I FANGHI DELLA DEPURAZIONE INTASANO GLI IMPIANTI TORTONESI 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   05/09/2018 00:00:24 

 

 

Bloccata la cessione in Lombardia

 

Come al solito nel nostro bel Paese in pieno agosto scoppia qualche emergenza ambientale. Questa volta ci riguarda proprio da vicino. A fine luglio il Tar Lombardia ha emesso una sentenza a seguito di un ricorso presentato dalle province di Lodi e Pavia con la quale è stato stabilito che per lo “spandimento dei fanghi biologici condizionati siano rispettati particolari parametri”. Poiché questi parametri non sono rispettati dai fanghi prodotti per lo spandimento in agricoltura, gli impianti lombardi hanno bloccato qualsiasi conferimento da depuratori extra regionali. Purtroppo tra i maggiori conferitori di fanghi per l’agricoltura in Lombardia vi sono i depuratori della nostra provincia che così, di colpo, si sono visti impedito qualsiasi conferimento. Il presidente della Provincia Gianfranco Baldi ha quindi dovuto assumere un’ordinanza, datata 30 luglio con la quale è d’obbligo “fino al 31 ottobre prossimo lo stoccaggio dei fanghi da depurazione prodotti in provincia in aree idonee”. L’ordinanza, naturalmente, prevede inoltre che lo stoccaggio avvenga in modo da “non arrecare danno all’ambiente ed alla salute e che sia fatto in modo da minimizzare le emissioni maleodoranti”.

In pratica cosa è avvenuto in questo mese? Dal 2 agosto i fanghi prodotti dall’impianto di Cassano Spinola, uno dei più grandi della provincia, sono destinati all’impianto di depurazione di Castelnuovo Scrivia, ove vi sono i letti di essicazione, mentre per i fanghi prodotti dagli impianti di Castelnuovo e Tortona non vi sarà alcun trasporto ma si provvederà a stoccarli in sito. Ciò significa, è chiaro, un progressivo esaurimento degli spazi e lo sprigionamento di odori.

Problemi di non poco conto, soprattutto per gli abitanti di Castelnuovo, lungo la provinciale per Molino che hanno già avvertito, certificato anche da un sopralluogo del sindaco Tagliani, un aumento degli odori e degli insetti. Immediato l’intervento del primo cittadino castelnovese che ha inviato una lettera all’Asl, alla prefettura, all’Arpa ed alla Provincia per ricordare che questa soluzione è realmente temporanea e molto pericolosa. Anche l’associazione delle imprese per i servizi pubblici del Piemonte ha preso posizione rilevando una “gravissima crisi gestionale dei fanghi che rischia di compromettere il servizio di depurazione delle acque reflue civili in Piemonte”. Fino a questo momento, però, la situazione è e rimane quella di inizio agosto, senza una soluzione chiara e sicura all’orizzonte.