DERTHONA BASKET - L’AD MARCO PICCHI SVELA GLI AMBIZIOSI OBIETTIVI DELLA SOCIETÀ. SERIE A E NUOVO PALAZZETTO IN TRE ANNI 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   13/06/2018 00:00:06 

 

 

“Già dalla prossima stagione competitivi ai massimi livelli”. Mercato: arriva Klaudio Ndoja. Casalone saluta

 

Nelle ultime stagioni il Derthona Basket è cresciuto esponenzialmente sia a livello sportivo, con il raggiungimento dei playoff negli ultimi tre campionati di A2 a cui ha partecipato e la fantastica conquista della Coppa Italia di categoria nella stagione da poco conclusa, ma anche grazie ad una strutturazione sempre più solida della società, rimasta però composta per la gran parte da amici ed appassionati dei colori bianconeri. Una strutturazione che ha sempre funzionato ma che ora, con obiettivi sempre più grandi da raggiungere e la voglia di alzare ancora di più l’asticella dopo l’arrivo dello sponsor Bertram, deve per forza essere modificata in alcuni punti con l’ingresso di figure che possano far compiere il salto di qualità necessario alle nuove sfide. In quest’ottica si inserisce quindi il cambiamento societario di cui abbiamo dato notizia nelle scorse edizioni con l’arrivo di Gianluca Petronio in qualità di responsabile area tecnica e la nomina di Marco Picchi ad amministratore delegato con Luigino Fassino presidente onorario. Ma non solo. Abbiamo quindi incontrato il nuovo Ad Picchi per una chiacchierata che chiarisca al meglio gli obiettivi, i progetti della società e gli importanti risvolti di mercato.

Nuova società. Cosa cambia e perchè si è resa necessaria? “Prima di parlare della nuova struttura della società devo fare un sentitissimo ringraziamento a tutti gli amici e compagni di questa avventura che hanno deciso di assegnarmi un ruolo così importante. Mi sento davvero molto responsabilizzato in un momento storico in cui il Derthona Basket vuole strutturarsi e ripartire verso obiettivi molto importanti e prestigiosi. Inoltre è doveroso da parte mia porgere l’ennesimo ringraziamento a Luigino Fassino che ha avuto il grande merito di mantenere sempre vivo l’entusiasmo della società per oltre trent’anni anche quando le cose non andavano bene, i risultati stentavano ed avere passione ed impegnare mente e corpo come facciamo oggi era oggettivamente più difficile. Luigino ci ha sempre messo il cuore, la passione e la faccia indipendentemente dai periodi e se oggi parliamo di una società che ha avuto una grande continuità il merito è al 99% suo. Venendo invece a parlare della nuova struttura societaria, che ha visto l’entrata di due nuovi soci,  Alessandro Pirulli e Mario Galvani, nasce dall’esigenza concordata con il dott. Gavio di darle una struttura più solida e stabile e di rendere più “aziendale” il nostro club. Questo significa delineare meglio i ruoli e comporta la divisione dei bilanci; i bilanci di prima squadra e settore giovanile saranno indipendenti come anche i rispettivi obiettivi ed il mio compito è proprio quello di strutturare maggiormente questo assetto. Si è quindi reso necessario l’inserimento di una figura dirigenziale come quella di Petronio, l’ingresso di Davide Zanetti in qualità di addetto stampa e l’inserimento di Francesca Piva come responsabile della segreteria; tengo a precisare inoltre che tutti questi nuovi soggetti all’interno della società non arrivano in sostituzione di nessuno ma arrivano in aggiunta a chi già vi lavorava come il ds De Giuli. La mia volontà è stata infatti quella di aggiungere e non di cambiare, un aspetto che ritengo fondamentale per la crescita che vogliamo intraprendere”.

Settore Giovanile. La crescita della prima squadra comporta anche lo sviluppo del settore giovanile. C’è un progetto per implementarlo? “Vorrei fare un esempio che spiega bene quello che è il nostro obiettivo. Tutti i tifosi e gli appassionati di basket conoscono Davide Denegri, serravallese, che è uno dei giovani più forti e talentuosi della nostra pallacanestro e si sta giocando in questi giorni la promozione in A con Casale. Durante la sua crescita, quando si è trattato di scegliere dove affrontare la sua carriera agonistica è transitato da Tortona ma poi ha proseguito per Casale. Ecco, ciò che intendo dire e far capire è che un caso Denegri non ci dovrà più essere, il Derthona Basket deve diventare per la bassa provincia e per tutta la zona che guarda al pavese ed alla Liguria il primo riferimento, portando il settore giovanile al livello della prima squadra. Questo grazie all’impegno di Andrea Ablatico che sarà supportato quest’anno, ulteriore aggiunta a livello societario, da un’altra figura dirigenziale in qualità di responsabile tecnico. Siamo già in accordo con un coach di alto livello per questo ruolo ma per motivi burocratici non possiamo ancora rivelarne il nome. Posso solo dire che arriva da Parma ed ha lavorato con importanti società tra cui anche l’Olimpia Milano”

Bacino di utenza. Lo sviluppo di una società passa anche dall’indotto che è capace di creare e dall’entusiasmo dei suoi tifosi. Ci sono progetti anche in questo senso? “Sì, questo è un aspetto molto importante. Abbiamo l’impegno e l’obbligo di aumentare il bacino di utenza, di aziende partner e di pubblico alla partita. Se vogliamo sempre di più confrontarci con le realtà che sono leader nella pallacanestro italiana dobbiamo migliorare questi aspetti fondamentali pur consapevoli dei limiti di una realtà di provincia. Abbiamo infatti dimostrato di poter competere con le big a livello sportivo sul parquet, ed i risultati sono lì a testimoniarlo, ma dobbiamo fare un salto di qualità anche dal punto di vista dell’interesse ed uno degli obiettivi che ci prefiggiamo quest’anno è di vedere una crescita percentuale a due cifre dal punto di vista degli abbonati, degli incassi e delle presenze totali al Palazzetto di Voghera. Questo perché l’obiettivo finale sancito con il dott. Gavio è quello di riuscire, nel giro di tre anni, a giocare a Tortona, in un Palazzetto di Tortona e dei tortonesi, in Serie A e con almeno duemila persone stabili alla partita. Sono obiettivi ambiziosi, ce ne rendiamo conto, ma abbiamo grande voglia ed entusiasmo, ci crediamo”. 

Capitolo Gavio. L’investimento della Bertram quindi sarà davvero importante; il dott. Gavio si è buttato a capofitto in questa avventura, vi ha dato grande slancio? “E’ chiaro che noi mettiamo la nostra storia ed il nostro entusiasmo in questa avventura ma chi sta mettendo le gambe ai nostri sogni ed alle nostre idee sono il Gruppo Gavio e Beniamino in particolare. Al di là infatti della relazione società-sponsor, quello che veramente sta facendo la differenza per noi e per tutti i collaboratori che gravitano intorno alla società, è rendersi conto di quanto sia continua, entusiasta e da una parte anche “discreta” la sua vicinanza in tutte le fasi della stagione e del lavoro. Il confronto quotidiano con lui è la prima chiave per il successo a cui puntiamo. Al di là di quelli che sono i ruoli, con il bene placito del mio amico Roberto (Tava), chiamo Beniamino, tra virgolette, Presidente pensando che un giorno, inevitabilmente, lo diventerà. E’ il nostro principale riferimento e ciò, oltre ad essere stata una grande sorpresa, è soprattutto l’aspetto più entusiasmante e più positivo di questa avventura, nella quale sentiamo di averlo sempre al nostro fianco”.

Nuovo Palazzetto. A che punto è il progetto per la Bertram Arena? “E’ una situazione in divenire e non sono io a dover annunciare date ed impegni che spettano alla famiglia Gavio ma posso garantire l’assoluta volontà di portare a compimento questo progetto. E’ chiaro che tutto quanto detto prima poggia sulla possibilità di avere la nostra casa a Tortona; quando ci confrontiamo con le realtà che sono più avanti di noi ci rendiamo conto quanto sia strategico avere un palazzetto nostro nella nostra città. Quello sarà il crocevia di tutti i nostri futuri obiettivi”.

Squadra - Mercato. La grande ambizione si rifletterà anche sul mercato? Dopo l’addio di Casalone, che è passato a Sassari come secondo di coach Esposito, è già stato individuato il sostituto? “L’ambizione è quella di essere competitivi ai massimi livelli già dall’anno prossimo. Non abbiamo “la pistola alla tempia” nel caso non dovessimo salire in Serie A ma è chiaro che abbiamo l’obbligo di allestire una squadra che giochi per vincere il girone Ovest, considerando anche la nuova riforma dei campionati che finalmente ha alzato a 3 le promozioni in Serie A (vincenti Gironi Ovest-Est e vincente playoff). Non abbiamo ancora individuato il sostituto di Casalone a cui facciamo un grosso in bocca al lupo”. Nuovi arrivi? “Il primo colpo è l’ingaggio di Klaudio Ndoja, ala grande che arriva dalla Virtus Bologna; non ha ancora firmato ma è davvero molto vicino a vestire la canotta del Derthona, siamo ottimisti. E’ una trattativa che viene da lontano, lo abbiamo cercato fin dal primo giorno di mercato e rappresenta un’operazione importante per noi. Klaudio è un elemento di primo livello che ha già vinto la A2, un combattente che sa come si vince e lo abbiamo scelto sia per le sue caratteristiche tecniche che per quelle di trascinatore e leader”. Posizione di playmaker? “L’idea è quella di avere un play italiano, abbiamo contatti con vari giocatori ma al momento non c’è nulla di concreto. Come detto vogliamo fare una squadra di 8 senior e 2 under ed anche la scelta degli americani dipenderà da come completeremo la squadra con i giocatori italiani. Se avremo il parco lunghi italiano vireremo su due esterni Usa, altrimenti cercheremo una guardia ed un ala a stelle e strisce”. Stefanelli? “All’inizio della preparazione dovrebbe essere pronto per correre poi in autunno valuteremo la sua posizione”.

Nelle foto: un immagine dei tifosi al PalaOltrepò e l ’Amministratore delegato Marco Picchi

D.M.

 

 

La riforma dei campionati

 

Grosse novità nella pallacanestro italiana che vivrà in questa stagione una rivoluzione dei campionati. Il cambiamento coinvolgerà sia il numero di squadre partecipanti alla massima serie, che con questa normativa salirà da 16 a 18, sia quello relativo alla A2, la quale scenderà invece a 28 squadre contro le 32 odierne; l’annata 2018-2019 sarà quindi caratterizzata da tre promozioni in Serie A (vincenti dei due gironi Est ed Ovest e vincente dei playoff che verranno giocati dalle squadre qualificate dalla 2ª alla 9ª posizione finale) e cinque retrocessioni in Serie B (l’ultima di ogni girone e 3 delle 4 qualificate ai playout).

D.M.