PRENOTAZIONI AL CUP: TROPPO TEMPO PER GLI ESAMI 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   27/02/2019 00:00:10 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo

 

Riceviamo:

Sono la sorella di un 73enne che purtroppo ha avuto alcuni episodi di malesseri dovuti ad ischemie e che soffre come appurato dal pronto soccorso dove è stato curato giorni fa delle prime avvisaglie di una patologia cerebrale degenerativa. Al mio congiunto sono stati consigliati alcuni esami da effettuare con urgenza per cercare di arginare il più possibile con una terapia adeguata la malattia. Mi sono recata quindi al Cup per prenotare prima di tutto una ecocardiografia per chiarire la funzionalità dell’organo. Con stupore e rammarico l’esame mi è stato fissato per il mese di maggio quando sull’impegnativa del medico curante era ben specificata l’urgenza entro dieci giorni. L’ho fatto notare e mi è stato risposto che sarei dovuta andare, a metà marzo, ad Acqui. Insistendo perché l’esame venisse fatto a Tortona mi è stato risposto che “Non è specificata la località sull’impegnativa!” Al che mi sono sentita nel mondo dell’assurdo e molto offesa ho ribattuto che non potevo costringere mio fratello nelle sue condizioni a recarsi ad Acqui per un esame. E purtroppo non è stata l’unica disavventura che mi ha fatto toccare con mano l’inefficienza del nostro sistema sanitario: mio figlio a febbraio ha subìto un piccolo intervento e gli è stato detto di fare una visita di controllo entro 30-40 giorni. Orbene, al momento della prenotazione a Tortona c’era posto a luglio e ad Acqui il 3 maggio. Ridicolo per una visita post operatoria consistente nel controllare la ferita e togliere due punti! Capisco che ormai l’ospedale di Tortona non esiste quasi più ma non è giusto che i tortonesi e chi abita nella nostra zona siano così penalizzati e che nel 2020 non possano usufruire di cure che richiedono solamente una attività ambulatoriale efficiente. Almeno fate funzionare ambulatori per esami e controlli e day hospital così da non gravare sulle strutture di Novi sempre troppo affollata e Alessandria e non far peregrinare i pazienti per tutta la provincia per una piccola visita di controllo: ho saputo di gente che ha fatto il giro dei quattro ospedali (Tortona, Alessandria, Novi e Ovada) perché non c’era posto da nessuna parte. E’ un vero peccato per la sanità locale, rimpiango quando avevamo un ospedale d’eccellenza sotto casa, quando erano tempi più duri e poveri ma si spendevano i soldi per realizzazioni utili e tutti si impegnavano per farle funzionare al meglio.

Silvana Maggi