una buona nuova nel campo della sanità che interessa il tortonese. Su iniziativa di Flaviano Gnudi, sindaco di Carbonara Scrivia, alcuni comuni viciniori hanno intenzione di inoltrare alla Regione Piemonte la richiesta di istituire una nuova Casa della Salute, la seconda nel tortonese dopo quella già avviata ed in via di ampliamento a Castelnuovo, che possa servire tutto quel territorio. Il comune di Carbonara ha già individuato il sito che possa ospitare la struttura, la palazzina uffici dell’ex Fonderia Castelli, lungo la ex statale dei Giovi, facilmente raggiungibile anche dai tortonesi, e dotata di parcheggio, zona verde, e tutte le infrastrutture. Non sarà una cosa immediata, lo sappiamo, ma comunque l’iniziativa deve essere ricordata perché dà il via ad un iter che la Regione non potrà dimenticare e che, con il prossimo bilancio, dovrebbe finanziare. La delibera che i vari comuni stanno in questi giorni adottando parte dalla considerazione che i medici di medicina generale che prestano servizio nei vari ambulatori dei comuni collinari sono ormai abbastanza anziani e che la loro sostituzione, al momento della pensione che per molti è imminente, non sarà possibile. E’ un problema reale, lo abbiamo evidenziato sul nostro giornale il 10 febbraio scorso: secondo i dati offerti dalla Federazione Italiana Medici di Famiglia tra due anni i pensionamenti dei medici di famiglia non saranno più compensati da nuovi ingressi e tra 6 anni nella nostra provincia si dovrebbe registrare una carenza del 50% dei medici di base.

Del resto la Casa della Salute, istituzione che in alcune regioni più avanzate in questo settore funziona egregiamente da anni, serve proprio a questo: è un centro attrezzato aperto 12 o addirittura 24 ore, in cui vengono ospitati ambulatori, medici di famiglia, specialisti e infermieri, punti prelievi e servizi assistenziali, con l’obiettivo di servire più e meglio la popolazione sul proprio territorio, specialmente quella anziana con difficoltà a spostarsi e ridurre gli accessi ai pronto soccorso per i malati che abbiano almeno un codice di accesso giallo.

Se a ciò aggiungiamo i problemi ormai noti e strutturali del nostro pronto soccorso e di quello di Novi cui spesso il tortonese deve fare riferimento (ma per fortuna che per la zona nord  del tortonese Voghera costituisce una perfetta valvola di sfogo) comprendiamo come il problema dell’assistenza medica nei nostri comuni collinari, ove la popolazione è anziana spesso più della media provinciale, già alta di per sé, sia di primaria importanza. Non possiamo che plaudire all’iniziativa di Gnudi e di quei sindaci che hanno avviato questa procedura. Speriamo che in Regione ci sia qualcuno in grado di seguire la pratica e di non farla “archiviare” in qualche cassetto.

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