BENE LA RIABILITAZIONE MA IN OSPEDALE C鎚 BISOGNO DI REPARTI D旦RGENZA 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   15/05/2019 00:00:12 

 

Dopo la visita di giovedì 2 maggio del governatore Chiamparino e dell’assessore regionale Saitta al nostro ospedale per illustrare quanto sarà fatto, con colpevole ritardo, per il reparto di riabilitazione di secondo livello, ci pare giusto ritornare sull’ormai annoso tema. Tutto nacque, è stato detto in Regione, dalla chiusura del punto nascite trasferito a Novi per rafforzare quel reparto. In effetti il numero di nascite in città era lievemente al di sotto dei limiti previsti (500 nascite anno) ma esistono in Regione altri punti nascite che non raggiungono questi numeri. Di più: al tempo di quella decisione non era stato scritto in nessun documento che il trasferimento di quel reparto avrebbe portato alla soppressione di altri reparti, mascherati solamente dal nome: “struttura complessa di Novi e Tortona”. Dobbiamo anche ricordare che il parto, pur presentando pericoli da tener sempre presenti, è un fatto fisiologico, mentre le malattie per le quali non abbiamo più il reparto sono patologie, anche gravi. Insomma non si può di fatto bloccare l’attività di un ospedale perché non ha più il punto nascite: ne esistono moltissimi in giro per il nostro Paese che non hanno più la maternità, ma che hanno tutti gli altri reparti! Ribadiamo: l’età media del cittadino del Tortonese è ormai abbastanza alta, tale da necessitare di particolari cure di pronto intervento; e quindi va bene ortopedia per le fratture, medicina generale, ma mancano cardiologia (reparto con attrezzature d’avanguardia inaugurato quando sindaco era Berutti, quindi meno di 10 anni fa) neurologia, reparto anch’esso all’avanguardia inaugurato qualche anno prima del precedente. E poi manca un Dea, ovvero un pronto soccorso ove ci siano in turno almeno 2 medici, per ovviare alle lunghe attese dei pazienti meno gravi (i codici gialli e verdi) e per permettere agli altri pazienti un’assistenza adeguata. Fortunatamente il lavoro di medici ed infermieri del pronto soccorso è encomiabile, e non può essere messo in discussione: ma non è così che si offre un servizio adeguato al cittadino che paga le tasse ed ha diritto ad un buon servizio sanitario. Quindi quando si afferma e si scrive nei comunicati che si provvede al rilancio dell’ospedale utilizzando i risparmi effettuati negli anni, è una mera operazione di marketing elettorale e non si dice la verità, perché i risparmi ci sono stati ma a decremento della qualità del servizio offerto. Come non evidenziare, ad esempio, che nonostante l’arrivo del nuovo primario di chirurgia, nel fine settimana del 28 aprile i pazienti in reparto erano, ci è stato detto, solamente 7? Come non evidenziare che una popolazione relativamente anziana ha bisogno dei reparti di cardiologia e di neurologia, per le emergenze, e non di un reparto di riabilitazione? L’infartato o il paziente colpito da ictus hanno bisogno di cure quasi immediate, e non di girare per mezza provincia prima di trovare un letto nel reparto, mentre il paziente che deve essere riabilitato, non ha urgenza e può essere trasportato da ospedale ad ospedale. Per altro tutti i tortonesi non hanno mai sentito la mancanza di tale reparto, in quanto nelle vicinanze esistono strutture, private ma convenzionate, specializzate proprio in questo campo. Infine c’è da dire che sarebbe necessario che il nostro ospedale avesse un maggior impulso sul fronte della lotta al cancro. Un centro oncologico più grande dell’attuale, ove sia possibile non solo curare il post operatorio ma operare, sarebbe auspicabile, visto che la nostra zona è fortemente colpita da questo male. Allora sì che si farebbe qualcosa di buono per il nostro ospedale, allora sì che lo si rilancerebbe e potenzierebbe!

 

Come sarà il nuovo reparto di riabilitazione

 

Accantonando le perplessità che ormai sorgono spontanee ad ogni annuncio sulla sanità che interessa la nostra zona, occorre riconoscere che il progetto per il nuovo reparto tortonese di riabilitazione di secondo livello è una gran cosa. Sarà inaugurato nel 2021 (o forse 2022) visto che i lavori dovrebbero iniziare entro febbraio del prossimo anno, ma sarà dotato di arredi ed attrezzature per la terapia convenzionale, ed anche di tecnologie avanzate (robotiche, antigravitarie, realtà virtuale) necessarie per il recupero del cammino, delle attività manuali e delle più semplici autonomie. Vi saranno: •un’area diagnostica comprensiva di analisi del cammino, della postura e dell’equilibrio, della forza e dei parametri vitali durante l’esercizio; •un’area per la rieducazione con robot per l’arto superiore e la mano e dell’arto inferiore per il cammino; •un’area antigravitaria con sistemi per la mobilizzazione delle gambe abbinati alla verticalizzazione; •un’area per la dimissione con tecnologie tutorizzanti; • un’area per il trattamento delle spasticità e del dolore con stimolazione elettrica transcranica, funzionale e terapia delle vibrazioni. In reparto vi saranno 4 fisiatri, oltre agli infermieri, i fisioterapisti, un terapista occupazionale ed un logopedista. Insomma nel futuro reparto, che occuperà tutto il secondo piano a destra della struttura ospedaliera, si potrà trattare, ad esempio, pazienti reduci dalla frattura del femore, o da ictus che ha impedito l’uso corretto degli arti superiori, da sclerosi multipla o da Parkinson.