IL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA GUARDIA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   11/07/2018 00:00:09 

  

 

Quest’anno ricorre il 100° anniversario del voto che San Luigi Orione fece il 29 agosto impegnandosi alla realizzazione del Santuario in onore della Madonna della Guardia. Per questo motivo pubblichiamo questa rievocazione puntuale scritta da don Flavio Peloso, settimo successore di don Orione alla guida della congregazione orionina.

I.

Dal voto popolare del 1918 alla costruzione

Finita la prima guerra mondiale, il 4 novembre 1918, un’onda di entusiasmo per la pace ritrovata percorse tutta Europa. Un po’ ovunque furono eretti monumenti, furono dedicati viali “della rimembranza” e piazze. La Chiesa partecipò a questo tributo popolare di onoranze edificando cappelle e chiese. 

Dopo il voto, la lunga attesa.

Anche nel 1918, la grande guerra purtroppo continuava, in Italia e in Europa, oltre il previsto e il sopportabile. L'ansia per la sorte dei soldati sui fronti di guerra, la necessità delle loro braccia al lavoro e all'acquisto del pane quotidiano, andavano inasprendo, a Tortona - come del resto in tutta la nazione - la situazione interna. Don Orione comprendeva che le risorse della pazienza cristiana e della fiduciosa aspettativa di una prossima, auspicata fine del conflitto andavano esaurendosi. Fu così che decise di rivolgersi alla Madonna, coinvolgendo la buona gente nell’affidamento delle proprie sorti all’intervento della Divina Provvidenza che avrebbe risollevato le condizioni sociali e morali del popolo scoraggiato.

Don Orione, il 29 agosto 1918, promosse un voto popolare alla Madonna della Guardia, che a partire dal rione di San Bernardino coinvolse tutta Tortona, invocando la fine della guerra e la salvezza dei soldati e promettendo di erigere un santuario come ringraziamento.

Il voto fu fatto il 29 agosto 1918, in occasione della Festa della Madonna della Guardia celebrata presso la piccola chiesa di San Bernardino: “Fu in quel giorno che, ai piedi della guardiana d’Italia, abbiamo deposto un quadro, che ancora esiste. Nel mezzo era un cuore d’argento, simbolo del cuore di tutto il popolo; attorno vennero appuntate parecchie liste di nomi, i nomi dei combattenti, offerti dalle madri e dalle spose in pianto. (…) A voce di popolo, si è fatto voto a Maria Santissima che si sarebbe innalzato in San Bernardino di Tortona un santuario degno… se la Vergine avesse affrettato la fine della guerra con la vittoria delle bandiere italiane, dando pace al Paese e restituendo alle famiglie sani, salvi e vincitori i nostri soldati” (Scritti 91, 342). 

Il voto fu accolto in cattedrale dal vescovo, mons. Simon Pietro Grassi. 

La guerra mondiale terminò il 4 novembre successivo al voto e tornarono vivi tutti gli uomini sotto le armi. A Tortona tutti pensarono al Voto fatto alla Madonna della Guardia. Dieci giorni dopo, il 15 novembre, don Orione lanciò subito un appello alla popolazione tortonese in vista della costruzione del santuario. 

“Il nuovo santuario sorgerà bello di marmi e di arte; felice auspicio di un’Italia più credente, più grande, più gloriosa! E sarà come il trono delle misericordie di Maria Vergine: monumento della religione dei tortonesi e di tutti i divoti di N. Signora della Guardia” (Archivio Don Orione, Roma, ADO, Locandina).

Conoscendo l’intraprendenza di don Orione, tutto faceva pensare ad una sua rapida realizzazione. Invece i lavori del santuario inizieranno solo nell’aprile del 1928. 

Perché si tardò così tanto? Perché in Tortona fu lanciata, dopo qualche tempo, una analoga iniziativa: “l’erezione di un Tempio, che - come si legge nell’annuncio a stampa del 6 marzo 1922 -, mentre scioglie il voto dello scampato eccidio alla Vergine, accoglie a un tempo sotto il manto di Lei, dolce Signora dell’Italia nostra, il ricordo, il nome di tutti i caduti della Diocesi nostra” (ADO, Lettera stampata). Il progetto fu promosso da un Comitato cittadino cui aderirono civili ed ecclesiastici. Doveva sorgere sul Castello, nel luogo dell’antica cattedrale, sul terreno del signor Torriglia, ove ore sorge Villa Caritas. Fu benedetta la “prima pietra”, il 17 giugno 1922.

1922: don Orione frena e dà il passo al Tempio votivo

Don Orione che già stava muovendosi per il santuario della Madonna della Guardia a San Bernardino, di fronte a questa iniziativa si fermò: “Il progetto del Tempio della Pace fu assunto e patrocinato dal Vescovo. Se dunque si fa il Monumento Diocesano, passi avanti, trattandosi di opera diocesana ha tutto il diritto di passare avanti. Ubi major minor cessat” (Scritti 64, 167-168).

La faccenda però si trasformò in un problema cittadino. 

Don Orione partecipò alla promozione del Tempio, per il quale indirizzò una beneficienza di 100.000 lire destinata alla sua Opera. La sua speranza era che il Tempio fosse costruito quanto prima per poi poter pensare al santuario di San Bernardino. Quel rione, infatti, staccato dal centro cittadino, aveva bisogno comunque di una chiesa.

Nonostante le iniziative autorevoli e la raccolta fondi promossa dal comune e dalla diocesi, la somma raggiunta non animò i promotori a dare inizio alla costruzione.  

Di fronte alle difficoltà per la realizzazione del Tempio votivo, vi fu chi attribuì la responsabilità a don Orione, procurandone amarezza e indignazione. L’iniziativa del Tempio votivo non decollò perché nessuno del Comitato “si fidava” di iniziare la costruzione avendo una somma di soldi cospicua ma insufficiente. 

1928: via libera al Santuario della Madonna della Guardia

Mentre si prolungavano le incertezze circa la costruzione del Tempio al castello, la ricorrenza della Madonna della Guardia, al 29 di agosto di ogni anno, portava nel rione di San Bernardino un’ondata popolare di devozione mariana e, ai piedi della Madonna, si ricordava il voto, e, con esso, il desiderio della costruzione del santuario promesso. 

Mancando una previsione di realizzazione del Tempio votivo, il vescovo Grassi diede il via libera a don Orione per la costruzione del santuario della Madonna della Guardia. Si giunse alla benedizione della prima pietra del santuario della Madonna della Guardia da parte del cardinal Carlo Perosi, il 23 ottobre 1926.

Trascorsi altri due anni di attesa, con lettera del 7 marzo 1928, mons. Grassi prese posizione: “penso che sia risoluzione degna del cuore di Don Orione troncare gli indugi e porsi coraggiosamente all’opera”. Ribadì il suo parere favorevole: “Quale sia poi il mio avviso intorno all'opportunità di far sorgere, nel popoloso ed abbastanza remoto quartiere di San Bernardino, un bell'e capace Santuario in onore e nel nome di Nostra Signora della Guardia, già lo dissi, or son già forse 10 anni in una lettera che Ella volle anche pubblicare” (Scritti 83, 90-92).

Don Orione, appena ricevuta la benedizione del vescovo, confidando nella Divina Provvidenza, nell’umile partecipazione della buona gente, nel contributo di alcuni benefattori genovesi e nel lavoro dei suoi chierici lavoratori, già il 16 aprile successivo, diede avvio alla costruzione del Santuario in “San Bernardino”.

Ci volle un bel coraggio a imbarcarsi nell’impresa del santuario e, per di più, in una congiuntura economica di grande povertà, durante la terribile depressione economica del 1929. Il santuario della Madonna della Guardia fu costruito tra il 1928 e il 1931. Fu benedetto solennemente il 29 agosto 1931 dal vescovo mons. Simon Pietro Grassi.

(Continua)