POLITICA ED ECONOMIA A TORTONA NEGLI ANNI DEI ROMITA (SECONDA PARTE) 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   30/01/2019 00:00:14 

 

 

 

TERZO DECENNIO DEL ‘900 - Anni 1921-’30

A livello politico e sociale, gli anni dell’immediato dopoguerra - anni del cosiddetto “biennio rosso” - furono anni difficili: disoccupazione crescente (40% già nel 1919), inflazione, scarsità di generi alimentari, occupazione delle fabbriche provocarono forti tensioni sociali con scioperi prolungati e gravi tumulti. Guerra e dopoguerra influirono negativamente sull’andamento demografico (appena 91 abitanti in più fra 1911 e 1921) e dell’economia: tra il 1911 ed il 1921, infatti, tornarono a crescere gli addetti all’agricoltura (66% degli attivi), mentre diminuirono quelli occupati nell’industria (21%); al contrario, gli attivi nei servizi aumentarono, anche se di poco, e rappresentavano il 13% del totale. La difficile situazione economica portò ad una radicalizzazione del confronto politico: all’interno del partito socialista la componente massimalista decise di mutare linea politica e si fece decisa interprete delle istanze dei ceti popolari, con una politica comunale chiaramente contraria agli interessi della borghesia e degli agrari. Alle elezioni comunali del 1920, i socialisti ottennero una schiacciante vittoria ma il loro candidato sindaco - Mario Silla - si rifiutò di prestare il prescritto giuramento e venne dichiarato decaduto dal prefetto. Alle elezioni del 1922, il blocco degli agrari e dei fascisti, al quale avevano aderito anche i popolari, ottenne la maggioranza dei voti. Fu eletto sindaco il dottor Fausto Carbone, moderato ma con simpatie fasciste, primo passo per l’instaurazione anche a Tortona del regime di Mussolini.

Nel corso degli anni Dieci del Novecento, si registrò anche una battuta d’arresto della crescita demografica, che aveva caratterizzato il circondario di Tortona per quasi novant’anni. Il censimento del 1921 rilevò, infatti, 75.603 abitanti presenti, 710 in meno, pari allo 0,93%, rispetto al 1911. 

Sotto il profilo economico, gli anni Venti nel circondario di Tortona furono caratterizzati da cali produttivi ed occupazionali, interruzioni di attività, dissesti aziendali e riduzione dei salari. Fallimenti, scioglimenti e liquidazioni di società industriali caratterizzarono l’intero decennio. Le difficoltà dell’apparato produttivo ebbero pesanti ripercussioni anche sul commercio (solo nel 1924 vennero sciolte otto cooperative di consumo e 2 imprese commerciali) e sulle banche (scomparsa del Banco di Sconto Straneo di Sale e della Banca Tortonese Cantù). 

L’impresa di maggiori dimensioni, almeno sotto il profilo occupazionale, rimase il cotonificio Mariano Dellepiane con oltre 700 addetti. Novità di qualche rilievo vennero dalla crescita delle imprese metallurgiche e meccaniche che, nel 1927, assorbivano il 42% dell’intera occupazione manifatturiera favorite dalla crescente domanda di macchine agricole e di materiali per le ferrovie. 

Nel 1922 ebbe inizio la coltivazione del tabacco (con gli agricoltori del settore riuniti in associazione), proseguì la modernizzazione dell’agricoltura e lo sviluppo delle colture specializzate (frutticoltura nelle valli Curone e Grue, orticoltura nella bassa valle Scrivia), ma l’economia della città non registrò nuovi insediamenti industriali di rilievo fino agli anni Trenta. Unica eccezione la nascita dell’impresa di Giuseppe Caldana per la produzione di cisterne e serbatoi (futura Omt). Nel 1925 erano in attività nel circondario di Tortona 10 imprese con più di 50 addetti per un totale di 2.744 occupati di cui 1.718 a Tortona.

 

QUARTO DECENNIO DEL ‘900 - Anni 1931-’40

Nuove attività e situazioni di crisi caratterizzarono anche il decennio successivo. 

Risale, infatti, al 1931,  la nascita dell’attuale Cantina Sociale e al 1932 l’insediamento della Sepo (Società Essicazione Prodotti Ortofrutticoli) di Genova, che cesserà l’attività alla fine degli anni Quaranta, della Graziano  e del Consorzio del Latte (1935), mentre nel 1938 iniziarono l’attività la Ronca Industria Budella e l’Afe (Anonima Forniture Esplodenti). Gli anni Trenta risentirono però della crisi del 1929 e degli effetti di “quota 90”, che avevano provocato una caduta delle esportazioni dell’industria e dell’agricoltura; quest’ultima impegnata nella “battaglia del grano”. Vittime illustri di questa crisi furono, a Tortona, le Officine Meccaniche e Metallurgiche (ex Alfa), che occupavano 600 operai e 30 impiegati, costrette a cessare l’attività nel luglio del 1931. Nel 1936 cessò l’attività anche la filanda Sironi, mentre due anni più tardi entrò in crisi la Cartiera Balestrero, attiva da tempo in città, con 24 operai specializzati, che venne rilevata da Pietro Orsi. I dissesti aziendali e i licenziamenti effettuati non potevano non comportare un forte aumento della disoccupazione. Solo a partire dal 1934 venne registrato un leggero calo, ma tale fenomeno era destinato a diventare una componente strutturale dell’economia durante gli anni Trenta. 

 

QUINTO DECENNIO DEL ‘900 - Anni 1941-’50

Tuttavia, nonostante queste difficoltà, nel 1941 l’industria a Tortona contava 2.916 occupati e la città venne riconosciuta come centro industriale. 

Anche negli anni della guerra Tortona vide l’insediamento di nuove fabbriche. Nel giugno 1939 iniziò l’attività lo stabilimento della Fast, società anonima con sede a Rivoli (To), per la produzione di componenti ed accessori per auto ed aerei. Nell’aprile del 1940 lo stabilimento tortonese contava 310 addetti, destinati a diventare 420 nel 1941, per far fronte alle accresciute esigenze belliche. Dopo la guerra, tra il 1945 ed il 1946, la Fast (Fabbrica Anonima Strutture Tubolari) portò a termine un radicale processo di ristrutturazione produttiva, che comportò la chiusura dello stabilimento tortonese.

Negli anni Quaranta l’economia della città non risultò particolarmente dinamica: le imprese sorte nel periodo erano in genere di modeste dimensioni. Le iniziative di maggior rilievo furono rappresentate dalla costituzione nel 1940 della S.A. Graziano per la produzione e il commercio di macchine utensili evoluzione di una preesistente impresa esistente in Alessandria dalla metà degli anni Trenta, della Pmd nel 1944 (costruzione macchine per la lavorazione del legno), e dalla rilocalizzazione, sempre nel 1940, della Ptp (produzione di ingranaggi e successivamente costruzione di dentatrici e rettificatrici) e, nel 1946, della Cmt (costruzione torni), fondata nel 1942, con sede legale in città e stabilimento a Voghera (Pv). Sempre nel 1946 ebbe inizio la lavorazione del sale presso il Deposito Tabacchi Greggi, attivo dal 1929 per lo stoccaggio del tabacco. 

In ambito politico, gli anni Quaranta videro la fine della guerra, il ritorno alla democrazia e il ripristino delle istituzioni cancellate dal regime. Già il 30 aprile 1945, il prefetto nominò, su proposta del Cln, il sindaco e la giunta. Il comunista Mario Silla (1891 - 1977) venne nominato sindaco, mentre la giunta era composta da assessori che rappresentavano le forze politiche che facevano parte del Cln (Pci, Dc, Pda, Pli, Psiup e Dl). Alle amministrative dell’anno successivo il Fronte Popolare ottenne la maggioranza dei voti e la giunta formata da Pci e Psiup amministrò con impegno la città per 5 anni. Tuttavia, i buoni risultati ottenuti dall’amministrazione Silla non furono sufficienti a Pci e Psi per evitare la sconfitta alle comunali del 1951, quando risultarono premiati i partiti di centro: Dc, Pli e Psdi. La scissione di Palazzo Barberini dalla quale era nato il Psdi provocò una spaccatura tra i socialisti tortonesi con l’uscita, fra gli altri, di Pietro Borgarelli ed Eugenio Borgarelli (1876-1954) e di Francesco Rolandi, che godevano di un consistente seguito elettorale.

(Continua)

Cesare Raviolo