DUE TORTONESI COINVOLTI NELLA NUOVA TANGENTOPOLI MILANESE 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   15/05/2019 00:00:16 

 

 

La piccola (o grande? l’inchiesta lo chiarirà) tangentopoli milanese che ha coinvolto esponenti di Forza Italia e della Lega e che ha portato alla custodia cautelare di 45 persone, di cui 12 in carcere, coinvolge anche il Tortonese. Con obbligo di dimora è infatti Andrea Ormelli, 56 anni, originario di Montebore ma abitante a Monleale, direttore tecnico della Simedil srl di Novate Milanese, specializzata in costruzioni, restauri, manutenzioni, movimento terra, impianti civili ed industriali che fa capo a Renato Napoli, arrestato. Pende invece su Diego Sozzani, 58 anni, deputato di Fi, la richiesta di arresto inviata alla Camera che dovrà decidere entro breve. Sozzani è stato presidente della provincia di Novara ed è marito di Emanuela Patta, ex assessore leghista tortonese. Ed in effetti pare che la dimora tortonese sia stata nei giorni scorsi perquisita dalle Fiamme Gialle. La vicenda è sempre la solita: un giro di politici e di trafficanti che si mettono d’accordo per pilotare gare d’appalto, assegnazioni di consulenze varie, incarichi “fiduciari”. Pesante, in questo momento, è la posizione di Sozzani che per ora ha evitato il carcere solamente perché deputato, in quanto una serie di intercettazioni telefoniche pare lo inchiodino: “Lui - dice l’imprenditore Daniele D’Alfonso della Ecol Service srl, considerato il tramite con i calabresi - adesso va a Roma, gli stiamo dando una mano per la campagna di Roma. Devo dargli 6 mila euro (divenuti poi 10 mila, pare) e poi se esce la faccio (la gara)”. I legami tra D’Alfonso e Napoli sono documentati nelle oltre 800 pagine del gip così come sono documentati i rapporti di alcuni di essi con una famiglia di ‘ndranghetisti calabresi. Per Ormelli (anche la sua abitazione è stata perquisita) l’accusa è di aver creato un cartello di imprese partecipanti all’appalto per il teleriscaldamento “mediante collusioni per concordare le offerte”. Nelle carte accusatorie viene considerato il braccio destro del capo, Napoli, fornendo “un attivo e spregiudicato apporto per raggiungere gli accordi con le società concorrenti” pare anche grazie ai suoi rapporti con soggetti legati ad aziende pubbliche come la A2A, la società leader in Italia nei servizi ambientali e nel teleriscaldamento, con sede a Brescia. Nelle pagine del gip si legge anche di legami con l’alessandrina Amag reti idriche, per cui alcune gare anche di Gestione Acqua sarebbero ora sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti, soprattutto per quanto riguarda la pulizia delle caditoie e lo smaltimento dei relativi rifiuti. Insomma Ormelli è un direttore tecnico con molte entrature che, secondo quanto pare emergere dalle carte, non aveva scrupoli a stringere accordi. Il gip, infatti, scrive che per Ormelli c’è il pericolo “concreto ed attuale” della recidiva ma la neutralizzazione del suo referente Napoli, posto ai domiciliari con divieto di comunicazione, fa ritenere per lui “sufficiente l’obbligo di dimora”. La notizia, come è immaginabile, ha fatto ben presto il giro dei paesi delle due valli, sia la val Curone ove Ormelli abitava da tempo lungo la strada che porta a Monleale Alto, sia la val Grue ove ha origine la sua famiglia ed ove abitano numerosi parenti.

Nella foto: Andrea Ormelli e Diego Sozzani