LARA BOMBONATI CAPACE D’INTENDERE E DI VOLERE. CHIUSA L’INCHIESTA A CARICO DELLA FOREIGN FIGHTER TORTONESE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   27/06/2018 00:00:19 

 

 

Ora rischia il rinvio a giudizio per terrorismo

 

Chiusa dalla procura torinese in questi giorni l’inchiesta su Lara Bombonati, la 27enne di Garbagna, foreign fighter dell’Isis arrestata dalla Digos di Alessandria e dall’antiterrorismo di Torino la notte del 24 giugno 2017 mentre era in procinto di partire per il Belgio. Aveva appuntamento con un musulmano e avrebbe, da lì, raggiunto la Turchia e quindi la Siria per riunirsi all’Isis dove ha militato con il fidanzato Francesco Cascio, morto in un combattimento in Siria. La giovane dopo l’arresto fu incarcerata e per lei c’è la possibilità di un processo per terrorismo perché la perizia psichiatrica l’ha giudicata capace d’intendere e di volere, nel pieno delle sue facoltà mentali e quindi imputabile. Per questo potrebbe essere chiesto a breve il rinvio a giudizio. Fra le 4.000 pagine dell’inchiesta spicca la relazione finale dell’antiterrorismo in cui si fa risalire l’emergere dei “prodromi tipici di deriva radicalizzata” a cinque anni fa. La Digos di Torino la segue dal 2013.  Determinante l’incontro con Francesco, giovane di Trapani con problemi psichiatrici, i due si innamorano e si sposano, poi la conversione all’Islam e la radicalizzazione. Lara (1), da bambina cresciuta in un paese tranquillo (2) dove ha frequentato le scuole dell’obbligo (3), da giovane che frequenta l’istituto tecnico (4) con la gemella Valentina, diviene in pochi anni una guerriera islamica. Il primo viaggio per Lara è in Turchia nel 2016, Francesco è già lì da qualche mese, grazie ad un contatto con un ragazzo turco a sua volta indicatogli da un uzbeko. Lara a Istanbul si stabilisce nel quartiere Faith, studia il Corano, prende il nome di Khadijah. Quando la raggiungono in visita i genitori si trovano di fronte ormai una donna radicalizzata: la coppia non esce mai e lei veste sempre il niqab. La coppia viene fermata il 9 aprile all’aeroporto Ataturk: pur essendo indiziati di terrorismo sono liberi di tornare a Fatih. Poco dopo i due si danno alla macchia, le loro tracce spariscono ad Aleppo e l’ultimo contatto è un messaggio senza voce dell’ottobre 2016, sembra proveniente dal campo d’addestramento di Idlib. A dicembre i due sono localizzati a Karbeyaz. Poi lei due mesi dopo viene fermata dalla polizia turca nella provincia di Hatay e rimpatriata il 10 febbraio. Non viene arrestata, torna in Italia, ma è sotto stretto controllo, chatta con il Medio Oriente ed è sotto intercettazione. Mentre è a Tortona ospitata dalla sorella Valentina, Lara riceve la visita della suocera. La mamma di Francesco le chiede se è sicura che suo figlio sia morto, le dice di tornare in Siria per recuperarne il corpo ma Lara rifiuta dicendo che i martiri vengono seppelliti dove muoiono, che Francesco è morto come voleva, da martire, che voleva andare in Palestina o in Somalia dove c’era la guerra. Secondo l’Interpol “Francesco - diceva Lara - era un terrorista pronto a fare un attentato in Turchia ed io non sarei più tornata in Italia”. Lungo e difficile il viaggio per arrivare nella zona tra Idlib e Aleppo, racconta ancora Lara. Appena arrivati in Siria sono stati divisi, gli uomini combattevano, le donne erano in un altro luogo, con altri compiti. Anche Lara fu usata in funzioni di assistenza sanitaria, psicologica e logistica, fungeva da staffetta e trasportava documenti segreti tra Turchia e Siria. Dai controlli la Digos ha scoperto le modalità della morte di Francesco avvenuta il 26 dicembre 2016 durante un’irruzione armata in un campo d’addestramento siriano. E fu lei che lo incitò a fare il suo dovere quando lui espresse delle riserve per non aver mai sparato.  

(1) La famiglia Bombonati arriva a Garbagna da Milano quando le gemelle Lara e Valentina hanno pochi mesi.

(2) Le gemelle crescono in piena libertà sia fisica che morale “sceglieranno da adulte il credo che preferiscono”.

(3) A giocare con le amiche a 7 anni con ai piedi ciabatte numero 40 perché “le hanno volute così”.

(4) Lara è bravissima nell’espressione artistica: ma disegna mostri, forse trapela già il suo carattere complesso.

In foto: Lara “Khadija” Bombonati con il marito Francesco “Muhammed” Cascio