CONCORDATO M&G IN FORSE: TUTTO RINVIATO AL 21 MARZO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   13/03/2019 00:00:12 

 

Sono stati calcolati un passivo di oltre 204 milioni ed un attivo di circa 50 milioni

 

Il 20 febbraio scorso si è svolta in tribunale la riunione dei creditori della Ingeg spa in liquidazione, società che un tempo aveva il nome più conosciuto di Biochemtex spa, del Gruppo M&G. Si tratta dell’udienza, la prima, di verifica dello stato passivo, che a quanto risulta non ha dato i risultati sperati in quanto tutto è stato rinviato al 21 marzo prossimo. Rinvio voluto dal giudice delegato in quanto pare che non vi siano le condizioni di legge per approvare la richiesta di concordato, sulla base della relazione dei commissari che pare abbiano rilevato numerose incongruenze nella gestione della società. Intanto sono emerse altre notizie. Ad esempio una lettera di impegno, dell’aprile dello scorso anno, sottoscritta da Marco Ghisolfi a nome di tutti i suoi parenti, per erogare ben 3 milioni di euro a società del Gruppo: 700 mila a fondo perduto alla Beta; 825 mila alla Biochemtex, 1 milione 256 mila a favore della Ibp e 219 mila sempre in favore della Beta. Questo impegno era avallato da una dichiarazione bancaria del Credito Valtellinese che garantiva la presenza nei conti della famiglia di “almeno 2 milioni di euro”. Nella lettera vi è anche l’impegno a costituire entro 30 giorni dalla data un “vincolo di destinazione e di garanzia per un importo massimo di 1 milione 650 mila euro”. Agli atti vi è inoltre un verbale del Cda della Biochemtex dal quale si evince che gli eredi di Guido Ghisolfi rinunciano al credito nei confronti della società per oltre 440 mila euro e che la Novozymes A/S società di diritto danese, accetta di postergare “al fine esclusivo del buon esito del concordato preventivo” il proprio credito verso la società pari a 20 milioni di euro. Lo scorso ottobre, poi, fu depositato un documento a firma di professionisti incaricati dalla Biochemtex dal quale si evince che il piano aggiornato evidenzia 49 milioni 677.569 euro di attivo concordatario ed un passivo di 204 milioni 37.510 che permetterebbe di pagare integralmente i debiti in prededuzione (poco più di 3 milioni), i costi di ristrutturazione (7,2 milioni), i creditori privilegiati (2,5 milioni) ed i vari fondi rischi per poco più di 3,3 milioni. I creditori chirografari, invece, che vantano un credito di 146 milioni 576.242 euro, sarebbero soddisfatti al 20% con 29 milioni 315.248 euro così come al 20% sarebbe soddisfatto il fondo rischio chirografario pari a 7,1 milioni ed al 12,15% i 20 milioni del credito chirografario postergato. Insomma una vera e propria girandola di milioni di euro, che probabilmente ha indotto il giudice a prendersi ancora un mese di tempo per decidere: ma il fallimento, dicono gli esperti, è sempre più vicino.

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