SPERANZE PER IL GRUPPO M&G: ENI VERSALIS OFFRE 75 MILIONI 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   11/07/2018 00:00:28 

 

 

Niente è ancora ufficiale, anche perché la riunione fissata per giovedì mattina si è protratta molto, ma pare che per il futuro di almeno quattro società del gruppo Mossi & Ghisolfi (Biochemtex, Beta Renewables, Ibp e Ibp Energia, queste ultime in pratica costituiscono il polo di Crescentino) ci sia ancora una società italiana, l’Eni Versalis che ha offerto 75 milioni e l’assorbimento di tutti i dipendenti. L’incertezza pare data dal fatto che l’offerta, pur accettata dalla maggioranza dei creditori, non sia sufficiente a coprire tutti i debiti del gruppo. I manager della M&G però si sono dimostrati molto fiduciosi e credono che alla fine il tribunale, cui spetta l’ultima parola essendo tutto il gruppo in concordato, accetti la proposta e bandisca un’asta per la cessione del pacchetto azionario. Che la società del gigante italiano Eni fosse interessata al gruppo tortonese non è cosa nuova: ne avevamo scritto già noi nel settembre dello scorso anno, quando attraverso Mediobanca sono iniziate le trattative per l’acquisizione: in pratica ad Eni interessa il bioetanolo, carburante per cui il gruppo tortonese ha sviluppato molti studi e ricerche. 

Purtroppo i tempi però si sono fatti stretti. Il concordato preventivo del gruppo venne dichiarato il 27 ottobre scorso, con la messa in cassa integrazione di tutti i dipendenti e l’affidamento a tre commissari, Pietro Canevelli, Claudio Ferrario e Silvano Cremonesi della gestione delle società. Tutto nasce, pare, da una fortissima crisi finanziaria iniziata negli Stati Uniti a causa dei ritardi della realizzazione dell’impianto di Corpus Christi nel Texas, gravato da un buco di 1,8 milioni di dollari. Le società americane ad ottobre vennero assoggettate al Chapter 11, la procedura fallimentare statunitense che può essere paragonata all’amministrazione straordinaria del nostro Paese. La situazione in America si è però velocemente evoluta con la cessione, lo scorso febbraio, di Apple Grove, una divisione della M&G Polymers ad una società cinese per 33,5 milioni di dollari. Resta da risolvere la situazione italiana.