RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. SANIT└: ECCO COME CI HANNO RIDOTTO! 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   04/07/2018 00:00:23 

 

 

Caro Sette Giorni,

ti scrivo spesso, nella mente, butto su di te le frustrazioni, le ingiustizie, le angherie che il vivere quotidiano, in particolare il contatto con enti pubblici, ti butta in faccia, spesso con dolorose violenze e tu ti senti impotente, non avverti soluzioni. Sei diventato quindi un amico, forse l’ultimo cui raccontare.

Ascoltami.

Mi trovano sangue occulto nelle feci. Prima di fare la colonscopia, stante la mia già precaria salute, il medico prescrive un clisma col doppio contrasto. Scendo dal mio paese in radiologia a Tortona per prenotare: non si fa più, solo dal privato, sentire Ovada o Casale presso il Cup... Novi o Alessandria qui non si possono prenotare...

Non voglio tornare a dire cose che ormai anche i classici sassi pensano (a chi giova la perversa distruzione dell’ospedale di Tortona?...).

Mi chiedo: si tiene conto delle giornate di lavoro perse per prenotare e per effettuare esami? Parlo per chi deve fare gli esami e per chi deve accompagnare chi fa esami.

Sono tornata a casa senza aver prenotato perchè di andare subito tra le braccia del privato e quindi di far contenti chi voleva questo, proprio non mi andava.

Farò gli esami? La tentazione è di lasciar perdere. Forse in ultima analisi è questo che si vuole: ho quasi 75 anni, anche se avessi un altro cancro o metastasi, è antieconomico lo spazio terapeutico.

Ero dipendente a reddito fisso, ho pagato tasse, mutua e contributi per avere assistenza, e pensione... ora la prima mi assiste se vado privatamente, la pensione, pur non essendo “d’oro” è stata prima decurtata, poi bloccata, non ho diritto all’aggiornamento come prevede la legge... così il mio potere d’acquisto diminuisce, il mio carrello di spesa è più leggero, il pane vecchio è ancora buono, peccato che i denti non ci siano più e le dentiere costino più della mia pensione...

Ciao amico e grazie per l’ascolto.

G.P.