IN APPROVAZIONE IL NUOVO PIANO DEL COMMERCIO CITTADINO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   13/03/2019 00:00:11 

 

In città il saldo tra aperture e chiusure di attività è di +1 per i piccoli negozi e di -1 per le medie strutture

 

L’amministrazione comunale ha predisposto, in vista della variante al piano regolatore, uno studio denominato “Indirizzi generali e criteri di programmazione urbanistica per l’insediamento delle attività commerciali al dettaglio in sede fissa”, insomma uno studio sui negozi, di ogni qualità e superficie, presenti in città che sarà approvato nel prossimo consiglio comunale di lunedì 11. Ne è scaturita un’analisi di oltre 100 pagine, abbastanza pesante. Vediamo di estrapolarne i dati più interessanti. Il primo: a fine 2018, escluse tabaccherie, farmacie e distributori di carburante, a Tortona esistono 627 esercizi commerciali, di cui 468 non alimentari (75%), 106 alimentari (17%) e 53 misti (8%) per un totale di 87.232 metri quadrati, suddivisi in 61.134 mq per gli esercizi non alimentari (media di 130,6 mq), 4.056 per quelli alimentari (media di 38,3 mq) e 22.042 per i misti (media di 415,9 mq). Da qui lo studio evidenzia che “si può affermare che nel comune gli esercizi commerciali tranne alcune eccezioni sono prevalentemente di piccole  dimensioni ma sicuramente la rete commerciale nel suo complesso fa pensare ad una elevata capacità della rete distributiva di non contare economicamente solamente sulla popolazione esistente, ma essere punto di riferimento ed attrazione per un territorio più vasto”. Lo studio evidenzia inoltre che solo 58 esercizi su 627 (ovvero il 7,6%) sono di medie dimensioni superando i 250 mq ed esistono 4 esercizi di grandi dimensioni. Interessante è anche la tabella che fotografa la distribuzione in città dei vari esercizi, “spalmati” su 108 vie, solo 16 delle quali hanno una  presenza di negozi pari o superiore a 10. Si veda, poi, come dopo il primato di via Emilia, le altre due vie con esercizi commerciali non siano propriamente all’interno della città, ma siano di fatto le circonvallazioni cittadine. Lo studio poi prende in considerazione i dati tortonesi paragonandoli a quelli regionali: si apprende così che gli esercizi commerciali di vicinato (i piccoli negozi per intenderci) sono il 91,7% del totale, leggermente inferiore alla media regionale di 93,5%, quelli medi  sono pari a 7,6% contro il 6,2% della Regione ed i grandi esercizi sono l’1% contro lo 0,3% della  media regionale e dei comuni con oltre 10 mila abitanti. Ma dove, a nostro modo di vedere, “casca l’asino” è nel rapporto abitanti/esercizio  commerciale: per gli alimentari, come si vede dalla tabella, è di 259, mentre in regione sono 364 e per i comuni con oltre 10 mila abitanti sono 322; per i non alimentari i dati sono rispettivamente 63, 97 in regione e 75 per gli altri comuni; per i misti i numeri sono: 699 in città, 852 in regione e ben 1.020 nei comuni con popolazione analoga. E quindi, impietoso, è il totale: in città vi sono in media 48 abitanti per esercizio commerciale, contro i 70  di media in regione ed i 57 nei comuni analoghi. Decisamente superiori ad ogni altro dato regionale sono i dati che derivano dalla metratura media delle strutture ogni 1.000 abitanti: addirittura il totale è più del doppio della media regionale (1.317 contro 597). Lo studio poi si  addentra nell’analisi delle possibili nuove localizzazioni, soprattutto quelle di vicinato (superficie di 250 mq al massimo) che possono insediarsi in ogni parte della città,  individuando ad esempio l’area ex tabacchi Goggi all’ingresso ovest della città, oppure tutta la zona, già commercializzata, dell’ex statale per Genova e via Postumia e corso don Orione, corso Alessandria, la zona ex autoparco recentemente acquistata dalla Codelfa e parte della zona verso Viguzzolo.

Vedremo quali saranno gli effetti della variante al piano regolatore.