SAITTA: PER FISIATRIA CI SARĀ UN PRIVATO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   06/06/2018 00:00:25 

 

 

Sette Giorni lo aveva già anticipato

 

Su iniziativa di Cittadinanzattiva, un’associazione che in città si interessa del tribunale del malato (al lunedì dalle 11 alle 12 nella palazzina del Cup in piazza Cavallotti, oppure allo 0131 865498), giovedì della scorsa settimana si è svolto un incontro, purtroppo senza contradditorio, cui hanno partecipato il presidente della commissione regionale sanità Domenico Ravetti, l’ingegnere biomedico Elena Marchelli, l’assessore comunale tortonese Lorenzo Bianchi e l’assessore regionale alla sanità Antonio Saitta. In effetti, senza togliere nulla agli altri, l’intervento di quest’ultimo era quello più atteso. E mentre fuori un gruppo di attivisti di Azione Tortona lo contestava a gran voce, Saitta non si è smentito. Ha iniziato alla larga, come si usa dire, dicendo che la Regione è rientrata dal deficit sanitario, ha poi parlato di difendere la sanità pubblica ma ha ricordato che in molti casi la sanità privata, soprattutto lombarda, lavora molto bene e se lavora bene merita di essere premiata, perché il fine che si vuole raggiungere è curare al meglio il paziente.

E così ha affermato che occorre avere più case della salute, organizzare meglio i medici di famiglia, con incentivi (come se prendessero poco!) perché siano un vero filtro per il pronto soccorso, che è un problema reperire nuovi medici e si rischia di avere una non indifferente carenza di personale (notizia vecchia, da noi già scritta oltre un mese fa) e che quindi è stato deciso di sopprimere reparti che fanno poche operazioni (ma il suo esempio riguardava alta chirurgia tumorale) e quindi mediocri a favore di quelli che fanno più operazioni e quindi migliori. E qui una domanda era d’obbligo: ma la stroke unit  di neurologia era mediocre a Tortona e non più mediocre a Novi, visto che è stata smantellata qui per essere portata pari pari nella vicina città? E cardiologia, inugurata da poco più di un anno, aveva tecnologia mediocre? Proprio negli ultimi minuti è venuto a parlare di Tortona, ha riconosciuto che si è in forte ritardo, per varie ragioni non spiegate, con il reparto di fisiatria, che il piano regionale ci ha assegnato da alcuni anni e che bisognerà accelerare.

Ed a questo proposito ha rilevato che c’è una proposta privata molto valida, che viene presa in considerazione, che imprimerebbe una svolta tecnologica al reparto di grande rilievo. Nulla di nuovo, insomma, visto che lo avevamo già scritto noi sul numero del 18 maggio. Ha infine preso la parola il sindaco che ha dimostrato la sua perplessità per questa decisione, ma ha ricordato che dovrà sentire tutti gli altri sindaci della zona.

Insomma possiamo dire che è stata quasi una presa in giro, anche se gli uomini del Pd non sono dell’avviso.

Nelle foto: L’assessore del comune Bianchi con Saitta, il pubblico presente e un momento della contestazione degli attivisti di Azione Tortona