MALTRATTAMENTI SU MINORI A VARZI: DI MONTACUTO LA MAESTRA ARRESTATA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   10/04/2019 00:00:06 

 

Titolare del nido “Zuccherino”

 

La Guardia di Finanza di Voghera giovedì 28 marzo ha arrestato per abuso di mezzi di correzione nei confronti di minore Monica Figheti, di 50 anni, originaria di Montacuto in val Curone, titolare e direttrice dell’asilo nido privato “Zuccherino” di via San Francesco a Varzi. Arrestata prima di andare al lavoro la Figheti è stata posta agli arresti domiciliari mentre sono state denunciate a piede libero per lo stesso reato due collaboratrici. I maltrattamenti sui bambini sono stati documentati dalle telecamere collocate nella struttura e lasciano pochi dubbi su quanto accadeva all’interno dell’asilo. In uno di questi video un bimbo biondo di pochi anni viene trascinato da una maestra che afferma: “Adesso ti viene la mano viola così capisci che la devi smettere”. Giovedì scorso appena si è sparsa la voce dell’arresto i genitori sono corsi a ritirare i bimbi dall’asilo comprendendo alcuni fatti: che il lobo nero di una bimba non poteva essere stato causato da una caduta, come detto dalle maestre, o il perché il figlio piangeva quando il papà andava a prenderlo. La Guardia di Finanza è venuta a conoscenza dei maltrattamenti per puro caso. A Varzi per altre indagini ad inizio gennaio i militi hanno raccolto voci di presunte violenze all’interno dell’asilo, che ospitava una quindicina di bimbi fino ai 3 anni. Dopo aver compiuto alcuni approfondimenti e sentito ex dipendenti, è stata aperta l’inchiesta e sono state installate le telecamere che hanno funzionato fino al momento dell’arresto. La struttura era stata aperta nel 2015 dalla società Ima snc composta da tre socie fra cui la Figheti, poi quest’ultima era rimasta sola, aveva aperto una partita Iva e proseguito l’attività. Anzi, aveva intenzione di aprire un altro asilo a Zavattarello e aveva partecipato ad una gara del comune varzese per aprire un altro nido, perché lo “Zuccherino” era l’unico dell’alta valle Staffora. E fino a giovedì era un punto di riferimento per le famiglie. La maestra, per bocca del suo difensore Maria Rosa Carisano, fa sapere di essere molto abbattuta e che “è certa di non aver fatto quello di cui è accusata”.