VITTORIA STORICA DEL CENTRODESTRA CHIODI SINDACO AL PRIMO TURNO 
A cura di Redazione Sette Giorni,  pubblicato il   05/06/2019 00:00:12 

 

La vittoria nelle elezioni comunali del 26 maggio scorso è storica perché mai, a Tortona, da quando è in vigore questa legge elettorale (prima volta Balossino eletto sindaco nel 1995) l’elezione avveniva al primo turno, ovvero con un candidato che conquistava oltre il 50% dei voti. Già questo la dice lunga sul successo del centrodestra che si riprende la guida della città dopo 5 anni di opposizione (e 15 di governo). Quindi grande merito a Federico Chiodi che per questo risultato passerà alla storia elettorale tortonese. Ma, è ovvio, il successo deve anche essere ascritto alla Lega, un partito che cinque anni fa non aveva conquistato il seggio, con 585 voti e che lo scorso anno per la Camera dei Deputati ottenne 3.677 voti; ora con i suoi 4.298 voti può affermare di essere il partito più votato di sempre (almeno dal crollo della prima repubblica). Del resto i voti della Lega, da sola, fanno quasi i voti di tutta la coalizione di centrosinistra (vi è una differenza di 444 voti), il che la dice lunga sulle scelte fatte dai tortonesi. Il secondo partito della coalizione è Forza Italia (1.643) che ha però perso 1.000 voti dalle precedenti comunali, mentre un ottimo successo ha ottenuto Fratelli d’Italia con 1.135 voti, più del doppio di cinque anni fa (quando si fermarono a 441). Grande flop, invece, e del tutto ininfluente nella coalizione a tal punto da non riuscire nemmeno a conquistare il seggio, è stata Nuova Tortona che si è quasi dimezzata (998 cinque anni fa, 573 quest’anno), nonostante il successo personale del capo ed ideatore della lista civica (Morreale); segno che non è la lista che conta, ma chi l’ha ideata cinque anni fa; insomma nessun dato politico, ma solo personale. Altro merito della nuova maggioranza è di aver svecchiato il consiglio comunale: entra per la prima volta una diciannovenne (Sgheiz). Un altro consigliere è al di sotto dei 30 anni (Castellini che si aggiunge a Mattirolo già in consiglio), ed altri tre sotto i 40 (Calore, Fava e Ferrari Cuniolo). Si dovrà pagare lo scotto dell’inesperienza, è inevitabile, ma portare giovani in consiglio è sempre un bene. Ed ora parliamo degli sconfitti. La batosta per il centrosinistra è chiarissima: cinque anno fa aveva conquistato al primo turno 6.111 voti, ora si è fermata a 4.742. Il Pd si è praticamente dimezzato, passando da 3.507 a 1.760 voti, mentre ha leggermente aumentato l’unica altra lista civica presente nelle elezioni del 2014, Viva Tortona Viva passata da 454 a 478 voti. Ci sarà quindi molto da riflettere per gli esponenti della trascorsa giunta. Non crediamo che le cause della sconfitta siano esclusivamente da ascrivere al loro modo di governare, a quanto hanno (o non hanno) fatto in questi cinque anni. E’ facile dire che la vicenda ospedale ha pesato molto sulle scelte dei tortonesi, ma non è tutto, non può essere tutto. Avranno tempo, gli esponenti del Pd, di comprendere cosa si è rotto nel rapporto con i tortonesi. Clamoroso anche il flop dei 5 Stelle, che hanno perso quasi mille voti (1.937 ed ora 978), riuscendo solo per il rotto della cuffia a conquistare un seggio: significa, probabilmente, che i cinque anni di opposizione sono stati condotti male, ma anche in questo caso i fatti nazionali hanno avuto la loro negativa ricaduta. Un po’, comunque, ha pesato la composizione della lista e la scelta del candidato sindaco: per un movimento che si richiama ai giovani, i “maturi” ed i vecchi erano la stragrande maggioranza. E già Bartalena medita di lasciare ancora prima di entrare in sala consiliare. Infine senza alcun riscontro popolare CasaPound, passato da 291 voti dello scorso anno alla Camera a 217 di queste comunali: nella prima repubblica si sarebbero chiamati voti residuali. Ed ora spetterà a Federico Chiodi dimostrare che l’enorme apertura di credito che i tortonesi gli hanno rilasciato è stata ben riposta. In primo luogo con la composizione di una giunta che deve rispettare il volere dei cittadini (Morreale vicesindaco, come si diceva prima dei voti, che senso ha visto che la sua lista non è rappresentata in consiglio?) e che deve scegliere, anche fuori dai soliti schemi, uomini e donne che sappiano cosa e come agire in amministrazione. Insomma il primo esame sarà proprio nella scelta dei cinque assessori, e nelle azioni concrete che saranno in grado di attuare, perché è vero che Chiodi ha affermato che “tutti i giorni dovremo avere qualcosa da scrivere sui social a contatto con i cittadini” ma gli assessori devono lavorare e far lavorare, e non proclamare. Ed è altrettanto vero che “il posto in cui lavorare è là fuori” (indicando le strade tortonesi); ma la concretezza dell’azione amministrativa si manifesta solo stando in comune, ad esaminare carte, ed a trasformare quello che c’è scritto su quelle carte in azione. Auguri di buon lavoro.

Nella foto: Federico Chiodi, appena insediato, nell’ufficio del sindaco

 

Ferrari Cuniolo il più votato

 

Qualche considerazione sulle preferenze date dai tortonesi ai candidati consiglieri: il più votato è Giovanni Ferrari Cuniolo con 247 voti (+16 rispetto a cinque anni fa) seguito da Fabio Morreale con 221. Al terzo posto la più giovane consigliere comunale (19 anni) Anna Sgheiz con 192 voti, un vero boom per chi si è affacciato per la prima volta nell’arena politica. Segue con 190 voti Lorenzo Bianchi, che viene così premiato per i soli due anni di amministrazione. Poi Luigino Bonetti con 166, Federico Mattirolo con 160, Daniele Calore e Maria Grazia Pacquola con 157. Al settimo posto Pier Paolo Cortesi con 143, seguito da Giovanni Castagnello con 131, Marcella Graziano con 120 e Antonello Santoro con 119. Leggermente distaccati da questi Matteo Fantone con 117, Gianluca Silvestri con 114, Nicolò Castellini con 110, Laura Angeleri e Mauro Sala con 105 voti e Filippo Fava con 101. Questi 18 candidati, per altro qualcuno di questi non siederà nemmeno in consiglio, sono gli unici che hanno superato il “muro” dei 100 voti; occorre ricordare che nessuno dei candidati di 4 liste (CasaPound, Fratelli d’Italia, Prima Tortona e 5 Stelle) ha raggiunto le 100 preferenze.