LA FAI VINCE AL TAR: LE AZIENDE NON DEVONO CONTRIBUTI ALL’ART 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   16/05/2018 00:00:21 

 

 

Con sentenza dello scorso 2 maggio, a seguito di un ricorso proposto dalla Fai, il Tar Piemonte ha annullato la lettera i), art.1, della deliberazione n.145/2017 dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) che assoggettava al pagamento del contributo, per il funzionamento di questo organismo, i “servizi di trasporto merci su strada, connessi con porti, scali ferroviari merci, aeroporti, interporti”; servizi individuati in via presuntiva, in quelli svolti da “...imprese di trasporto merci su strada che abbiano, al 31 dicembre 2017, nella propria disponibilità almeno 10 veicoli, ciascuno di massa complessiva superiore a 16.000 (sedicimila) chilogrammi”

Per effetto di questa decisione, le imprese non dovranno versare all’Art il contributo in esame richiesto per l’anno 2018 e, se già effettuato, avranno il diritto di chiederne la restituzione.

La motivazione del-l’annullamento risiede nel fatto che ad oggi, l’Art non ha svolto nessun tipo di intervento diretto nel settore dell’autotrasporto merci, mentre “la platea degli obbligati ... deve ritenersi che includa solo coloro che svolgono attività nei confronti delle quali l’Art ha concretamente esercitato le proprie funzioni regolatorie istituzionali”

Il Tar Piemonte ha inoltre respinto il tentativo dell’Art di includere tra gli obbligati le Imprese di autotrasporto merci, in qualità di fruitori di porti, aeroporti, stazioni ferroviarie ecc. (quindi, di strutture rispetto alle quali l’Art ha invece esercitato dei poteri di regolazione), in quanto “le imprese di autotrasporto sono e restano utenti/beneficiari (come in generale lo sono tutti gli utenti dei trasporti), e non certo destinatari della disciplina regolatoria”.  

“Il Tar ha riconosciuto le nostre ragioni - commenta il segretario regionale Fai Giorgio Guaraglia - annullando la richiesta avanzata dall’Autority che in maniera capziosa aveva modificato la propria delibera riproponendo la richiesta di questo oneroso contributo (0,6 per mille sul fatturato) alle aziende di autotrasporto aventi almeno 10 veicoli in disponibilità ed un fatturato superiore ai 5 milioni di euro.

Chiediamo inoltre che intervenga una volta per tutte il ministero dei trasporti - aggiunge Guaraglia - affinchè l’anno prossimo non si ripresenti la stessa situazione e le aziende non siano nuovamente costrette a ricorrere alle vie legali per evitare di sborsare un vero e proprio balzello ad un ente che nulla attiene al nostro settore”.

Nella foto: Giorgio Guaraglia