L’«INVASIONE» STRANIERA SI È AVUTA A TORTONA FRA IL 2002 E IL 2008 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   06/02/2019 00:00:15 

 

 

Il problema degli immigrati, da qualsiasi parte lo si voglia vedere ed analizzare, rimane tale. C’è chi dice che bisogna accoglierli il più possibile, perché la solidarietà è umana, c’è chi dice che “abbiamo già dato” fin troppo, e chi parla di sicurezza messa in discussione. Un altro tipo di discussione, invece, proclama che le nostre città sono state ultimamente invase da “questi immigrati neri e pericolosi” e che la sensazione della presenza massiccia dei “diversi” è palpabile. I dati ufficiali ed incontrovertibili offerti dal comune e da noi pubblicati dicono che a Tortona il 16% della popolazione è straniera, ovvero che in città abitano 4.376 persone non italiane. Rispetto al 2017 i movimenti sono stati di lieve entità: 72 romeni in meno, 3 albanesi in più, 40 marocchini in più, 30 provenienti dallo Sri Lanka (cingalesi), mentre le altre nazionalità hanno avuto movimentazioni di poche unità. Ma qui a noi interessa un altro dato: fino al 2002 in città gli stranieri erano 876 ma sono aumentati in un anno di oltre il 50% perché a fine 2003 erano già 1.372, con i romeni che sono più che raddoppiati e con gli albanesi che sono aumentati del 50%. Il boom degli arrivi si è avuto in quel frangente: nel 2008 gli stranieri erano già 3.128. Vediamo ora la movimentazione di questi ultimi cinque anni, quelli con l’amministrazione attualmente al potere: a fine 2014 gli stranieri erano 4.019, per scendere a 4.013 l’anno successivo, salire a 4.124 nel 2016, a 4.162 nel 2017 ed a 4.376 lo scorso anno; ovvero un incremento di 357 persone. E tornando alla “paura dell’uomo nero” che avrebbe invaso la nostra città: solo 425 di loro sarebbero proprio “neri” mentre 775 sono nordafricani con carnagione un poco più scura della nostra. Insomma la sensazione di essere invasi non è corroborata, a nostro parere, dalla realtà dei numeri e, comunque, l’invasione risale ormai ad oltre dieci anni fa.