I SOCI DELLA CANTINA SOCIALE HANNO ELETTO IL NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   30/01/2019 00:00:17 

 

 

Approvato il bilancio con 516 mila euro divisi tra i soci

Casalinuovo riconfermato presidente. Tra i nuovi ingressi nel CdA Walter Massa

 

Poco prima di Natale si è svolta l’assemblea dei soci della Cantina Sociale che erano chiamati a due adempimenti importanti: l’approvazione del bilancio e la nomina del nuovo consiglio. Il fatturato è pari a 1 milione 951.199 euro, l’utile diviso fra i soci è invece ammontato a 516.342 euro pari a 11.472 quintali conferiti di uva nel 2017 (nel 2016 furono 27.642 quintali) con un prezzo medio di 45 euro al quintale (+2,1 euro rispetto all’anno precedente) con punte per il Timorasso di 2 euro al chilo, con un netto calo della produzione dovuto alle particolari condizioni climatiche. Il bilancio, dopo un breve dibattito nel corso dei quali i soci hanno auspicato un aumento della remunerazione, è stato approvato. Il consiglio d’amministrazione, che vede l’ingresso di Walter Massa, un nome importantissimo nel panorama vitivinicolo nazionale, è invece così composto: Alessandro Canegallo di Spineto Scrivia, Antonino Casalinuovo di Viguzzolo, Luigi Dallocchio di Tortona, Nicola Davico di Montemarzino, Giancarlo Franzin di Viguzzolo, Marino Gianelli di Sarezzano, Vincenzo Gualco di Tortona, Damiano Guerra di Carbonara Scrivia, Walter Massa di Monleale, Massimiliano Mazzucco di Tortona, Mario Mensi di Viguzzolo, Giuliano Novelli di Spineto Scrivia, Bruno Ragni di Carezzano, Marco Semino di Cerreto Grue, Giuseppe Ventura di Sarezzano. Il giorno successivo il consiglio ha rieletto Antonino Casalinuovo presidente, e come vice Massimiliano Mazzucco, Mario Mensi e Bruno Ragni. Abbiamo sentito il presidente dott. Antonino Casalinuovo. 

Che ne pensa del bilancio? 

Per quanto riguarda questo bilancio dobbiamo partire da un fatto non scontato, la vendemmia 2017 dal punto di vista produttivo, come tutti sappiamo, è stata la più scarsa dal dopoguerra e anche nella storia della nostra cantina, con un calo della produzione del 60%, passando da 27.642 q. raccolti nel 2016, a solo 11.472 quintali. Questo ha fatto sì che la cantina dovesse realizzare una strategia commerciale volta a valorizzare al massimo la propria produzione. La richiesta di vino è stata da subito vivace ed il prezzo del vino in cisterna è salito del 25%, di conseguenza si è provveduto al rialzo del prezzo del vino sfuso e dei vini in bottiglia. Nello stesso tempo abbiamo spinto l’acceleratore sulla vendita presso la grande distribuzione organizzata; dopo mesi di lavoro siamo riusciti a marzo ad incrementare gli ordinativi delle bottiglie in tutto il Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, fornendo oltre 42 punti vendita in più rispetto a quelli che già servivamo. La richiesta è notevolmente cresciuta e di conseguenza l’attività logistica della cantina è stata determinante per evadere tempestivamente le richieste dei supermercati. Dai dati di bilancio si può facilmente vedere che per la prima volta le vendite dirette, punto di vendita di Alessandria, di Tortona, ristoranti e grande distribuzione hanno superato le vendite in cisterna e hanno portato due grandi vantaggi, una maggiore presenza dei nostri vini su più regioni e una crescita continua anche del nostro marchio.

Quali prospettive per il futuro? 

Finalmente possiamo dire che la cantina ha cambiato aspetto. Dal punto di vista commerciale si sta affermando su tutti i mercati, le scelte strategiche che abbiamo portato avanti negli ultimi anni si sono dimostrate lungimiranti, le vendite stanno crescendo in modo continuo e gli incrementi in questi primi mesi fanno ben sperare. A dispetto delle voci che davano la Cantina in crisi, oggi possiamo dichiarare che la nostra Cooperativa è in salute, ha contratti che le permetteranno di affrontare le sfide future con uno slancio che ci rende orgogliosi del lavoro fin qui svolto. Le vendite dirette e le aperture di nuovo mercati faranno sì che nei prossimi anni saremo in grado di riconoscere ai soci un valore maggiore delle uve. 

Sono importanti i vostri spacci aziendali? 

Il nostro punto di forza dove veniamo sempre più premiati è lo spaccio di Tortona dove i nostri clienti e ristoratori ormai apprezzano l’ottimo rapporto qualità prezzo. Il consiglio ha deciso di chiudere il punto vendita di Alessandria. Successivamente è iniziata la collaborazione con “La bottega del vino”, sempre in Alessandria in C.so Monferrato, gestita da due giovani imprenditori che venderà in esclusiva le nostre bottiglie. Ciò consentirà una riduzione dei costi pur mantenendo un importante punto di riferimento nel capoluogo.

Lo scorso anno avete venduto l’immobile adibito a centro di raccolta delle uve di Monleale; ci riferisce in merito? 

Il centro di raccolta di Monleale ha cessato la sua attività nel 2003. Fortunatamente un giovane imprenditore di Milano, il sig. Loria, l’«eclettico» organizzatore di eventi, è rimasto affascinato dalla struttura e ha comprato l’immobile per la promozione d’eventi nella zona richiamando turisti e consumatori dalla zona del Milanese in cui è molto conosciuto. Da questa vendita abbiamo ricavato 142 mila euro che investiremo nel miglioramento aziendale.

Come sono i rapporti con i soci? 

Naturalmente vi sono aspettative per un aumento del pagamento delle uve ma cerchiamo di mantenere rapporti di continuo confronto. Per la vendemmia 2017 abbiamo ottenuto un prezzo medio delle uve di €/q. 45,05, ancora in aumento seppur di poco rispetto allo scorso anno (€/q. 42,15). Un risultato inaspettato considerando la forte riduzione della quantità di uva raccolta che ha aumentato notevolmente i costi di produzione.

Non si può non notare la presenza nel nuovo consiglio di una personalità del mondo del vino come Walter Massa!

Certo, un bellissimo ingresso nel nostro consiglio. Anche questo lo considero un merito; l’essere riusciti con questo gruppo di amministratori a trovare un punto di equilibrio e di convergenza con i produttori della nostra terra. Ormai Walter è considerato una bandiera per il nostro territorio e ci auguriamo che con la sua lungimiranza sappia portare il suo contributo alla nostra cantina che garantisce con la propria attività anche la conduzione di piccoli vigneti di soci che con la loro passione arricchiscono le nostre colline. Il nostro primo obiettivo è di cambiare i prezzi delle uve perché i nostri soci meritano dignità per il lavoro che svolgono. Pensiamo che Walter possa contribuire a questo traguardo. 

Quale indicherebbe come vino ambasciatore della vostra Cantina? 

Ancora una volta il Derthona Timorasso è stato un traino per l’intera cantina, aprendo a clienti che hanno poi riconosciuto e apprezzato tutta la nostra produzione. La nostra scommessa è valorizzare il più possibile il nostro vitigno principe; infatti oggi possiamo offrire una Barbera base Scariot con un eccellente rapporto qualità/prezzo, una più importante Bellavigna, una Barbera Superiore “Io sono” invecchiata in legno, una Barbera Vivace “Saltafoss” e un’ottima Barbera biologica. Siamo orgogliosi anche del successo dei bianchi come la Favorita e delle conferme del Cortese. 

Cosa vi aspettate dalla valorizzazione che il Consorzio Tutela Colli Tortonesi sta promuovendo per il Derthona Timorasso? 

La Cantina crede in questo progetto. Finalmente abbiamo legato il Timorasso al suo territorio, come avviene per tutti i grandi vini. Sarà Derthona, antico nome della nostra città, un marchio che solo noi potremo rivendicare.

Proprio con il Derthona abbiamo incrementato le vendite in modo vertiginoso, valorizzando un vino considerato oramai tra i grandi bianchi internazionali. Attendiamo con impazienza la partenza della nuova ed esclusiva Doc “Derthona”, frutto del lavoro incessante da parte di tutti i protagonisti del territorio e mi riferisco al presidente del Consorzio dei Colli Tortonesi Stefano Bergaglio, Carlo Volpi, Walter Massa e agli altri vignaioli con cui stiamo costruendo il futuro dei Colli Tortonesi.

Nella foto: Antonino Casalinuovo riconfermato presidente