CITTADELLA DELLO SPORT: I TEMPI SI ALLUNGANO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   06/03/2019 00:00:14 

 

La conferenza di servizi di mercoledì 20 è stata interlocutoria: pesano i rilievi sollevati dalla Regione che richiede altra documentazione

 

Mercoledì 20 febbraio si è riunita la seconda conferenza di servizi per dare l’approvazione al progetto della Cittadella dello Sport che dovrebbe sorgere alla periferia ovest della città, lungo la ex statale per Rivalta Scrivia. Purtroppo la riunione non è stata positiva, le richieste di integrazione e chiarimenti che sono state avanzate sono tali e tante che occorrerà, se tutto andrà bene, almeno, ancora una terza conferenza di servizi, con un evidente spostamento in là del giorno in cui potranno iniziare i lavori. Ma temiamo, a questo punto, che le richieste avanzate soprattutto dai tecnici della Regione (e non della Provincia come da voci circolate in questi giorni) siano tali che il progetto avrà bisogno di una attenta disamina e revisione, per cui i tempi potrebbero dilatarsi, e di parecchio.

 

LE OSSERVAZIONI DELLA PROVINCIA

Iniziamo dalle prese di posizione positive, come quella, scontata, dell’amministrazione comunale o come quella dell’amministrazione provinciale. Il decreto del presidente Baldi prevede il parere “positivo di compatibilità al piano territoriale provinciale a condizione che siano rispettate le prescrizioni contenute nell’allegata istruttoria”. E qui iniziano i primi problemi. Intanto, come già da noi anticipato molti mesi fa, è riemerso il problema dell’Autosped che è considerata “industria a rischio di incidente rilevante”. Nel documento della Provincia si legge: “dalle valutazioni preliminari si evince l’ipotesi di introdurre una fascia interessata da un possibile scenario incidentale di tipo tossico pari a 800 metri intorno allo stabilimento che interesserebbe anche una parte del parcheggio del Palazzetto. Pertanto ne consegue che l’area risulta necessariamente coinvolta nel piano di emergenza dell’azienda. Si rileva, inoltre, che il progetto individua altri parcheggi satellite sulla ex statale 211 sia contigui alla ditta a rischio che in prossimità della medesima”. E’ da rilevare anche che sia il Coni che i Vigili del Fuoco non avevano ancora trasmesso il loro parere in quanto “non è stato trasmesso a loro il progetto come richiesto precedentemente. Si sottolinea l’importanza di ottenere i suddetti pareri per il prosieguo della pratica”. Comunque sempre nell’istruttoria si legge “la Provincia si atterrà al parere posto dalla Regione”.

Per quanto riguarda la viabilità, per cui è competente la Provincia, emerge: “si prende atto dell’adeguamento dell’intersezione tra la provinciale 211 e la comunale Bosco nella tipologia a rotatoria e della modifica della rampa tra la provinciale 211 e la provinciale 10 direzione Tortona; si precisa che la rotatoria dovrà essere progettata almeno con un diametro esterno di 60 metri ed anche la corsia di decelerazione della rampa dovrà essere progettata secondo i dettami del decreto ministeriale 19.4.2006;  per quanto riguarda il nuovo accesso lato Pozzolo Formigaro dovrà rispettare le norme sempre dello stesso decreto ministeriale con particolare riferimento alle distanze di visibilità e ai raggi di curvatura e dovrà essere progettato con la sola svolta a destra; dovrà essere rivisto l’inserimento dei due ulteriori accessi al «controviale» nel tratto della provinciale 211 compreso tra la nuova rotatoria ed il suddetto nuovo accesso da Pozzolo in quanto non rispettate le distanze” previste dal solito decreto. Dall’istruttoria si evince inoltre che il progetto prevede una pista ciclabile collegante il Palazzetto con il centro urbano ma “dalle tavole esaminate non è rilevabile l’indicazione della pista”.

Nelle conclusioni il documento recita: “il proponente dovrà trasmettere il progetto definitivo comprensivo di tutte le prescrizioni sopra riportate per ottenere il parere viabilistico e si ricorda che qualora non fossero rispettate le suddette prescrizioni il parere è da intendersi negativo”. Per quanto riguarda, invece, la variante semplificata al piano regolatore necessaria per permettere la realizzazione del progetto, il parere è positivo.

 

LE OSSERVAZIONI DELLA REGIONE

E veniamo invece al documento a firma del responsabile regionale del settore “valutazioni ambientali e procedure integrate” che ci pare invece molto critico. Già nella seconda pagina si legge “per quanto riguarda la valutazione dei possibili effetti ambientali del piano non si concorda sul punto a1 nel quale si ritiene che il piano non sia quadro di riferimento per altri progetti; la variante è destinata ad insediare un’opera soggetta a verifica di impatto ambientale. Le motivazioni addotte sembrano sottostimare le problematiche legate alla presenza di una industria a rischio di incidente rilevante e, dunque, dei pericoli per la salute umana”. Il documento si dilunga poi sul tema del consumo del suolo con un rilievo: “se per la previsione urbanistica vigente era prevista una piantumazione di circa 1.300 alberi, si ritiene che la nuova trasformazione preveda un numero di alberi piantumati superiore ai 296 proposti”.

Il documento poi prende in considerazione il fatto che il Palazzetto dovrebbe sorgere in un’area limitrofa ad aziende classificate “come stabilimento a rischio di incidente rilevante di soglia superiore” (Boero ed Autosped). E dal documento regionale emerge che il piano regolatore cittadino non “risulta adeguato alla normativa nazionale (del 2015 e 2018), a quella provinciale (2015) e alle indicazioni contenute nelle «linee guida per la valutazione del rischio industriale» approvate dalla giunta regionale nel 2010”. “Per la Boero non ci sono scenari incidentali mentre per l’Autosped è stato valutato quale incidente di riferimento «la dispersione in atmosfera di principio attivo tal quale a seguito di incendio» con aree di danno con raggio di 50 metri per gli effetti di «elevata letalità» di 225 metri per effetti «lesioni irreversibili» e di 800 metri per la categoria degli effetti «lesioni reversibili»”.

Sul punto il documento prosegue con altre valutazioni: •una parte dell’area oggetto dell’intervento ricade parzialmente nel cerchio di danno con lesioni reversibili dell’Autosped; •l’area di intervento e parte di quelle destinate a parcheggio a servizio della struttura ricadono in zone evidenziate nel vigente piano di emergenza esterna (Pee) dell’Autosped”. A questo proposito il documento prosegue: “le procedure di emergenza interna del Palazzetto dovrebbero prevedere specifiche e diffuse misure di allertamento ed allarme agli utenti, l’individuazione di luoghi sicuri al chiuso nel quale indirizzare anche le persone presenti nelle aree esterne: la gestione delle comunicazioni e l’attuazione delle misure di emergenza e allertamento nella fase di afflusso e deflusso alla struttura, di per sé già difficoltosa, risulta complicata dalla dislocazione dei parcheggi in varie zone”. Il documento poi critica la dislocazione dei parcheggi in più località che “potrebbe dare origine ad ingorghi o comportamenti tutt’altro che virtuosi. L’inevitabile aumento del traffico veicolare potrebbe rallentare l’afflusso dei mezzi di soccorso, condizione di per sé critica che risulterebbe aggravata dall’elevato numero di persone che potrebbero essere coinvolte in un’eventuale emergenza e che potrebbero aver bisogno di assistenza”. Il documento ricorda poi che tra le criticità vi è “la localizzazione di parcheggi in area di danno per categoria di effetti «lesioni irreversibili»; in particolare il parcheggio contrassegnato dal progetto con la E, mentre il parcheggio F è prossimo alla stessa area e gli utilizzatori dovrebbero attraversarla per raggiungere il Palazzetto, mentre il parcheggio D è prossimo all’area di danno per categoria di effetti lesioni irreversibili dell’Autosped ed è in fregio alla Boero”. La lettura del documento prosegue: “alla luce delle considerazioni fatte si ritiene che la localizzazione del Palazzetto e di alcuni dei parcheggi comportino una serie di criticità: gli impatti diretti per categoria di lesioni irreversibili e reversibili derivanti dalla presenza dell’Autosped nel caso di incidente rilevante, l’oggettiva difficoltà nel realizzare un’efficace informazione alla popolazione, il significativo aggravio delle procedure per la gestione dell’emergenza”.

Le conclusioni sono: “si suggerisce di condividere le scelte di localizzazione effettuate per il Palazzetto ed i parcheggi con le autorità competenti in materia di protezione civile (vigili del fuoco, prefettura, Provincia e sindaco) al fine di una valutazione preventiva da parte delle autorità competenti del piano di emergenza esterna derivanti dall’insediamento di un elemento così fortemente antropizzante. Si conclude che, nel caso si decida di localizzare gli interventi nell’area prescelta, sia necessario tenere in considerazione le seguenti indicazioni, già motivate precedentemente: •prevedere specifiche compensazioni ambientali per gli impatti generati dal consumo di suolo; •prevedere di installare cisterne interrate per la raccolta di acqua piovana per l’irrigazione delle area verdi; •prevedere per la realizzazione del Palazzetto un’analisi idrogeologica di dettaglio al fine di valutare l’eventuale presenza di interferenze dell’opera con la falda idrica; •valutare la definizione della classificazione acustica dell’area; •approfondire le problematiche legate alla mobilità e all’accesso ai parcheggi, alla gestione dei parcheggi per gli eventi con spettatori numerosi, alle reali necessità di posti di parcheggio, senza sottostimare i possibili fabbisogni; •condividere preventivamente le scelte di localizzazione effettuate per il Palazzetto e per i parcheggi con le autorità competenti in materia di protezione civile”.

Insomma, ci pare, che i problemi siano molti e non di facile soluzione.

In foto: evidenziati in giallo a sx l’area dell’Autosped, a dx la zona dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto

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