DERTHONA BASKET - SERIE A2 - INTERVISTA - PANSA: “NON VEDO L’ORA DI INIZIARE. AMERICANI? VOGLIAMO DUE TEAM PLAYER” 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   11/07/2018 00:00:07 

 

 

Con la squadra completa ormai all’80% ed il lavoro di scouting focalizzato sugli americani, che saranno due giocatori di esperienza, talento ed affidabilità, sta iniziando a delinearsi un Derthona di primissimo livello per la prossima stagione, in cui i leoni sono ufficialmente candidati alle posizioni di vertice. La società sta quindi mettendo a punto una fuori serie che, come tutte le supercar, avrà bisogno di tutte le cure e tutte le attenzioni che coach Pansa potrà darle, per farla sfrecciare al massimo delle potenzialità. Lo abbiamo quindi incontrato per aprire una prima finestra sulla stagione 2018/’19 in cui il Derthona vorrà essere protagonista.

Coach un giudizio sulla scorsa stagione, tua e della squadra? Eri al primo anno da Head Coach ed hai chiuso un’annata da ricordare con Coppa Italia e Playoff. “Beh devo dire di sì per come era partita. Il giudizio non può che essere positivo. Proprio in questo periodo lo scorso anno stavamo costruendo la squadra, il Gruppo Gavio era ancora “solo” uno sponsor e la mission era quella degli anni precedenti, ossia salvarsi facendo il meglio possibile. La squadra era costruita da tante scommesse, a partire da me, e quando abbiamo capito come andava il mercato abbiamo deciso di virare su giocatori che avessero grosse motivazioni a livello personale e questa scelta si è rivelata vincente. Non siamo mai riusciti ad inanellare più di 5 vittorie consecutive (il ciclo che ha portato alla qualificazione in Coppa e quello immediatamente successivo ma con le gare di Jesi inserite nel conteggio) e penso che una chiave del nostro successo sia stato il fatto che a differenza di tante altre squadre non abbiamo mai avuto lunghi periodi di difficoltà perché al massimo abbiamo perso due partite consecutive. Inoltre abbiamo battuto la diffidenza iniziale, giustificata visti i tanti cambiamenti dopo un ciclo importante, e non è stato facile. La mia gratitudine verso il gruppo di ragazzi dello scorso anno è proprio dovuta al fatto che pur con alcuni limiti e con le difficoltà incontrate, sono sempre stati esemplari dal punto di vista dell’attitudine e dell’applicazione ed i risultati sono arrivati grazie alle loro motivazioni e grazie alla serenità che il club ci ha sempre dato, anche nei momenti meno positivi”.

La società sta costruendo una squadra da vertice e l’asticella si alza anche per te. Come vivi la sfida? Avrai un bel da fare a mettere insieme tutti i caratteri forti che sono arrivati, l’equilibrio sarà duro da trovare?… (fossero sempre questi i problemi). “Le difficoltà ci saranno, sicuramente, ma forse saranno meno di quelle della scorsa stagione dove bisognava inserire 10 giocatori. Quest’anno sono “solo” sette... Per un allenatore comunque questi sono bei problemi, non me ne preoccupo. Credo che l’equilibrio si crei con il vissuto comune e lavorando insieme quindi è chiaro che alla prima amichevole la squadra potrà averne poco ed inizieremo a vederlo solo a stagione iniziata. Sono arrivati giocatori di esperienza e di forte personalità e penso sia solo un bene, potremo essere sempre diretti, onesti e chiari; io sono esaltato al pensiero di mettere insieme questo gruppo dal punto di vista tecnico e per nulla preoccupato di farlo dal punto di vista umano. Ci vorrà un periodo di assestamento ma ho già tre uomini che conoscono le mie idee e mi sento più tranquillo dello scorso anno. I problemi con giocatori dal carattere forte nascono quando il coach pretende di avere il controllo totale sui suoi giocatori. Io non ho nè la presunzione nè l’ambizione di farlo anzi amo provare a metterli a loro agio senza paura del confronto e sono tranquillo”.

Hai lavorato di concerto con la dirigenza per il mercato? Che idea di basket hai per la prossima stagione? Cambierai il tuo gioco o lo potenzierai con più soluzioni ed opzioni? “Faccio un po’ fatica a risponderti adesso a questa domanda perché mancano un paio di giocatori, gli americani tra l’altro, quindi comincerò a pensare ai dettagli di pallacanestro solo dopo che avrò la rosa al completo. In linea generale io non sono cambiato e mi piace adeguarmi ai giocatori che ho davanti quindi alcuni principi ed alcune linee guida rimarranno ma tanti dettagli saranno diversi in base ai giocatori; perchè Ndoja è diverso da Sorokas, Spizzichini è totalmente diverso da Spanghero e così via. Differenze saranno la taglia fisica della squadra, nettamente superiore rispetto alla scorsa stagione, un americano nel ruolo di 5 e Ganeto che è un tipo di giocatore che non avevamo”.

Avete deciso chi sarà il tuo nuovo vice? “Sarà Massimo “Max” Olivieri, una vita passata a Reggio Emilia tra A1 ed A2. Lo conosco perché ha fatto con me l’Europeo Under 18 per poi andare ad allenare la squadra femminile di Parma ed a Fidenza. Per me la figura dell’assistente è centrale e cercavamo quindi un coach che avesse feeling con me, si sposasse al meglio con l’ambiente e soprattutto fosse motivato”.

Come vi state muovendo per gli americani? Su che ruoli e che tipo di giocatore? “Stiamo vagliando una rosa di nomi amplissima con un grosso lavoro di scouting (oltre 25 i nomi di lunghi vagliati) e per metà mese dovremo poter presentare il primo americano. Saranno una guardia, che sia produttiva in fatto di punti e sappia anche innescare gli altri, ed un lungo atletico che sappia coprire al meglio i ruoli di 5 e 4; ma soprattutto dovranno essere quello che gli americani chiamano “team player”, giocatori che amano giocare con gli altri inseriti in un sistema, non dei funamboli. Cerchiamo giocatori che si integrino in un gruppo di italiani di alto livello e che possibilmente abbiano già avuto esperienza in Europa. Non ci precludiamo nulla però anche a livello di rookie se il giocatore dovesse essere perfetto da inserire nel nostro sistema”. Ferguson quindi è un nome da scartare? “E’ un ottimo giocatore ma non fa per noi, non si inserisce nel nostro progetto tecnico”. Voci di mercato parlano di Deshawn Stephens e K.T. Harrell? “Non posso ancora parlare di nomi, stiamo valutando troppi profili per poter dare delle certezze”.

Raduno e allenamenti? “Stiamo decidendo. Verosimilmente intorno al 20 agosto perché il campionato inizia una settimana dopo rispetto agli ultimi 3 anni. Poi faremo amichevoli per prepararci al primo appuntamento ufficiale che è la Supercoppa di fine settembre in cui vogliamo far bene”.

La A2 con 3 promozioni e più retrocessioni sarà più difficile? Come vedi le avversarie del Girone Ovest? Squadre da battere? “Sarà nettamente più difficile. Tante squadre puntano a fare un salto in avanti e ci saranno molte più squadre competitive. E’ possibile inoltre che si crei un gap maggiore fra le prime e le ultime della classifica mentre tutte le altre avranno un notevole equilibrio ed a giovarne sarà lo spettacolo. Lo sapevamo e lo vediamo sul mercato. Nel nostro girone le due romane, Virtus ed Eurobasket, stanno facendo un lavoro importante con un mercato eccellente, poi vedo Biella e Rieti che hanno una grande continuità tecnica. La smentita è comunque sempre dietro l’angolo (ride).

Battuta finale. Il giocatore dei tuoi sogni che vorresti portare al Derthona? “Un giocatore che vuole vincere con il Derthona. Il campionato sarà super equilibrato quindi il gruppo umano che si creerà e le ambizioni dei singoli all’interno del gruppo stesso faranno la differenza più dei nomi e dei singoli”. 

Nelle foto: coach Lorenzo Pansa ed il suo nuovo vice Massimo “Max” Olivieri

D.M.